La veglia di Uvalde per la strage della Robb school, ma nessuno si scaglia contro la legge sulle armi
di Massimo Basile , di Massimo Basile“Voglio che sappiate tutti che noi vi amiamo”, esordisce il pastore, parlando al microfono. E dalle tribune parte un lungo applauso, liberatorio, il primo dei due giorni più brutti di Uvalde, Texas, a trenta chilometri dal confine con il Messico. E’ la sera in cui in tutti gli Stati Uniti si organizzano veglie per commemorare le vittime dell’ennesima strage, da New York a Newtown, dove nel 2012 avvenne la strage alla scuola elementare di Sandy Hook.
A Uvalde hanno scelto l'arena della contea, il Fairplex, la struttura al coperto che durante l’anno si anima con rodei e esibizioni di tori. La sera dopo la strage alla Robb Elementary School, questa struttura al coperto, nel mezzo di una spianata dove si trova anche il carcere, ospita la veglia di preghiera per le vittime, i diciannove bambini della quarta elementare e le due insegnanti, Eva Mireles e Irma Garcia, che hanno cercato di proteggere i bambini dalla furia del killer, Salvador Rolando R…
“Voglio che sappiate tutti che noi vi amiamo”, esordisce il pastore, parlando al microfono. E dalle tribune parte un lungo applauso, liberatorio, il primo dei due giorni più brutti di Uvalde, Texas, a trenta chilometri dal confine con il Messico. E’ la sera in cui in tutti gli Stati Uniti si organizzano veglie per commemorare le vittime dell’ennesima strage, da New York a Newtown, dove nel 2012 avvenne la strage alla scuola elementare di Sandy Hook.
A Uvalde hanno scelto l'arena della contea, il Fairplex, la struttura al coperto che durante l’anno si anima con rodei e esibizioni di tori. La sera dopo la strage alla Robb Elementary School, questa struttura al coperto, nel mezzo di una spianata dove si trova anche il carcere, ospita la veglia di preghiera per le vittime, i diciannove bambini della quarta elementare e le due insegnanti, Eva Mireles e Irma Garcia, che hanno cercato di proteggere i bambini dalla furia del killer, Salvador Rolando Ramos, 18 anni, poi ucciso dalla polizia. Sulle tribune ci sono centinaia di persone, è presente tutto il personale del distretto scolastico, che indossa la maglietta con il colore amaranto. Poco prima dell’inizio, fa il suo ingresso il governatore del Texas, Gregg Abbott.
Lui è l’uomo che ha liberalizzato le armi come nessuno in America, quello che ha firmato la legge che autorizza tutti a girare armati, senza licenza. Ma questo è il Texas, un posto diverso da tutto il resto del Paese. Mentre in televisione e sui giornali si dibatte sulla violenza delle armi, mentre il presidente Joe Biden, a Washington, attacca la “sacralità” del Secondo Emendamento (“non è assoluto”) sul diritto ad armarsi, a Uvalde nessuno ha detto una parola contro le armi usate nella strage. Abbott, che poche ore prima era stato attaccato pubblicamente dal democratico Beto O'Rourke, qui può assistere alla veglia serenamente. I giornalisti vengono invitati a uscire dal capo della polizia locale, Pete Arredondo. “Questa è una veglia”, dice il poliziotto, scatenando l’applauso dalle tribune. Poi i reporter vengono fatti rientrare, a patto che non intervistino nessuno. Il pastore cita il salmo 46 dell’Antico Testamento: “Dio è rifugio e forza e si presenta in momenti difficili”.
Chi sale sul palco si limita a citare i testi sacri, invita ad “amarsi l’uno con l’altro”. I messaggi vengono letti in inglese e in spagnolo, perché il novanta per cento della comunità è di origine ispanica. Ispanici erano in maggioranza le vittime, e ispanico era il killer. “Il male non vincerà”, dicono a chiusura della veglia, quando parte un’esecuzione al violino di ‘Amazing Grace’, gospel suonato nelle cerimonie funebri. Abbott si allontana senza rispondere alle domande dei giornalisti: Nessuno, tra le centinaia di persone, fa cenno alle armi. A New York lo avrebbero contestato. Qui, no. Il dolore non lascia spazio ad altro.
Questa tragedia non ha portato la violenza al centro del dibattito, anche se un ragazzo con problemi mentali è stato in grado di presentarsi per due volte nello store per comprare due fucili d’assalto. Non è qui che vogliono parlare di armi. Biden ha annunciato la sua visita a Uvalde nei prossimi giorni, con la first lady. Dovrà misurare bene le parole. “Ma Uvalde non sarà più la stessa - dice Francisca Garza, mentre in piedi, in mezzo alla tribuna, guarda la gente avviarsi all’uscita - no, non lo sarà. I genitori non saranno più in grado di abbracciare i loro figli come facevano prima. Io ho figli, e immagino cosa sarebbe successo se… solo a pensarci mi fa impazzire”. Di armi non parla neanche lei. Non lo fa nessuno, mentre a mezzanotte decine di famiglie ancora si fermano davanti al memoriale allestito davanti all’ingresso della scuola. Se a Sandy Hook i venti bambini uccisi da un ragazzo stavano preparando i disegni per il Natale. Qui si preparavano all’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze estive. Quel giorno sarebbe stato oggi.