Dalla Costituzione alla lobby Nra: perché l'America è il Paese delle armi
di Anna Lombardi , di Anna LombardiLa strage di bambini avvenuta ieri alla Robb Elementary School di Uvalde, Texas, dove per mano del 18enne Salvador Ramos sono morti 19 ragazzini e due insegnanti - avvenuta a 10 anni da quella analoga nella scuola elementare di Sandy Hook dove a morire furono in 27, 20 piccoli e sette maestri - si inserisce in un tristissimo trend che fa degli Stati Uniti un Paese dove il numero di decessi prematuri causati da armi da fuoco è addirittura superiore a quello dei morti per incidenti stradali. Lo svela uno studio condotto dal Westchester Medical Center pubblicato a febbraio.
Secondo le statistiche l'anno scorso, il 2021, l'America ha registrato il record assoluto di sparatorie di massa (ovvero con più di …
La strage di bambini avvenuta ieri alla Robb Elementary School di Uvalde, Texas, dove per mano del 18enne Salvador Ramos sono morti 19 ragazzini e due insegnanti - avvenuta a 10 anni da quella analoga nella scuola elementare di Sandy Hook dove a morire furono in 27, 20 piccoli e sette maestri - si inserisce in un tristissimo trend che fa degli Stati Uniti un Paese dove il numero di decessi prematuri causati da armi da fuoco è addirittura superiore a quello dei morti per incidenti stradali. Lo svela uno studio condotto dal Westchester Medical Center pubblicato a febbraio.
Secondo le statistiche l'anno scorso, il 2021, l'America ha registrato il record assoluto di sparatorie di massa (ovvero con più di 3 morti): ben 691. Tra le vittime 1.533 erano bambini e adolescenti, dice il Gun Violence Archive, non profit che traccia gli episodi di violenza legata alle armi negli Usa. Nel Paese d'altronde si calcola che ci siano circa 357 milioni di armi per 332 milioni di persone. Di queste, 133 milioni sono nelle mani di 7,7 milioni di persone, ovvero appena il 3% della popolazione adulta americana mentre il resto è distribuito su 55 milioni di persone.
Perché il possesso di armi è garantito dalla Costituzione?
Il diritto dei cittadini americani a possedere armi da fuoco è sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione. Quello che recita: "Una milizia ben organizzata è necessaria alla sicurezza di uno Stato libero e dunque il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non può essere violato". Ratificato il 15 dicembre 1791, è evidentemente frutto del suo tempo: risale ad un'epoca in cui non esisteva un esercito regolare ed era ispirato a regole inglesi, ancora più antiche, visto che erano state varate un secolo prima per riconoscere ai protestanti il diritto a possedere armi tolto loro dal re cattolico Giacomo II. All'epoca, negli Stati Uniti nascenti, l'idea di un esercito stabile era dunque profondamente legata alla presenza di oppressori europei. E in aree di frontiera garantire il diritto alle armi significava anche potersi difendere dagli attacchi di nativi e banditi. Nel tempo, proprio il concetto di "milizia ben regolata" è stato contestato da chi si oppone al possesso facile di armi da fuoco da parte di singoli individui. Chi è invece a favore ritiene che il Secondo Emendamento offra una protezione legale ai possessori di armi, antica quanto l'America stessa. La questione è da tempo al centro di accesi dibattiti.
Come si è espressa in proposito la Corte Suprema?
La questione è stata affrontata più volte fin dal 1900. L'ultima risale al luglio 2008, quando la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale la legge del Distretto di Columbia - quello dove sorge la capitale, Washington - che ne aveva vietato ai residenti il possesso, definendo quello di armarsi un diritto "inviolabile" dei singoli cittadini al pari persino di quello di voto e di libertà d'espressione. La Corte Suprema si esprimerà nuovamente e a breve sui limiti del possesso di armi fuori dalle mura domestiche e, vista la maggioranza conservatrice, potrebbe addirittura espanderlo. Ad appellarsi sono stati infatti due cittadini, ai quali è stata rifiutata la licenza di porto d'armi per difesa personale nello Stato di New York dove viene rilasciata solo in caso di "dimostrato bisogno". La decisione della Corte suprema potrebbe avere effetti sulle leggi di California, Delaware, Hawaii, Maryland, Massachusetts, New Jersey e Rhode island che hanno norme restrittive simili a quelle newyorchesi.
Cosa ne pensano gli americani?
Secondo un sondaggio condotto dal Pew Research Center nel 2021, il 48% degli americani ritiene che le armi da fuoco siano un grande problema. Il 24 lo considera un problema moderato, il 22 piccolo e il 6 non lo considera affatto un problema. Eppure nello stesso anno è emerso che pandemia e rivolte razziali hanno provocato una vera corsa alle armi. Ormai possiede una pistola o un fucile almeno il 39 per cento delle famiglie americane. E non è solo chi ha già delle armi ad acquistarne di nuove: secondo i dati sono tantissimi coloro che hanno scelto di armarsi per la prima volta. I sostenitori insistono: solo armati ci si può difendere da lunatici stragisti. E in passato qualcuno ha perfino ipotizzato di farle portare in classe anche agli insegnanti per "controllare" i rischi che qualche studente impazzito si metta a sparare sui compagni come accadde a Parkland il 14 febbraio 2018. Quella strage, in realtà, per un momento fece sperare nel cambiamento, coi giovani sopravvissuti ad animare un partecipato movimento anti-armi. Purtroppo non è andata così.
È davvero così facile acquistare armi negli Stati Uniti?
Acquistare un'arma legale in America non è facilissimo. Il diritto a possederle, certo, è garantito dalla Costituzione. Ma ci sono regole e limiti che variano da Stato a Stato e vanno dall'età alla storia personale. Ci sono però delle caratteristiche comuni. Le armi, per dire, possono essere acquistate da privati che abbiano compiuto i 18 anni in negozi specializzati ma anche in supermercati, in specifici eventi e online. Dopo essersi però sottoposti a quel che viene definito backgrounds checks, controllo preventivo. Ovvero dopo aver risposto a un questionario sul proprio stato di salute mentale, elencando anche eventuali precedenti, uso di farmaci e droghe etc. I documenti vengono valutati dall'FBI che ha 3 giorni per effettuare controlli incrociati e rispondere. Nel 2021 ne sono stati effettuati (secondo dati ufficiali) oltre 3,5 milioni. Secondo le stime, solo all'1 per cento degli acquirenti viene negato l'acquisto. Sempre secondo il Pew Research Center il 53 per cento degli americani è favorevole all'introduzione di regole più ferree per acquistare armi, il 32 considera "giuste" quelle in vigore e il 14 pensa invece che dovrebbero essere allentate.
Esiste un mercato clandestino di armi?
Sì, e aggirare le norme, come dimostra una recente inchiesta del Wall Street Journal, è piuttosto semplice grazie a un mercato semi clandestino sviluppatosi, fra l'altro, attraverso i social: da Facebook Marketplace a Instagram. Per carità: vendere armi privatamente non è un reato, ma come abbiamo appena spiegato va fatto appunto attraverso un rivenditore autorizzato in grado di fare "background checking" sul compratore e garantire che non ci siano impedimenti. Procurarsi un'arma illegale sul mercato clandestino è però estremamente facile. Il commercio di armi viene spacciato per vendita di adesivi da collezione con la foto di una determinata arma o di un particolare marchio. Adesivi costosissimi, visto che per uno sticker alto pochi centimetri si chiedono fra i 300 e i 500 dollari. Salvo poi proporre agli interessati di proseguire la trattativa in maniera privata.
Chi acquista armi?
Ai maschi bianchi, tradizionali acquirenti, si sono di recente affiancate donne, e soprattutto latinos e afroamericani. A festeggiare, manco a dirlo, le aziende di armi: nel rapporto fiscale del terzo trimestre 2021 (conclusosi il 31 gennaio), Smith & Wesson ha registrato il raddoppio delle vendite nette rispetto al terzo trimestre dell'anno precedente: "performance finanziaria da record", l'ha definita Deana McPherson, vicepresidente e direttrice finanziaria di S&W. Numeri che non sorprendono nel Paese dove secondo un sondaggio pubblicato dal Public Religion Research Institute, il 15 per cento dei cittadini - e fra questi il 29 fra i repubblicani - crede che "governo, media e banche siano in mano a satanisti": allineati, cioè, coi complottisti di QAnon (gli stessi secondo cui Hillary Clinton e Barack Obama fanno parte di una setta di pedofili e Donald Trump è una sorta di salvatore messianico). Per un altro 15 per cento - il 28 dei Rep - "i veri patrioti debbano essere pronti a salvare il Paese con la violenza".
Qual è il ruolo della Nra, la lobby delle armi?
Un tempo potentissima, la National Rifle Association, ha in realtà di recente perso potere e influenza, per colpa di una lotta intestina e la serie di scandali che ha travolto il suo capo, Wayne La Pierre, accusato di aver sottratto 64 milioni di dollari dalle casse della sua stessa organizzazione. Fondata nel 1871 da ufficiali dell'esercito in pensione perché "troppi soldati non sanno nemmeno sparar dritto", come diceva il generale Ambrose Burnside, suo primo presidente, dopo essere stata a lungo poco alla stregua di un'associazione sportiva, negli ultimi vent'anni è entrata a gamba tesa nelle stanze della politica. Da quando, cioè, Wayne LaPierre, l'amministratore delegato ora sotto accusa insieme ai suoi più stretti collaboratori, la trasformò appunto nella potentissima lobby capace di determinare elezioni. All'inizio investendo in maniera bipartisan (Ronald Reagan nel 1981 fu il primo presidente eletto col loro sostegno ma pure il senatore "socialista" del Vermont Bernie Sanders ha avuto da loro fondi ed endorsement, come gli è stato più volte rinfacciato). Poi, nel 2016 puntando tutto su Donald Trump. A loro l'ex presidente dovette moltissimo: la Nra, che già controllava tutti i senatori repubblicani, investì sulla sua elezione ben 30 milioni di dollari. Trump non lo ha mai dimenticato: "Alla Casa Bianca avete un amico e campione", ripeté più volte. Negli anni di Barack Obama l'Nra è stata cruciale nell'impedire all'allora presidente che dovette fare i conti appunto con la strage di bambini di Sandy Hook di varare leggi ancor più restrittive. All'epoca, l'Nra andava a far comizi proprio lì dove si era appena sparato, prendendosela con rap, videogiochi e film violenti. Oggi la pressione dell'organizzazione sui membri del Congresso, cui appunto elargiva in maniera bipartisan milioni di dollari, è diminuita. Ma nell'America più divisa che mai si può però certo ancora parlare di "partito delle armi". La difesa del secondo emendamento, nell'America più conservatrice, è infatti diventata una vera bandiera di libertà. Basti pensare che proprio nel Texas colpito ieri (e dove di recente ci sono state numerose stragi) il governatore repubblicano Greg Abbott, a caccia di consensi in uno Stato tradizionalmente conservatore ma dove i liberal crescono, ha varato leggi che mette fine ad ogni tipo di restrizione: chiunque ha più di 21 anni può insomma girare in pubblico armato senza bisogno di addestramento o controlli sui precedenti.