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Putin offre passaporti russi nelle città ucraine occupate

Kherson, sotto occupazione russa (afp)
Firmato un decreto che semplifica la naturalizzazione nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia
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Kharkiv - Il processo di russificazione delle aree occupate dai militari russi in Ucraina accelera ancora. Da ieri a Berdyansk, un porto sulla costa, le pensioni saranno pagate in rubli, con un cambio fissato uno a due sulla valuta ucraina. Ma soprattutto, da ieri pomeriggio un decreto firmato dal presidente russo, Vladimir Putin, consente agli abitanti delle regioni di Kherson e di Zaporizhia di ottenere il passaporto russo con una procedura veloce, di circa due mesi. La stessa legge è già in vigore nelle repubbliche separatiste del Donbass e dal 2019 ha portato in questi anni alla distribuzione di più di settecentomila nuovi passaporti russi. Vale anche per Mariupol, la città distrutta dai russi che fa parte del Donetsk separatista.

Kharkiv - Il processo di russificazione delle aree occupate dai militari russi in Ucraina accelera ancora. Da ieri a Berdyansk, un porto sulla costa, le pensioni saranno pagate in rubli, con un cambio fissato uno a due sulla valuta ucraina. Ma soprattutto, da ieri pomeriggio un decreto firmato dal presidente russo, Vladimir Putin, consente agli abitanti delle regioni di Kherson e di Zaporizhia di ottenere il passaporto russo con una procedura veloce, di circa due mesi. La stessa legge è già in vigore nelle repubbliche separatiste del Donbass e dal 2019 ha portato in questi anni alla distribuzione di più di settecentomila nuovi passaporti russi. Vale anche per Mariupol, la città distrutta dai russi che fa parte del Donetsk separatista.

L'introduzione del rublo come moneta, l'adozione di nuovi libri scolastici, la procedura facilitata per ottenere passaporti russi e la deportazione di decine di migliaia di ucraini in città molto lontane della Russia fanno parte della campagna di russificazione dell'Ucraina che per adesso sostituisce il piano russo per indire referendum che cambiassero lo status dei territori occupati. Le consultazioni referendarie erano previste per metà maggio ma per ora sono state sospese - il rischio è che siano controproducenti, perché molti ucraini non andrebbero a votare, protesterebbero e darebbero la misura di quanto i russi non siano voluti nelle città che hanno conquistato. Queste misure amministrative invece non rivelano nulla e hanno il potenziale di muovere una fascia di ucraini rassegnati verso l'accettazione dell'occupazione russa.

L'annessione dunque avviene di fatto. Il governo ucraino ha denunciato la violazione dell'integrità territoriale ucraina e ha detto che si tratta di "un piano illegale". Come risposta ha anche annunciato che studierà una procedura facilitata per dare un visto ucraino ai russi che in questi mesi stanno lasciando a milioni il loro paese, qualora lo chiedessero.