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Lavrov: "Mosca verso un rapporto sempre più stretto con Pechino"

Sergej Lavrov (ansa)
Il ministro degli Esteri russo: "I leader occidentali secondo i quali la Russia deve essere sconfitta non hanno studiato bene la storia"
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LONDRA - Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov lancia un doppio monito all'Occidente: chi pensa che Mosca possa venire sconfitta "non ha studiato la storia" e l'atteggiamento di Stati Uniti ed Europa otterrà il solo risultato di spingere il Cremlino verso "un rapporto sempre più stretto con la Cina".

In una serie di dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa di Stato, il capo della diplomazia russa non parla del piano di pace italiano, che secondo il suo vice Rudenko è stato ricevuto e verrà esaminato da Mosca, ma segnala che la Russia rimane determinata a realizzare i suoi obiettivi mentre inizia il quarto mese di guerra, pur lasciando aperto uno spiraglio al dialogo se l’Occidente cambierà linea.

"I leader occidentali secondo i quali la Russia deve essere sconfitta non hanno studiato bene la storia", comincia Lavrov. "Dicono che bisogna fare in modo di sconfiggerci sul terreno. De…

LONDRA - Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov lancia un doppio monito all'Occidente: chi pensa che Mosca possa venire sconfitta "non ha studiato la storia" e l'atteggiamento di Stati Uniti ed Europa otterrà il solo risultato di spingere il Cremlino verso "un rapporto sempre più stretto con la Cina".

In una serie di dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa di Stato, il capo della diplomazia russa non parla del piano di pace italiano, che secondo il suo vice Rudenko è stato ricevuto e verrà esaminato da Mosca, ma segnala che la Russia rimane determinata a realizzare i suoi obiettivi mentre inizia il quarto mese di guerra, pur lasciando aperto uno spiraglio al dialogo se l’Occidente cambierà linea.

"I leader occidentali secondo i quali la Russia deve essere sconfitta non hanno studiato bene la storia", comincia Lavrov. "Dicono che bisogna fare in modo di sconfiggerci sul terreno. Devono essere andati male a scuola. Hanno tratto conclusioni sbagliate dal passato della Russia".

Dopo questa sorta di lezione di storia, che sembra alludere alle invasioni di Napoleone e Hitler della Russia, in realtà nulla a che fare con l'invasione russa dell'Ucraina, il ministro degli Esteri di Putin accenna al futuro, disegnando due possibili strade. Da un lato, "le relazioni economiche tra Mosca e Pechino diventeranno più strette dato che l'Occidente assume atteggiamenti da dittatore nei nostri confronti", un riferimento alle sanzioni. Dall'altro, "quando l'Occidente avrà finito le sue frenesie vedrà che la Russia è ancora qui e si rafforza di anno in anno, per cui se vorrà offrirci qualcosa per riprendere le relazioni, ci penseremo due volte se ci servirà o meno".

Un discorso spavaldo e minaccioso, che sorvola sulle gravi difficoltà economiche di Mosca e sul fatto, riconosciuto perfino da qualche giornale russo, che non sarà facile per la Russia trovare nuovi clienti con cui rimpiazzare l'Europa e gli Usa quando l'embargo al gas e al petrolio russo entrerà completamente in vigore.