Aljosha, il bimbo che saluta i tank: la propaganda russa ha un nuovo simbolo
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA - In un Paese in cerca di nuovi simboli ed eroi, è un bimbo di otto anni la nuova mascotte della cosiddetta "operazione militare speciale" russa eletta da autorità e media di stato. Vive a Veselaja Lopan, nella regione di Belgorod, al confine con l'Ucraina. Che piova o ci sia il sole, così racconta l'orgogliosa mamma Julija, Aleksej Pavlichenko, per tutti "Aljosha", corre per strada incontro alle colonne di tank che da oltre cento giorni sfilano davanti a casa sua e fa loro il saluto militare. "Lo faccio per far stare bene i soldati. Sono lontani da casa, sono tristi. Li rendo felici", ha raccontato alle tv. In testa l'ormai inseparabile elmetto da carrista, dono di un militare russo fermatosi a ricambiare il saluto.
Dalla Carelia, al confine con la Finlandia, fino a V…!-->!-->
MOSCA - In un Paese in cerca di nuovi simboli ed eroi, è un bimbo di otto anni la nuova mascotte della cosiddetta "operazione militare speciale" russa eletta da autorità e media di stato. Vive a Veselaja Lopan, nella regione di Belgorod, al confine con l'Ucraina. Che piova o ci sia il sole, così racconta l'orgogliosa mamma Julija, Aleksej Pavlichenko, per tutti "Aljosha", corre per strada incontro alle colonne di tank che da oltre cento giorni sfilano davanti a casa sua e fa loro il saluto militare. "Lo faccio per far stare bene i soldati. Sono lontani da casa, sono tristi. Li rendo felici", ha raccontato alle tv. In testa l'ormai inseparabile elmetto da carrista, dono di un militare russo fermatosi a ricambiare il saluto.
Dalla Carelia, al confine con la Finlandia, fino a Vladivostok, in Estremo Oriente, passando per Ekaterinburg, il suo volto sorridente, e innocente, compare oramai su murales, cartelloni pubblicitari e persino su tavolette di cioccolata. Aljosha è diventato un'involontaria icona della propaganda. Proprio come "babushka Anja", "nonna Anna", l'anziana ucraina che andò incontro ai soldati di Kiev sventolando una bandiera con falce e martello credendo che fossero i "liberatori" russi, a cui sono stati dedicati graffiti e statue.
La fama inaspettata ha travolto Aljosha quando un'amica della madre, in occasione della Giornata della Vittoria che il 9 maggio commemora il trionfo sul nazismo, ha pubblicato online un video che lo riprende mentre si precipita in strada a salutare i carri armati. In breve il filmato ha raccolto decine di migliaia di visualizzazioni.
Una settimana dopo la Difesa ha twittato l'immagine di un ragazzino in piedi davanti a un tank accompagnata dalla scritta "Grazie, Ljosha". E lo stesso giorno una delegazione militare è andata a casa del piccolo per consegnargli una medaglietta con la sua effigie.
È stato solo il primo di innumerevoli doni: un uniforme, un berretto e le stellette da generale, come quelle che Aljosha sogna di indossare un giorno. "Voglio diventare generale, ma voglio stare nei carri armati", ha raccontato il bimbo che frequenta la prima elementare e che, nel frattempo, è stato ammesso nello Junarmija, "l'esercito dei giovani cadetti".
Da allora si sono moltiplicati gli omaggi a uso e consumo della propaganda. "È il nostro eroe nazionale. Quello che serve ai nostri uomini: sapere che in patria sono ammirati", ha commentato il governatore di Belgorod, Vjacheslav Gladkov, che ha fatto produrre una cioccolata in onore del bambino. A Kursk sono stati distribuiti mille adesivi per auto: "È un segno di solidarietà coi nostri soldati", hanno spiegato. "Un segno che noi, come Aljosha, sosteniamo i nostri difensori ed eroi".
Ad Aljosha questa fama non interessa, ma quando dopo i primi raid ucraini oltreconfine la famiglia aveva pensato di trasferirsi, avrebbe protestato: "Non posso lasciare i miei soldati".