Jean-Luc Mélenchon mette a rischio la maggioranza di Macron. Nel primo turno delle elezioni legislative, che eleggono i 577 deputati dell'Assemblée Nationale, la maggioranza presidenziale uscente di Emmanuel Macron, riunita nella coalizione Ensemble!, ha ottenuto il 25,75% dei voti, cioè soltanto 21.442 voti in più (+0,09%) rispetto all'alleanza di sinistra Nupes raccolta intorno a Jean-Luc Mélenchon (25,66%). Diventa così più difficile per il presidente conquistare la maggioranza assoluta di 289 seggi all'Assemblée Nationale. Negli exit poll delle tv francesi Mélenchon sembrava addirittura in vantaggio, sia pure con un margine molto ridotto. Poi lo scrutinio ha riportato la partita in sostanziale parità.
"Il partito di Macron è sconfitto", ha commentato il leader della sinistra. Gomito a gomito con l'unione della gauche (Nupes), la maggioranza presidenziale di Emmanuel Macron "sarà presente in una schiacciante maggioranza di circoscrizioni" al secondo turno delle elezioni legislative di domenica prossima", ha affermato la portavoce del governo, Olivia Grégoire, intervenendo in diretta su France 2 dopo l'annuncio dei risultati del primo turno. Grégoire ha poi deplorato "la debole partecipazione e il tasso di astenuti", che è a suo avviso "il fatto più importante che dovrebbe tutti interrogarci". Si conferma, infatti, un'astensione record: si è attestata al 52,49% (nel 2017 era stata del 51,3%).
Tra i quindici esponenti del governo candidati alle elezioni legislative, nessuno è stato eletto al primo turno, né eliminato. Se Elisabeth Borne, presidente del Consiglio, ha un discreto vantaggio, molti dei suoi ministri sono invece in bilico.
Le prime proiezioni in seggi danno ancora alla maggioranza macronista la possibilità di mantenere la maggioranza assoluta - fissata a 289 seggi - assegnando alla coalizione Ensemble! fra 270 e 310 seggi. Alla gauche di Nupes (Jean-Luc Mélenchon), andrebbero 170-220 seggi. Tutto dipenderà dal secondo turno, dal numero di circoscrizioni in cui ci saranno duelli (Ensemble! contro Nupes) e in cui si prevedono invece delle "triangolari", con la partecipazione probabile del Rassemblement National di Marine Le Pen (fra 15 e 30 seggi). Nel primo mandato di Macron, il governo - compresi gli alleati centristi del MoDem - godeva di una maggioranza molto larga, 341 seggi.
Come previsto, i candidati del Rassemblement National (18,68%) non sono riusciti a sfruttare lo slancio di Marine Le Pen che aveva raccolto oltre il 40% dei voti al secondo turno delle presidenziali. Per quanto riguarda invece Les Republicains, sulla scia della pesante caduta della sua candidata alla presidenza Valerie Pécresse, si fermano al 10,42% e dovrebbero perdere il posto di primo gruppo dell'opposizione.
"Domenica prossima è importante non lasciare a disposizione di Emmanuel Macron una maggioranza assoluta di cui abuserà", ha detto la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen. Lasciare una maggioranza assoluta a Macron vorrebbe dire "entrare per altri 5 anni in un tunnel senza luce alla fine e per una maggioranza sarebbe una situazione irrespirabile". Le Pen si è qualificata per il secondo turno delle nella sua circoscrizione del Pas-de-Calais.