Macron cambia toni: "Ripristinare l'integrità territoriale dell'Ucraina". E appoggia un piano Onu sul grano
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Dopo aver ripetuto più volte la necessità di non "umiliare" la Russia, Emmanuel Macron cambia tono. Ora il leader francese auspica una chiara e netta vittoria dell'Ucraina. "Vogliamo che venga ripristinata l'integrità territoriale" dicono all'Eliseo. "Immaginare una vittoria della Russia sarebbe una destabilizzazione molto grave per l'ordine internazionale". Macron non rinuncia a mantenere un canale aperto con Vladimir Putin ma "senza concessioni" e intanto però la Francia va verso un rafforzamento delle forniture di armi a Kiev, tra cui i carri armati Caesar, "nell'interesse di Kiev, dell'Europa e della pace internazionale". All'Eliseo non si sbilanciano su cosa significhi vittoria: se il ritiro completo dei russi o il ritorno alla situazione del 24 febbraio. "Quando De Gaulle parlò nel giugno 1940 di ristabilire la dignità della Francia - ragionano ne…
PARIGI - Dopo aver ripetuto più volte la necessità di non "umiliare" la Russia, Emmanuel Macron cambia tono. Ora il leader francese auspica una chiara e netta vittoria dell'Ucraina. "Vogliamo che venga ripristinata l'integrità territoriale" dicono all'Eliseo. "Immaginare una vittoria della Russia sarebbe una destabilizzazione molto grave per l'ordine internazionale". Macron non rinuncia a mantenere un canale aperto con Vladimir Putin ma "senza concessioni" e intanto però la Francia va verso un rafforzamento delle forniture di armi a Kiev, tra cui i carri armati Caesar, "nell'interesse di Kiev, dell'Europa e della pace internazionale". All'Eliseo non si sbilanciano su cosa significhi vittoria: se il ritiro completo dei russi o il ritorno alla situazione del 24 febbraio. "Quando De Gaulle parlò nel giugno 1940 di ristabilire la dignità della Francia - ragionano nel palazzo presidenziale - non poteva immaginare quale sarebbe stato il punto di arrivo nel 1944. E per Zelensky è lo stesso, perché la guerra funziona così".
Nuovo posizionamento
Il nuovo posizionamento di Macron arriva dopo una telefonata giovedì sera con il presidente ucraino. Una conversazione che serviva a voltare pagina dopo qualche tensione. Zelensky non ha apprezzato le ultime dichiarazioni sulla Russia di Macron, sospettato anche da diversi governi dell'Europa orientale di volere soprattutto un cessate il fuoco nel conflitto, con il rischio di accettare conquiste territoriali russe. A indisporre Kiev c'è stato pure il tiepido sostegno della Francia alla domanda di adesione all'Ue. Anche su questo Macron aggiusta la linea. Adesso si schiera per un via libera al prossimo consiglio europeo. Il capo di Stato, che ha ancora per qualche settimana la presidenza dell'Ue, continua però a insistere sulla creazione di una "comunità politica europea". All'Eliseo ricordano che la Germania di Olaf Scholz appoggia l'iniziativa. "E anche Draghi è favorevole" dicono gli sherpa. La "comunità politica", sottolineano a Parigi, non è alternativa alla classica procedura di adesione che può durare anni, ma serve a velocizzare un primo passo dentro la famiglia europea. Dopo l'incontro di mercoledì con Mario Draghi, Macron si allinea quindi su Roma per un sostegno più attivo a Kiev. Nelle ultime ore è tornata a circolare la voce di una visita a Kiev del presidente francese la settimana prossima, non confermata a Parigi.
Due strade per l'Ucraina in Ue
Macron propone di offrire entrambe le strade - adesione classica e "comunità politica" - a paesi direttamente minacciati come la Moldavia, dove andrà mercoledì dopo un passaggio in Romania. All'Eliseo si sottolinea anche l'urgenza di agganciare all'Ue paesi che sono già candidati all'Ue nei Balcani "per evitare che si crei un vuoto occupato da russi, cinesi o altre potenze". Sul fronte della sicurezza alimentare, Macron prosegue gli sforzi diplomatici per sbloccare il porto di Odessa. La Francia è pronta a partecipare a un'operazione Onu, attraverso una possibile risoluzione Consiglio Sicurezza.
Anche di questo ha parlato il leader francese con Zelensky: gli ucraini potrebbero autorizzare lo sminamento o indicare le zone di mare senza pericolo all'Onu che si incaricherebbe di ispezionare le navi. Al momento però è il piano russo-turco che sembra procedere più spedito per esportare le tonnellate di grano fuori dal Mar Nero. Il presidente del Senegal e dell'Unione africana, Macky Sall, con cui Macron ha parlato ieri mattina, ha espresso il timore che gli stock di grano in uscita da Odessa siano venduti a caro prezzo e quindi accaparrati dalla Cina per le sue riserve strategiche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA