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Pentecoste di sangue in Nigeria. Spari in una chiesa cattolica: "Si temono 50 vittime, molti bambini"

Un post tratto dal profilo Facebook di Build Up Nigeria (ansa)
Attacco nel Sud del Paese. Molti bambini tra le vittime. Il Papa: "Prego per loro". Due ipotesi sui responsabili: estremisti islamici o pastori fulani che vogliono le terre fertili
2 minuti di lettura

Pentecoste di sangue nella chiesa cattolica di San Francesco, nel Sud della Nigeria. Un commando composto da un numero ancora imprecisato di assalitori ha fatto irruzione domenica mattina nella città di Owo, mentre si stava chiudendo la celebrazione della messa. Armati di kalashnikov e dinamite, raccontano i testimoni, hanno portato la guerra nel Sud del Paese, in uno degli Stati, il regno di Ondo, ancora relativamente tranquillo e non toccato dagli spargimenti di sangue del Nord. Almeno 50 persone sono state uccise.
Donne e bambini dilaniati mentre ascoltavano la messa nella domenica di festa. Le immagini mostrano un bimbo rivolto su un fianco, con accanto il corpo del padre morto nel vano tentativo di salvarlo.

Un altro ucciso mentre vendeva caramelle ai fedeli. La dinamica d…

Pentecoste di sangue nella chiesa cattolica di San Francesco, nel Sud della Nigeria. Un commando composto da un numero ancora imprecisato di assalitori ha fatto irruzione domenica mattina nella città di Owo, mentre si stava chiudendo la celebrazione della messa. Armati di kalashnikov e dinamite, raccontano i testimoni, hanno portato la guerra nel Sud del Paese, in uno degli Stati, il regno di Ondo, ancora relativamente tranquillo e non toccato dagli spargimenti di sangue del Nord. Almeno 50 persone sono state uccise.
Donne e bambini dilaniati mentre ascoltavano la messa nella domenica di festa. Le immagini mostrano un bimbo rivolto su un fianco, con accanto il corpo del padre morto nel vano tentativo di salvarlo.

Un altro ucciso mentre vendeva caramelle ai fedeli. La dinamica dell'attacco la racconta alla Bbc padre Andrew Abayomi, il prete che stava celebrando la funzione: "Gli assalitori hanno attaccato con armi e dinamite. Avevo invitato i fedeli a uscire quando abbiamo sentito colpi di arma da fuoco che arrivavano da ogni parte. Siamo rimasti nascosti per 20 minuti fino a che non se ne sono andati e noi siamo corsi in ospedale". Raggiunto dalla notizia dell'attacco, Papa Francesco ha fatto sapere di pregare "per le vittime e per il Paese, dolorosamente colpiti in un momento di festa". Nessuna rivendicazione finora dagli assalitori. Sono due le piste a cui conducono le analisi di testimoni e reporter locali sui possibili responsabili del massacro: i jihadisti sanguinari di Boko Haram o i pastori nomadi fulani. 

Gli attentati che sconvolgono la Nigeria del Nord da quasi 12 anni fino all'anno scorso avevano una firma: Boko Haram, gruppo terroristico islamico legato ai miliziani dell'Iswap, la frangia africana dell'Isis. Ai jihadisti nigeriani l'anno scorso è stato assestato un colpo fatale, proprio dai loro alleati: Abubakar Shekau, il leader, è rimasto ucciso in un conflitto con l'Iswap. Un giornalista dello Stato del Borno, non ha dubbi: sono stati loro: "È il loro modus operandi. Piazzano esplosivi e uccidono cristiani indiscriminatamente: nelle chiese, nei mercati e nei luoghi maggiormente affollati". Nel Nord, ci racconta, la situazione è apparentemente sotto controllo per la presenza massiccia dell'esercito del presidente Buhari. "Ma proprio per questo in tanti sono riparati al Sud dove la sicurezza è più fragile e possono ricostituirsi per riprendere i territori persi, ora in mano all'Isis".

Fonti non confermate invece sostengono che i killer siano i fulani. "Poche settimane fa il governatore Akeredolu ha imposto delle restrizioni alle attività dei pastori fulani nello Stato", raccontano analisti e reporter locali. I fulani sono alla ricerca di nuovi terreni per l'allevamento delle mandrie, per il possesso e il controllo dell'acqua, soprattutto ora a causa dei cambiamenti climatici e del prosciugamento di molte fonti di approvvigionamento idrico nella cintura saheliana settentrionale della Nigeria. Ed entrano in conflitti anche sanguinari con la popolazione locale. Sono presenti in larghe parti dell'Africa occidentale, dalla Mauritania al Camerun: dei circa 20 milioni totali, 14 vivono nella sola Nigeria.

I loro obiettivi sono spesso i cristiani. Le dispute sono in numerose occasioni degenerate in veri e propri bagni di sangue e azioni di rappresaglia. Ma un attacco di questo tipo non si era mai visto da parte loro: rapiscono, invadono, ma non operano a questi livelli, spiega la fonte nigeriana. "Il vile e satanico attacco è un assalto programmato per distruggere la pace nel nostro regno - ha dichiarato iI governatore di Ondo Arakunrin Oluwarotimi Akeredolu - Questa è una Domenica nera a Owo. I nostri cuori sono distrutti".