Ucraina, telefonata Xi-Putin: sostegno reciproco, ma l'export cinese in Russia intanto è crollato
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - A parole il sostegno politico è sempre lo stesso. “La Cina è disposta, insieme alla Russia, a continuare a sostenersi a vicenda su questioni riguardanti gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni come la sovranità e la sicurezza, intensificare il coordinamento strategico tra i due Paesi e rafforzare la comunicazione e il coordinamento nelle principali organizzazioni internazionali e regionali”. Il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin tornano a parlarsi - per la seconda volta - dallo scoppio della guerra in Ucraina. Nel giorno del sessantanovesimo compleanno del leader di Pechino.
Una conversazione durante la quale Xi ha ripetuto la posizione cinese sulla guerra che porta avanti da mesi, compreso l'invito a Putin e alle altre nazioni a lavorare per una soluzione. Ucraina che occupa soltanto le ultime righe del comunicato ufficiale pubblicato dai media di Stato cinesi: “Xi Jinping ha sottolin…
PECHINO - A parole il sostegno politico è sempre lo stesso. “La Cina è disposta, insieme alla Russia, a continuare a sostenersi a vicenda su questioni riguardanti gli interessi fondamentali e le principali preoccupazioni come la sovranità e la sicurezza, intensificare il coordinamento strategico tra i due Paesi e rafforzare la comunicazione e il coordinamento nelle principali organizzazioni internazionali e regionali”. Il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin tornano a parlarsi - per la seconda volta - dallo scoppio della guerra in Ucraina. Nel giorno del sessantanovesimo compleanno del leader di Pechino.
Una conversazione durante la quale Xi ha ripetuto la posizione cinese sulla guerra che porta avanti da mesi, compreso l'invito a Putin e alle altre nazioni a lavorare per una soluzione. Ucraina che occupa soltanto le ultime righe del comunicato ufficiale pubblicato dai media di Stato cinesi: “Xi Jinping ha sottolineato che la Cina ha espresso giudizi in modo indipendente, ha promosso attivamente la pace nel mondo e ha promosso la stabilità dell'ordine economico globale. Tutte le parti dovrebbero spingere per una soluzione adeguata della crisi ucraina in modo responsabile. La Cina è disposta a continuare a svolgere il proprio ruolo in questo senso”. Niente di diverso da quanto già detto dal presidente e dai suoi ministri in questi mesi (nella telefonata di febbraio Xi disse che sosteneva Russia e Ucraina nel risolvere le questioni attraverso i negoziati). Niente, ancora, di concreto. Putin, a sua volta, ha offerto il suo sostegno a Pechino su questioni come lo Xinjiang, Taiwan e Hong Kong, affermando che la Russia si oppone a qualsiasi interferenza negli affari della Cina, come recita il comunicato.
Che quello tra Pechino e Mosca fosse un matrimonio di convenienza è ormai chiaro, a dispetto dell’amicizia “senza limiti” annunciata il 4 febbraio scorso. Una partnership strategica, come le due parti amano chiamarla, sostenuta principalmente dalla comune radice ideologica (Pechino dallo scoppio della guerra attribuisce tutte le colpe a Washington e alla Nato). Un matrimonio di convenienza, anche, basato sull’interscambio economico.
No allo "sfacciato" sostegno economico
Proprio sulla cooperazione economica si apre il comunicato della telefonata tra i due. “Xi ha sottolineato che dall'inizio di quest'anno, di fronte alle turbolenze e ai cambiamenti globali, le relazioni Cina-Russia hanno mantenuto un buon ritmo di sviluppo. La cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi avanza costantemente e il ponte autostradale Heihe-Blagoveshchensk è stato aperto al traffico (lo scorso venerdì, ndr), inaugurando un nuovo canale tra i due Paesi. La Cina è disposta a collaborare con la Russia per promuovere una cooperazione pragmatica bilaterale per un progresso costante e a lungo termine”.
Dopo l’invasione dell’Ucraina lo scorso 24 febbraio la Cina ha però negato a Mosca quello che più la Russia chiedeva: uno sfacciato supporto economico. Pechino ha paura di incorrere in sanzioni secondarie. E anche se a parole le sanzioni le critica, le rispetta. L’export di tecnologia cinese in Russia è crollato. Aziende cinesi come Lenovo, Xiaomi, Huawei, Dji hanno tagliato molte spedizioni o addirittura chiuso le loro sedi russe.
Così come a parole continua ad offrire il suo supporto politico, prendendo a cuore le preoccupazioni russe sull’allargamento della Nato a Est. Sebbene la situazione attuale stia danneggiando la Cina - e le voci critiche negli alti circoli del Partito e tra gli accademici non sono mancate in queste settimane - in pratica, però, Xi non ha alcun interesse ad esporsi troppo proprio adesso, in questo che per lui è un anno fondamentale politicamente visto che in autunno deve essere rieletto al Congresso del Partito e visto come è rallentata l’economia cinese.
Lo strano spostamento di Le
Un segnale, tuttavia, di un cambio di linea, lo si potrebbe leggere con gli ultimi rimpasti politici che Xi sta portando avanti in vista del Congresso d’autunno. Il viceministro degli Esteri, Le Yucheng, esperto di questioni russe, è stato nominato vicedirettore dell’Amministrazione nazionale per la Radio e la Televisione. Cambio abbastanza “strano” dato che Le non ha esperienza nel settore dei media e perché, soprattutto, era tra i papabili a prendere il posto di Wang Yi, l’attuale ministro degli Esteri, in scadenza di mandato. Secondo alcuni analisti “la mossa potrebbe riflettere la preoccupazione dei leader del Partito che la Cina sia diventata troppo vicina alla Russia e che ora abbia bisogno di gente al ministero degli Esteri più abile nel gestire le relazioni con gli Stati Uniti e l'Unione Europea”, scrive Neil Thomas, di Eurasia. "Tuttavia, l'opacità della politica cinese rende impossibile conoscere le ragioni esatte”.
Le ha svolto diversi incarichi nell'ex Unione Sovietica e in Russia, prima di diventare ambasciatore in Kazakistan nel 2013. Nel 2018 è diventato il funzionario numero 3 del Ministero degli Esteri, anno in cui si sono intensificati i rapporti tra Xi e Putin. E nelle ultime settimane è lui che si è fatto carico di difendere e sostenere pubblicamente l’importanza dell’amicizia tra Pechino e Mosca.