Cina, la signora dello spazio Liu Yang torna in orbita per completare il "Palazzo celeste" con cui Pechino insegue il primato tra le stelle
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “I miei due bambini mi hanno chiesto di scattare foto dell'universo per poterle far vedere ai compagni di classe. Scriverò per loro le mie benedizioni tra le stelle”. Dieci anni fa Liu Yang fu la prima astronauta (anzi, taikonauta, come si chiamano qui) ad andare nello spazio. Ora la 43enne colonnello dell’Esercito di liberazione popolare è ritornata in orbita con una missione speciale: andare a completare i lavori della Tiangong, il “Palazzo Celeste”, la stazione spaziale che i cinesi si stanno costruendo pezzo dopo pezzo. La terza delle quattro missioni con equipaggio previste necessarie per inaugurare il nuovo gioiellino entro la fine dell’anno. Per fare della Cina una superpotenza, anche tra le stelle.
PECHINO - “I miei due bambini mi hanno chiesto di scattare foto dell'universo per poterle far vedere ai compagni di classe. Scriverò per loro le mie benedizioni tra le stelle”. Dieci anni fa Liu Yang fu la prima astronauta (anzi, taikonauta, come si chiamano qui) ad andare nello spazio. Ora la 43enne colonnello dell’Esercito di liberazione popolare è ritornata in orbita con una missione speciale: andare a completare i lavori della Tiangong, il “Palazzo Celeste”, la stazione spaziale che i cinesi si stanno costruendo pezzo dopo pezzo. La terza delle quattro missioni con equipaggio previste necessarie per inaugurare il nuovo gioiellino entro la fine dell’anno. Per fare della Cina una superpotenza, anche tra le stelle.
Assieme a Liu, in questa nuova avventura che durerà sei mesi, sono partiti da Jiuquan alle 10.44 del mattino, nel deserto del Gobi, a bordo della navicella Shenzhou 14, anche il comandante Chen Dong e Cai Xuzhe, al suo battesimo spaziale. "Mi sento più sicura e rilassata”, ha confidato Liu ai media cinesi alla vigilia della partenza. “L'esile eroina spaziale ha mostrato calma e concentrazione, proprio come durante la sua prima missione dieci anni fa”, scrive l’agenzia di stampa di Stato Xinhua, che ieri le ha dedicato un lungo articolo.
Nata a Zhengzhou, nella provincia dello Henan, ha sempre avuto fin da piccola la passione per gli scacchi. E ad andare nello spazio non pensava proprio. Lavori dei sogni: avvocata o conducente di autobus. Tutto cambia all’ultimo anno del liceo quando viene reclutata dall’Esercito per un programma che doveva forgiare i piloti del futuro della Repubblica popolare. Si allena e lavora per i successivi 15 anni, quando nel 2012 diventa la prima cinese nello spazio. Vicepresidente della Federazione nazionale delle donne, deputata al Congresso del popolo, tra una missione e l’altra ha ottenuto un dottorato in Sociologia alla prestigiosa Tsinghua di Pechino.
Con la nuova missione, Tiangong sta prendendo sempre più forma. Il primo mattoncino (22 tonnellate) ad essere sparato in orbita, lo scorso 29 aprile, è stato Tianhe (“Armonia dei Cieli”), il cuore della nuova Stazione: il modulo centrale che a luglio e ad ottobre di quest’anno verrà raggiunto dagli altri due, le capsule-laboratorio Wentian (“Alla ricerca del Paradiso”) e Mengtian (“Sognando il Paradiso”). Liu e compagni avranno proprio il compito di supervisionare le operazioni di aggancio di questi due moduli a quello centrale, che serviranno per ricerche su microgravità e scienza dei materiali.
A completare questa enorme stazione a forma di T da 50 tonnellate ci saranno poi Tianzhou e Shenzhou, le due navicelle per rifornire la Stazione di mezzi e uomini. Infine, toccherà a Xuntian (“Navigatore celeste”), un nuovo, potentissimo, telescopio. Tiangong sarà più piccola della Iss, la Stazione spaziale internazionale, di circa un sesto: più simile all’ex sovietica Mir. Navigherà nell’orbita bassa della Terra, tra i 340 e i 450 chilometri. E nelle intenzioni del governo sarà aperta anche ad astronauti non cinesi. Costo: assolutamente top secret.
Dopo il rover su Marte per esplorare la superficie del Pianeta rosso e dopo la sonda che due anni fa ha riportato dopo 44 anni i primi campioni dalla Luna, la missione è solamente l’ultima tappa dei piani del Dragone per puntare sempre di più alla conquista dello Spazio.
Le ambizioni del gigante asiatico vanno rintracciate negli anni ’50 e precisamente nel ’57: l’anno in cui i sovietici lanciano Sputnik. Mao non vuole essere da meno e con l’aiuto proprio dei sovietici tredici anni dopo lancia il primo satellite cinese: Dongfanghong-1. Ma è solo all’inizio degli anni ’90 che un vero e proprio programma spaziale viene messo in piedi, il “Progetto 921”. Nel 2003 sarà la volta del primo cinese nello spazio, Yang Liwei. La spesa per la ricerca e lo sviluppo negli ultimi anni è stata enorme: 22,6 milioni di dollari nel 2000, cresciuti, appena quattro anni dopo, a 433,4. Nel 2018 si arriva a 5,8 miliardi. Xi è stato il principale artefice di questa espansione. “La Cina deve diventare una grande potenza spaziale”, ripete spesso. Per competere con la Nasa.
Esclusa dalla Stazione spaziale internazionale (dove collaborano russi, americani, canadesi, europei e giapponesi), la Cina si sta dunque costruendo pezzo dopo pezzo il suo "Palazzo". La Iss cesserà le proprie attività nel 2024: a quel punto i cinesi dovrebbero essere gli unici ad abitare l'orbita terrestre. Prossimo obiettivo di questa corsa allo spazio: la Luna, ancora. Da esplorare assieme ai russi, con i quali l’anno scorso i cinesi hanno firmato un accordo che porterà entro il 2035 alla nascita di una stazione internazionale di ricerca lunare.