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La Russia contro l'Italia: "Campagna sui media contro di noi, cittadini russi discriminati". Di Maio: "Non accettiamo minacce, in Russia c'è la censura"

(reuters)
Roma accusata persino di togliere i figli ai genitori. Il ministero degli esteri di Mosca denuncia in un dossier le presunte discriminazioni contro i cittadini russi, dal rifiuto di alcune banche di "lavorare con cittadini russi" ai contratti telefonici negati. E attacca Il sindaco Sala per il caso Gergiev. Il ministro Di Maio: "I media raccontano la guerra, in Russia c'è la censura"
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A dar retta al Cremlino, per i russi vivere in Italia è diventato un incubo. Gli ucraini accusano Mosca di “rapire” i bambini orfani della guerra? Mosca ci accusa dello stesso crimine: il primo punto del capitolo che ci riguarda del rapporto sulle “Violazioni dei diritti dei cittadini russi all’estero”, prodotto dal ministero degli Esteri russo, sostiene che «un problema molto acuto è la restrizione nei tribunali italiani dei diritti genitoriali dei russi. Le autorità di tutela italiane — continua — usano liberamente misure restrittive nei confronti dei bambini e dei genitori russi: separazione dalla madre, trasferimento forzato in orfanotrofio, divieto di parlare russo con i genitori o di incontrarsi. E qualsiasi obiezione provoca inasprimento delle misure».

Il dossier, rilanciato da un post su Facebook dell’ambasciata russa a Roma, è una sberla ai buoni rapporti di sempre. Le discriminazioni a s…

A dar retta al Cremlino, per i russi vivere in Italia è diventato un incubo. Gli ucraini accusano Mosca di “rapire” i bambini orfani della guerra? Mosca ci accusa dello stesso crimine: il primo punto del capitolo che ci riguarda del rapporto sulle “Violazioni dei diritti dei cittadini russi all’estero”, prodotto dal ministero degli Esteri russo, sostiene che «un problema molto acuto è la restrizione nei tribunali italiani dei diritti genitoriali dei russi. Le autorità di tutela italiane — continua — usano liberamente misure restrittive nei confronti dei bambini e dei genitori russi: separazione dalla madre, trasferimento forzato in orfanotrofio, divieto di parlare russo con i genitori o di incontrarsi. E qualsiasi obiezione provoca inasprimento delle misure».

Il dossier, rilanciato da un post su Facebook dell’ambasciata russa a Roma, è una sberla ai buoni rapporti di sempre. Le discriminazioni a scuola e il medico che rifiuta le cure. I conti correnti bancari chiusi senza motivo e le sim card rifiutate. E poi la cancellazione delle opere di Tchaikovsky dai teatri, e il benservito della Scala al direttore d’orchestra Valerij Gergiev: con «l’operazione militare speciale condotta per denazificare e smilitarizzare l’Ucraina», camminare per Roma con il passaporto di Mosca pare sia diventata una gimcana tra i soprusi.

I Paesi afflitti da russofobia sarebbero 37: malati di una «scioccante totale discriminazione contro i russi, compresi i diplomatici». I mali comuni sono «il rifiuto di fornire servizi educativi, medici e bancari, le misure contro gli affari russi, il sequestro di proprietà, l’obbligo al pentimento pubblico, l’allontanamento dalle competizioni sportive» e tanti altri». Tutto ciò, sostiene Mosca, «testimonia la profondità e la diffusione dei sentimenti russofobici nella comunità occidentale».

E l’Italia non è da meno. Si comincia dal «rifiuto e persino aggressione dei rappresentanti della Russia», ma gli imputati sono «principalmente i membri della comunità ucraina». Sono un po’ arrabbiati, sì. Il rapporto punta il dito sugli slogan dipinti sui muri e sui cancelli delle sedi diplomatiche, e con poco senso del ridicolo denuncia che «l’11 aprile un ucraino ha versato vernice rossa sulla porta d’ingresso dell’ambasciata russa a Roma».

Ma anche gli italiani si comportano male, dice il rapporto: sottolinea «le segnalazioni di minacce», come quella di «una studente di 19 anni dell’Università di Bologna che si è rivolta a un medico per un certificato», ma lui «si è rifiutato di rimuovere la mascherina per consentire alla paziente di leggere le labbra» e «l’ha cacciata». Sostiene il ministero, e rilancia l’ambasciata, che «la grande campagna lanciata in Italia contro la cultura russa» ha portato «a una serie di spiacevoli incidenti», e cita vecchie polemiche contro «il sindaco di Milano Sala» per la fine della collaborazione con la Scala del maestro Gergiev e la cancellazione de Il lago dei cigni in due teatri dovuta «alla nazionalità di Tchaikovsky».

Poi c’è «il rifiuto di servire cittadini russi da parte di singole banche italiane», con «clienti informati dell’intenzione di chiudere il conto» a cui «è stato chiesto di ritirare il saldo in contanti». E «i rifiuti di aprire conti o emettere carte di debito, in particolare nelle banche Unicredit, Bnl e Intesa Sanpaolo». O il rifiuto di Vodafone di concedere una Sim «ai dipendenti della Missione permanente russa presso la Fao».

Infine, la ciliegina: «I connazionali sono preoccupati per il limitato accesso ai media russi in Italia e, di conseguenza, per la mancanza di informazioni obiettive». «I media italiani – replica il minstro degli Esteri, Luigi di Maio – hanno raccontato i fatti con inviati sul campo che hanno rischiato la vita per documentare. Tutto questo mentre in Russia è vietato parlare di guerra e i manifestanti russi vengono arrestati».