In Cina nuove chiusure per il Covid. Sui social monta lo scontento: "Ma quando finirà?"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - "Ma quando finirà?", è la domanda che più circola sui social cinesi questa mattina. A dieci giorni dal ritorno all'agognata libertà - dopo oltre due mesi di duro isolamento - a Shanghai ricompaiono i lockdown mirati e i test di massa per milioni di persone. Dopo un piccolo focolaio - 3 casi finora - in un popolare salone di bellezza del centro (il Red Rose, dove nell'ultima settimana sono passati 502 clienti provenienti da ogni angolo della città), la capitale finanziaria del Dragone ha ordinato tamponi questo fine settimana per tutti i residenti di 14 dei 16 distretti della metropoli, tra cui quelli centrali di Pudong, Huangpu e Xuhui. In alcuni di questi ai cittadini non sarà permesso uscire di casa - di nuovo - fino a che non arriveranno i risultati.
PECHINO - "Ma quando finirà?", è la domanda che più circola sui social cinesi questa mattina. A dieci giorni dal ritorno all'agognata libertà - dopo oltre due mesi di duro isolamento - a Shanghai ricompaiono i lockdown mirati e i test di massa per milioni di persone. Dopo un piccolo focolaio - 3 casi finora - in un popolare salone di bellezza del centro (il Red Rose, dove nell'ultima settimana sono passati 502 clienti provenienti da ogni angolo della città), la capitale finanziaria del Dragone ha ordinato tamponi questo fine settimana per tutti i residenti di 14 dei 16 distretti della metropoli, tra cui quelli centrali di Pudong, Huangpu e Xuhui. In alcuni di questi ai cittadini non sarà permesso uscire di casa - di nuovo - fino a che non arriveranno i risultati.
Come nel distretto di Minhang, 2,6 milioni di persone. Qui e in altre zone sono tornate le barriere - o, meglio, gabbie - verdi fuori da alcuni compound residenziali. Undici oggi i casi a Shanghai.
Altre misure che rischiano di mettere a dura prova la tenuta dei 25 milioni di shanghaiesi, già obbligati dal primo giugno (giorno della "liberazione") a sottoporsi ad un tampone ogni 72 ore per potersi muovere liberamente (già 15mila le cabine per i test installate in città). Così come dell'economia, già in sofferenza da mesi, le catene di approvvigionamento e il commercio internazionale.
Questa mattina i media statali riportano le parole del presidente Xi Jinping, pronunciate due giorni fa durante una visita nel Sichuan. Xi ha chiesto ai funzionari di coordinare efficacemente la prevenzione delle epidemie con lo sviluppo economico e sociale e di "superare risolutamente alcune delle difficoltà". Rimanendo però saldamente ancorato alla strategia zero-Covid. "Dobbiamo aderire incondizionatamente alla politica generale. La perseveranza è la vittoria", ha detto citando un vecchio slogan rivoluzionario.
Pure Pechino ha iniziato a fare una mezza marcia indietro. Da lunedì hanno riaperto i ristoranti e gli uffici, ma ieri pomeriggio le autorità della capitale hanno ordinato la chiusura di bar, discoteche e altri luoghi di intrattenimento nei due distretti centrali: Chaoyang e Dongcheng. Oggi a Pechino i casi sono 8.
Ieri l'Organizzazione mondiale della sanità è tornata invece sulle origini della pandemia, affermando che l'ultima indagine non si può ritenere completa visto che mancano alcuni dati provenienti dalla Cina. "I dati mancanti - si legge nel rapporto - hanno impedito di identificare con esattezza le modalità di trasmissione del virus all'uomo".