Tornano gli Ogm, o meglio la loro variazione "Tea" dai minori - auspicabilmente - rischi per la salute e l'ambiente. Così come la crisi energetica ha riportato alla ribalta il carbone, la più anacronistica delle fonti in tempi di transizione ecologica, la crisi alimentare sta portando a imprevedibili sovvertimenti nelle regole per l'agricoltura in Europa.
"Tea" sta per Tecniche di evoluzione assistita, Ngt nella dizione inglese (New genomic techniques) utilizzata dalla commissione Ue per uno studio urgente lanciato per tamponare la crisi del grano: l'obiettivo è migliorare la produttività agricola (non solo grano ma mais, soia, riso, patate) riducendo la vulnerabilità delle piante a siccità, grandinate, parassiti, malattie. Soprattutto aumentando il volume dei raccolti, e dove possibile puntando a due stagioni l'anno.
Tornano gli Ogm, o meglio la loro variazione "Tea" dai minori - auspicabilmente - rischi per la salute e l'ambiente. Così come la crisi energetica ha riportato alla ribalta il carbone, la più anacronistica delle fonti in tempi di transizione ecologica, la crisi alimentare sta portando a imprevedibili sovvertimenti nelle regole per l'agricoltura in Europa.
"Tea" sta per Tecniche di evoluzione assistita, Ngt nella dizione inglese (New genomic techniques) utilizzata dalla commissione Ue per uno studio urgente lanciato per tamponare la crisi del grano: l'obiettivo è migliorare la produttività agricola (non solo grano ma mais, soia, riso, patate) riducendo la vulnerabilità delle piante a siccità, grandinate, parassiti, malattie. Soprattutto aumentando il volume dei raccolti, e dove possibile puntando a due stagioni l'anno.
"Tutto questo negli Ogm avviene modificando il dna dei semi con l'introduzione di batteri o altri organismi, negli Ngt invece intervenendo sullo stesso patrimonio genomico senza contributi esterni", spiega Stefano Masini, docente di diritto agroalimentare a Tor Vergata e responsabile ambiente di Coldiretti. "Nei filamenti di dna si sterilizza una componente, se ne valorizza un'altra, l'importante è lavorare solo all'interno dell'organismo. E' una differenza sostanziale rispetto ai vecchi Ogm perché azzera le imprevedibili reazioni a distanza che possono avvenire quando in un organismo ne viene inserito un altro".
Gli Ngt sono oggetto di sperimentazioni già da qualche tempo nei laboratori del Cnr e del Crea (ministero dall'Agricoltura) ma l'emergenza-guerra ha dato una decisiva spinta al progetto.
I Cinque Stelle (capofila della battaglia anti-Ogm) hanno presentato un disegno di legge perché si possano fare sperimentazioni anche sul campo e si arrivi al più presto all'operatività. "E' un processo naturale - spiega il primo firmatario Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera - simile alla selezione e all'ibridazione che da sempre fanno gli agricoltori valorizzando questa o quella varietà di una stessa pianta. Invece di metterci generazioni e raccolti in serie, la tecnologia permette di accelerare il fenomeno".
Il tutto dovrà comunque avvenire sotto stretto controllo scientifico delle authority del settore, e con qualche forma di coordinamento con Bruxelles.
Anche se l'Europa nella complessa vicenda degli Ogm non ha finora brillato per coerenza: vietata formalmente la coltivazione, ha affidato in pratica la materia alle legislazioni nazionali, tanto che in Portogallo, Spagna e Repubblica Ceca esistono campi coltivati con semi Ogm. Proprio due giorni fa l'Ue ha autorizzato l'importazione dall'America (non la coltivazione) di due nuove varietà di mais e soia. Ora poi si inserisce la transizione a rendere il tutto ancora più schizofrenico: "Bruxelles - accusa Luigi Scordamaglia di Filiera Italia - da un lato con la strategia "Farm to fork" prevede un calo della produzione dal 10 al 25% per motivi ambientali, dall'altro ammette in nome dell'emergenza l'importazione di alimenti trattati come il pesticida Dichlorvos, dichiarato tossico dalla stessa Efsa (l'autorità alimentare con sede a Parma, ndr)". Quanto alla Gran Bretagna, ha sempre giocato in libertà la partita, e ora che c'è la Brexit già ha dato il via alla produzione degli Ngt.
Ma la guerra di Putin arriva sulle nostre tavole in molti modi. Il ministero dello Sviluppo con una circolare ha avallato che al posto dell'olio di girasole venga venduto un olio genericamente "vegetale" fatto con semi di qualsiasi pianta, dal mais alla famigerata palma. L'importante - recita la circolare - è che venga sbianchettata l'etichetta "o coperta con uno sticker recante una frase che indichi quali oli e/o grassi siano stati impiegati". Dall'Ucraina veniva il 75% dei semi di girasole e le scorte sono finite.
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