La richiesta iraniana di revocare le sanzioni inflitte ai Guardiani della rivoluzione sarebbero alla base del mancato ripristino dell'accordo nucleare abbandonato del 2015. È la convinzione espressa dagli Stati Uniti in una dichiarazione all'Aiea, l’Agenzia internazionale per l'energia atomica.
“Abbiamo chiarito che siamo pronti ad attuare rapidamente un ritorno reciproco al Jcpoa. Quello di cui abbiamo bisogno è un partner disponibile in Iran. In particolare, l'Iran dovrebbe ritirare le richieste di revoca delle sanzioni che chiaramente vanno oltre il Jcpoa e che ora ci impediscono di concludere un accordo", sostengono gli Usa.
I negoziati in corso da mesi hanno subito una battuta d’arresto. Il governo di Teheran non solo chiede un allentamento delle sanzioni economiche, ma anche che il suo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) venga rimosso dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche straniere degli Stati Uniti. E questo è uno dei punti più delicati, perché nel Congresso Uso sono molti a opporsi mentre si moltiplicano gli appelli al presidente Joe Biden perché non ceda alle richieste iraniane.
Nella notte tra lunedì e martedì Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania hanno presentato all'Aiea una bozza di risoluzione in cui si critica l'Iran per la sua mancanza di cooperazione con l'agenzia. Sarebbe la prima volta dal giugno del 2020 in cui l'organismo adotta una mozione di censura dell'atteggiamento dell'Iran. Il documento verrà sottoposto al voto dei consiglio Aiea probabilmente durante la riunione settimanale di giovedì.