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Cadono gli elicotteri. Nei cieli d'Ucraina finisce l’epoca di “Apocalypse Now”

Martoriati dai razzi Stinger, i velivoli russi hanno perso la supremazia che ha segnato un’era, e l’immaginario bellico, fin dalla guerra di Corea
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L’ultima carica della cavalleria dell’aria si è spezzata contro la resistenza dell’aeroporto di Hostomel: lo sciame di elicotteri d’assalto russi si è trasformato in un bersaglio facile per le difese ucraine. La leggenda consacrata da tanti film - il più celebre resta “Apocalypse Now”; il più popolare “We were soldiers” con Mel Gibson - delle teste di cuoio che piombano dal cielo sulle basi più agguerrite e le espugnano sembra destinata a chiudersi in Ucraina dopo mezzo secolo di gloria. Persino le missioni di soccorso dei feriti in stile “Mash”, nate negli scontri sanguinosi della Corea, adesso nel Donbass sono una rarità.

Mosca ha già perso 42 elicotteri e Kiev sette, numeri documentati dalle foto e censiti dal sito Oryx: una strage che ha costretto i “velivoli ad ala rotante” ad allontanarsi dalla prima linea, rinunciando al ruolo di protagonisti della bat…

L’ultima carica della cavalleria dell’aria si è spezzata contro la resistenza dell’aeroporto di Hostomel: lo sciame di elicotteri d’assalto russi si è trasformato in un bersaglio facile per le difese ucraine. La leggenda consacrata da tanti film - il più celebre resta “Apocalypse Now”; il più popolare “We were soldiers” con Mel Gibson - delle teste di cuoio che piombano dal cielo sulle basi più agguerrite e le espugnano sembra destinata a chiudersi in Ucraina dopo mezzo secolo di gloria. Persino le missioni di soccorso dei feriti in stile “Mash”, nate negli scontri sanguinosi della Corea, adesso nel Donbass sono una rarità.

Mosca ha già perso 42 elicotteri e Kiev sette, numeri documentati dalle foto e censiti dal sito Oryx: una strage che ha costretto i “velivoli ad ala rotante” ad allontanarsi dalla prima linea, rinunciando al ruolo di protagonisti della battaglia. Un problema soprattutto per i russi, che dall’epoca sovietica contavano sulla protezione delle “cannoniere volanti”: mezzi con cabine blindate e armamento pesante. Il problema è lo stesso che mise in crisi gli stormi di MI-24 Hind in Afghanistan e che in queste settimane abbatte le sue versioni aggiornate e i modernissimi Kamov Ka 52 Alligator: questo problema si chiama Manpad, ossia i missili portatili antiaerei.

La Cia consegnò di nascosto ai mujaheddin poche decine di Stinger; da fine febbraio i Paesi occidentali ne hanno donati più di mille agli ucraini, assieme a centinaia di altri modelli d’ogni tipo ma con le identiche caratteristiche: si dirigono da soli contro il bersaglio. Gli aerei da combattimento spesso sopravvivono al loro attacco, gli elicotteri invece non hanno scampo.  

I generali di Mosca hanno cercato di adattare le tattiche alla situazione, ma sembra che ci sia poco da fare perché i voli a bassa quota sono troppo pericolosi. “La contraerea dei due schieramenti ha provocato un effetto deterrente contro le operazioni degli elicotteri”, ha scritto l’analista britannico Sash Tusa su Aviation Week, spiegando che il problema riguarda pure le forze della Nato: finora infatti nessuno si era misurato con un conflitto ad alta intensità, ma solo con missioni contro insurrezioni e guerriglie praticamente prive di armi terra-aria.

Il raid contro l’aeroporto di Hostomel, lanciato nelle prime ore dell’invasione per impiantare una testa di ponte alle porte della capitale, è diventato il paradigma del fallimento della cavalleria dell’aria. C’è chi - come Michael O’Hanlon del Brookings Institution - sostiene che “gli elicotteri russi non sono obsoleti ma non sono il mezzo per attaccare un obiettivo prevedibile o dove il nemico è in allerta”. Il punto sarebbe quindi il modo in cui i comandanti di Mosca impiegano queste armi, che sono state mandate allo sbaraglio nell’offensiva contro Kiev e vengono spedite in azione come “cavalieri solitari” esposti al tiro dell’intero schieramento nemico.

Alcuni analisti però ritengono che sia presto per parlare di fine dell’elicottero. Il numero di Stinger a disposizione dei fanti ucraini è senza precedenti e, per quanto il costo di questi sistemi sia diminuito negli ultimi anni, difficilmente un altro esercito potrà contare su una barriera così forte. Che l’elicottero sia un mezzo vulnerabile lo racconta un altro film celebre: “Black Hawk Down” di Ridley Scott, basato sulla vera storia del massacro subito a Mogadiscio dagli americani. E pure in Afghanistan le “ali rotanti” da trasporto della Nato si sono dimostrate deboli contro i razzi dei talebani. Ma lì e in Iraq gli Apache statunitensi e britannici sono stati determinanti e persino i più piccoli Mangusta italiani sono riusciti a tornare alla base dopo essere stati colpiti da dozzine di pallottole.