Navi da guerra britanniche e alleate per scortare il grano ucraino? Von der Leyen: la Russia bombarda i granai. Kuleba: non comprate i nostri cereali rubati
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. Una "coalizione di volenterosi”, con a capo la Marina militare britannica e altri Paesi della Nato, per scortare le rotte del commercio e dell’export di grano dall’Ucraina? Il tempo stringe, il rischio fame nel mondo è sempre più allarmante ed è un’ipotesi, molto delicata, che si starebbe valutando a Londra, nei palazzi di Whitehall e in altre cancellerie. Nelle discussioni sarebbero coinvolti diversi alleati occidentali, scrive il Times, per quello che sarebbe “un corridoio protettivo” nel Mar nero, da Odessa al Bosforo, per navi e container del grano ucraino.
Una soluzione che non a caso Kiev sta chiedendo da tempo, anche con il presidente Volodymyr Zelensky negli ultimi giorni, le cui parole oggi sono state rilanciate dal suo ministro degli Esteri Dmytro Kuleba: "I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all'estero. Invito tutti …
LONDRA. Una "coalizione di volenterosi”, con a capo la Marina militare britannica e altri Paesi della Nato, per scortare le rotte del commercio e dell’export di grano dall’Ucraina? Il tempo stringe, il rischio fame nel mondo è sempre più allarmante ed è un’ipotesi, molto delicata, che si starebbe valutando a Londra, nei palazzi di Whitehall e in altre cancellerie. Nelle discussioni sarebbero coinvolti diversi alleati occidentali, scrive il Times, per quello che sarebbe “un corridoio protettivo” nel Mar nero, da Odessa al Bosforo, per navi e container del grano ucraino.
Una soluzione che non a caso Kiev sta chiedendo da tempo, anche con il presidente Volodymyr Zelensky negli ultimi giorni, le cui parole oggi sono state rilanciate dal suo ministro degli Esteri Dmytro Kuleba: "I ladri russi rubano il grano ucraino, lo caricano sulle navi, passano dal Bosforo e cercano di venderlo all'estero. Invito tutti gli Stati a rimanere vigili e a rifiutare qualsiasi proposta di questo tipo. Non comprate il grano rubato. Non diventate complici dei crimini russi. Il furto non ha mai portato fortuna a nessuno”.
A tal proposito, nuove foto satellitari proverebbero il saccheggio del grano ucraino da parte dei russi. Come scrive la Cnn, le immagini di Maxar Technologies, datate 19 e 21 maggio, sono state scattate sul porto di Sebastopoli, in Crimea e si vedono due navi russe, la Matros Pozynich e la Matros Koshka, che attraccano e caricano quello che potrebbe essere grano ucraino rubato. Una ricostruzione confermata anche da un portavoce Ue: "Abbiamo le prove".
Un altro problema è che ora è arrivata la stagione del raccolto e i silos e i depositi di grano in Ucraina sono già colmi. Se non saranno presto liberati, si rischia una catastrofe alimentare su vasta scala nei Paesi più esposti nel mondo, soprattutto quelli meno ricchi o in via sviluppo, anche per l'impennata dei prezzi. La ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, ha dunque parlato di possibile sblocco navale con il suo pari lituano Gabrielius Landsbergis, che non ha usato mezze parole: “Ci tengono in ostaggio”. Potrebbero essere coinvolti altri membri Nato oltre ad alcuni Paesi di aree vicine, come l’Egitto, perché il Cairo è duramente colpito da questo blocco alimentare. Tuttavia, Downing Street in giornata ha precisato: "Al momento non ci sono simili piani di impiegare la Royal Navy nel Mar Nero".
Una realtà citata oggi anche dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum economico a Davos: "I segnali di una crescente crisi alimentare sono evidenti. Dobbiamo agire con urgenza, i russi stanno bombardando i depositi di grano e le loro navi da guerra nel Mar Nero stanno bloccando le navi ucraine piene di grano e semi di girasole. Le conseguenze di questi atti vergognosi sono sotto gli occhi di tutti", ha aggiunto la presidente, "i prezzi globali del grano sono alle stelle. E sono i Paesi fragili e le popolazioni vulnerabili a soffrirne di piu'".
"Ma ci sono anche soluzioni, oggi e all'orizzonte - ha aggiunto Von Der Leyen - per questo sto lavorando con il presidente egiziano Al Sisi per affrontare le ripercussioni della guerra con un evento sulla sicurezza alimentare e soluzioni in Europa e nella regione. È tempo di porre fine alle dipendenze malsane. È tempo di creare nuove connessioni. È tempo di sostituire le vecchie catene con nuovi legami. Superiamo questa grande sfida in cooperazione”.
Ma l’operazione è complicata. Non solo per la minaccia militare russa nel Mar Nero, che è cresciuta nelle ultime settimane, per non parlare delle mine e del rischio di incidente. Come del resto si è sfiorato solo un anno fa, nelle stesse acque, quando l’incrociatore britannico HMS Defender era volontariamente entrato in quelle che il Regno Unito considera - legalmente - acque internazionali al largo della Crimea, mentre Mosca le considera proprie dopo l’occupazione della penisola nel 2014.
Fondamentali, in questo piano di sblocco navale, sarebbero, almeno come deterrente, nuovi missili a lungo raggio per l’Ucraina in modo difendere le imbarcazioni coinvolte, come gli ultimi Harpoon annunciati ieri dalla Danimarca e dal segretario di Stato americano Lloyd Austin. Gli Harpoon hanno uno spettro di azione di oltre 300 chilometri.
Tuttavia, almeno sino a ieri sera spirava pessimismo nei confronti di un possibile corridoio di sicurezza nel Mar Nero per sbloccare le consegne commerciali e il traffico di grano e altri alimenti, come proposto anche dalla vicepremier ucraina Yulia Svyrydenko di recente. Per fonti di intelligence occidentale non sembra una proposta realistica: “Una cosa del genere deve essere approvata o avere il consenso della Russia, per come stanno le cose, visto che c’è il rischio di incidente e Mosca ha i missili puntati da Sebastopoli e da tutta la Crimea. I russi”, continuano le fonti, “dominano l’area in questo momento e darebbero il loro assenso solo in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, o con una sorta di complicata garanzia da parte della Turchia”. Infine, sulle voci di attentato sventato contro Vladimir Putin qualche settimana fa, la risposta è lapidaria: “Putin è fermamente in controllo del potere a Mosca”.