Elezioni politiche in Francia: Valls eliminato al primo turno. Ora i macroniani temono la rimonta della sinistra
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriUn primo assaggio delle elezioni politiche del prossimo weekend. L’ex premier Manuel Valls, candidato della maggioranza di Emmanuel Macron per i francesi residenti all’estero, è stato eliminato al primo turno dal candidato della coalizione di sinistra. In generale Nupes (Nouvelle Union Populaire Ecologique et Sociale) è arrivata al secondo turno in dieci collegi, il doppio di 5 anni fa.
Ora non è detto che la gauche unita intorno a Jean-Luc Mélenchon vinca anche al secondo turno. Ma è un segnale d’allerta per Macron in vista del voto di domenica prossima. Non è più così automatico che il capo dello Stato possa ottenere una maggio…
Un primo assaggio delle elezioni politiche del prossimo weekend. L’ex premier Manuel Valls, candidato della maggioranza di Emmanuel Macron per i francesi residenti all’estero, è stato eliminato al primo turno dal candidato della coalizione di sinistra. In generale Nupes (Nouvelle Union Populaire Ecologique et Sociale) è arrivata al secondo turno in dieci collegi, il doppio di 5 anni fa.
Ora non è detto che la gauche unita intorno a Jean-Luc Mélenchon vinca anche al secondo turno. Ma è un segnale d’allerta per Macron in vista del voto di domenica prossima. Non è più così automatico che il capo dello Stato possa ottenere una maggioranza assoluta di deputati come successe nel 2017.
Nel mezzo di questa campagna per le legislative, Macron continua a essere in prima linea negli sforzi diplomatici e la guerra in Ucraina pesa sul voto. Macron, che detiene la presidenza di turno della Ue fino alla fine del mese, è uno dei pochi leader internazionali che tenta di mantenere un canale di dialogo con lo zar, pur fornendo aiuti militari all'Ucraina.
La posizione dell'Eliseo rispecchia anche quella dell'opinione pubblica, con una crescente preoccupazione dei francesi a proposito delle conseguenze economiche di un conflitto che potrebbe impantanarsi e durare anni. E come durante la campagna per la presidenziale, Macron deve fare i conti con un'opposizione vicina a Mosca, da Marine Le Pen a Mélenchon, che pur condannando l'aggressione russa continua a insistere per una soluzione diplomatica e il dialogo con il Cremlino.
Macron ha ripetuto in un'intervista che Putin ha "commesso un errore storico e fondamentale per il suo popolo, per sé stesso e per la storia". Ma ha poi aggiunto che la Russia non dovrebbe essere "umiliata, in modo tale che il giorno in cui i combattimenti cesseranno potremo aprire una via d'uscita attraverso la diplomazia".
Immediata la replica via Twitter del ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba: "Gli appelli ad evitare l'umiliazione della Russia non possono che umiliare la Francia o ogni altro Paese che li lancia. Perché è la Russia che si umilia. Sarebbe meglio che tutti ci concentrassimo su come rimettere la Russia al suo posto. Questo porterebbe pace e salverebbe vite". Dall’inizio del conflitto Macron, come anche il cancelliere tedesco, non è ancora stato a Kiev e ha rinviato più volte l’annunciato viaggio.