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Due giacimenti per due stati: la proposta del Libano per risolvere la disputa sul gas con Israele

(afp)
Il Libano rinuncia a ogni pretesa su Karish, che Israele considera parte delle sue acque, in cambio dei diritti su un'altra riserva di gas, Qana. Nei prossimi giorni, l'inviato Usa Hochstein porterà la proposta libanese di fronte al governo israeliano. Un accordo sulla acque marittime tra due Paesi formalmente in guerra da decenni, rappresenterebbe un passo di portata storica 
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GERUSALEMME - Potrebbe essere a un punto di svolta la disputa tra Israele e Libano per quanto riguarda la definizione dei confini marittimi. Una disputa la cui risoluzione potrebbe rendere accessibili importanti riserve di gas in un momento in cui il mondo occidentale lavora per liberarsi dalla dipendenza dalle risorse energetiche russe.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, Beirut ha presentato al Segretario americano per l'energia Amos Hochstein, oggi in visita in città, un compromesso per superare la controversia con Israele, Paese con cui non ha mai ufficialmente raggiunto la pace (né la definizione dei confini terrestri). La controversia tra le due nazioni va avanti da anni, e nell'ultimo periodo è stata esacerbata dalla presenza del gas naturale.

GERUSALEMME - Potrebbe essere a un punto di svolta la disputa tra Israele e Libano per quanto riguarda la definizione dei confini marittimi. Una disputa la cui risoluzione potrebbe rendere accessibili importanti riserve di gas in un momento in cui il mondo occidentale lavora per liberarsi dalla dipendenza dalle risorse energetiche russe.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, Beirut ha presentato al Segretario americano per l'energia Amos Hochstein, oggi in visita in città, un compromesso per superare la controversia con Israele, Paese con cui non ha mai ufficialmente raggiunto la pace (né la definizione dei confini terrestri). La controversia tra le due nazioni va avanti da anni, e nell'ultimo periodo è stata esacerbata dalla presenza del gas naturale.

Nel 2020 infatti il Libano ha iniziato a reclamare come propria zona economica esclusiva un'area di millecinquecento chilometri quadrati in aggiunta agli 850 chilometri quadrati che aveva rivendicato a partire dal 2010. In quei millecinquecento chilometri quadrati nel 2013 è stata scoperta una riserva di gas conosciuta come Karish (squalo in ebraico).

Beirut si oppone a che il giacimento venga sfruttato fino a che la questione non sia risolta, mentre dal canto suo, Israele considera Karish parte delle proprie acque e dunque sta lavorando per iniziarne l'utilizzo. Dopo l'arrivo della piattaforma il 5 giugno, il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, che in Libano rappresenta un vero e proprio stato nello stato, ha minacciato di colpire l'infrastruttura. Proprio all'intervento di Hezbollah si attribuisce l'irrigidimento libanese di fronte alle varie proposte di risoluzione offerte dagli americani negli scorsi mesi.

L'amministrazione Biden e in particolare Hochstein ritengono che stabilizzare la situazione in Libano, in grave crisi economica ed energetica già da prima che scoppiasse la guerra in Ucraina, sia cruciale per la stabilità dell'intera regione. Il funzionario statunitense si è recato diverse volte nel Paese dei cedri per porre fine alla disputa in modo da consentire anche al Libano di accedere a parte delle riserve trovate nell'est del Mediterraneo.

Secondo Reuters il Libano avrebbe proposto a Hochstein un compromesso per un'area che comprende un'altra riserva di gas, Qana, rinunciando a ogni pretesa su Karish, ma richiedendo allo stesso tempo che i lavori sul giacimento cessino fino a quando l'accordo non sia finalizzato. Attualmente Israele prevede di iniziare a sfruttare Karish entro la fine del 2022.

Alla faccenda ha fatto riferimento anche il Primo Ministro israeliano Naftali Bennett durante la conferenza stampa congiunta con il Presidente del Consiglio Mario Draghi. "Aspetto il giorno in cui anche il Libano deciderà di essere pronto a estrarre il gas presente nelle sue acque economiche territoriali e goderne i benefici. Peccato che la leadership libanese invece di occuparsi di tutto questo per il bene del suo popolo si concentri su contese interne ed esterne del tutto inutili. Invito caldamente il governo libanese a cogliere l'occasione di migliorare l'economia libanese e costruire un futuro migliore per il suo popolo."

Nel frattempo Bennett ha rassicurato Draghi sul fatto che Gerusalemme farà tutto ciò che è possibile per aiutare l'Italia e l'Europa a superare la crisi energetica grazie ai giacimenti già in funzione. Attualmente lo Stato ebraico produce circa 20 miliardi di metri cubi di gas all'anno, di cui 12 sfruttati per il mercato interno, ma nel giro dei prossimi anni si prevede di raggiungere i 40.

Nei prossimi giorni, Hochstein porterà la proposta libanese di fronte al governo israeliano. Un accordo, tra due Paesi formalmente in guerra da decenni, rappresenterebbe un passo di portata storica.