✕

A Davos si tratta sul grano di Odessa, ma il primo ostacolo è il porto minato

(reuters)
I russi offrono un corridoio in cambio dello stop alle sanzioni. Kiev: "Non ci fidiamo, vogliamo garanzie"
2 minuti di lettura

DAVOS - "È una questione di fiducia". Dmytro Kuleba non lascia adito a dubbi. I corridoi per trasportare grano attraverso il Maro Nero proposti ieri dalla Russia sono una farsa, un "ricatto" che il ministro degli Esteri ucraino ha respinto senza esitazioni. In mattinata da Mosca era rimbalzata l'offerta di consentire il passaggio di navi ucraine in mare - ma in cambio di un alleggerimento delle sanzioni internazionali. Andrey Rudenko, viceministro degli Esteri russo, aveva chiesto un "approccio globale" per discutere il blocco delle 22 milioni di tonnellate di cereali ferme in Ucraina, "compresa la rimozione delle sanzioni imposte alle esportazioni e alle transazioni finanziarie russe". I russi avevano anche chiesto "lo sminamento da parte ucraina di tutti i porti dove sono ancorate le navi".

DAVOS - "È una questione di fiducia". Dmytro Kuleba non lascia adito a dubbi. I corridoi per trasportare grano attraverso il Maro Nero proposti ieri dalla Russia sono una farsa, un "ricatto" che il ministro degli Esteri ucraino ha respinto senza esitazioni. In mattinata da Mosca era rimbalzata l'offerta di consentire il passaggio di navi ucraine in mare - ma in cambio di un alleggerimento delle sanzioni internazionali. Andrey Rudenko, viceministro degli Esteri russo, aveva chiesto un "approccio globale" per discutere il blocco delle 22 milioni di tonnellate di cereali ferme in Ucraina, "compresa la rimozione delle sanzioni imposte alle esportazioni e alle transazioni finanziarie russe". I russi avevano anche chiesto "lo sminamento da parte ucraina di tutti i porti dove sono ancorate le navi".

Sia Kuleba, che ieri è intervenuto a più riprese al Forum economico mondiale, sia la Commissione europea, secondo quanto riportato da una fonte autorevole, nutrono dubbi enormi sulla proposta di Mosca. E non solo per il "ricatto" sulle sanzioni. Lo sblocco dei cereali ucraini "è legato a una questione di sicurezza che riguarda il porto di Odessa", ha spiegato il capo della diplomazia di Kiev. "Come facciamo a essere certi che se acconsentissimo a sbloccare dei corridoi, i russi non entrerebbero nel porto per cercare di conquistarlo? È una questione di fiducia, è sempre una questione di fiducia, con i russi". La premessa per aprire un canale che consenta di far passare le navi, insomma, "è che il mare venga sminato", ha ricordato Kuleba.

Ma il rischio è che i russi ne approfittino per assaltare il principale porto ucraino nel Mar Nero. A Davos, gli ucraini hanno lavorato a una soluzione che coinvolga l'Onu: "È ovvio che anche noi non vogliamo scatenare una crisi alimentare globale". E Kuleba è tornato a ringraziare il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, per la mediazione delle settimane scorse sui corridoi umanitari che hanno consentito l'evacuazione di migliaia di civili nella fase finale dell'assedio dell'acciaieria di Azovstal. Ieri proprio da Mariupol è arrivata la conferma che, dopo lo sminamento del porto, cinque navi straniere sono potute ripartire in sicurezza, grazie a un corridoio largo due miglia garantito dai russi.

E sembra che una nave contenesse anche un carico di grano. Kuleba ha risposto ieri anche a una domanda sulla proposta italiana per un negoziato di pace presentata all'Onu la scorsa settimana: "Luigi Di Maio è un amico, quindi non ho nulla contro un amico. Ma parlando politicamente dico che accogliamo tutti i piani che non prevedono alcuna concessione in merito all'integrità territoriale dell'Ucraina. Di tutto il resto siamo pronti a discutere". Il capo della diplomazia ucraina ha aggiunto che "da Mosca non vedo alcun nessun segnale che indichi che intenda sedersi a un tavolo e negoziare in buona fede".