Russia, Medvedev insulta gli occidentali (di nuovo): "Sono mangia rane, salsicce e spaghetti'
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiSAN PIETROBURGO - "Medvedev fa Medvedev", così un analista politico commenta a margine dello Spief, il Forum economico di San Pietroburgo, l'ultima intemerata dell'ex premier ed ex presidente russo, oggi numero due del Consiglio per la sicurezza russo. Per la serie: non sorprende più.
L'ex leader stavolta se l'è presa con "i fan europei di rane, salsicce di fegato e spaghetti" che amano visitare Kiev "con zero utilità". Un chiaro riferimento ai leader Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz in visita a Kiev.
Dmitrij Medvedev scrive che i leader Ue prometteranno all'Ucraina "l'adesione all'Ue e vecchi obici, si leccheranno i baffi con l'horilka" (una vodka ucraina, ndr) e torneranno a casa in treno "come 100 anni fa". "Va tutto bene. Ma non avvicinerà l'Ucraina alla pace. Il tempo scorre".
L'ultimo attacco segue una serie di invettiv…
SAN PIETROBURGO - "Medvedev fa Medvedev", così un analista politico commenta a margine dello Spief, il Forum economico di San Pietroburgo, l'ultima intemerata dell'ex premier ed ex presidente russo, oggi numero due del Consiglio per la sicurezza russo. Per la serie: non sorprende più.
L'ex leader stavolta se l'è presa con "i fan europei di rane, salsicce di fegato e spaghetti" che amano visitare Kiev "con zero utilità". Un chiaro riferimento ai leader Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz in visita a Kiev.
Dmitrij Medvedev scrive che i leader Ue prometteranno all'Ucraina "l'adesione all'Ue e vecchi obici, si leccheranno i baffi con l'horilka" (una vodka ucraina, ndr) e torneranno a casa in treno "come 100 anni fa". "Va tutto bene. Ma non avvicinerà l'Ucraina alla pace. Il tempo scorre".
L'ultimo attacco segue una serie di invettive contro occidentali, ucraini e "traditori" russi, quelli che - a differenza dei "patrioti" - si oppongono alla cosiddetta "operazione militare speciale" russa in Ucraina.
Appena una settimana fa, Medvedev aveva scritto: "Li odio. Sono bastardi e degenerati. Vogliono la morte della Russia. Finché sarò vivo, farò di tutto per farli sparire". E in passato aveva tuonato parole infuocate minacciando l'uso di armi nucleari contro l'Occidente o il ritorno in patria della pena di morte ora che Mosca si è ritirata dal Consiglio d'Europa e dalla Corte europea per i diritti umani.
La parabola da liberale filoccidentale a falco
Se le sue ingiurie non stupiscono più, quello che continua a sorprendere è come l'uomo promotore del "Reset" delle relazioni con gli Stati Uniti durante la sua parentesi al Cremlino dal 2008 al 2012 sia diventato uno dei più accesi falchi contro l'Occidente.
Primo leader a non avere legami né con il Partito comunista, né con i siloviki dei servizi segreti, fan dei Deep Purple e dell'iPhone, ex avvocato, Medvedev era apparso un'alternativa più filo-occidentale e democratica sia all'estero che in patria.
In realtà, come avevano visto bene i diplomatici statunitensi a Mosca in alcuni cabli diffusi da WikiLeaks nel 2010, altro non era che "il Robin del Putin-Batman". Oggi spera così di riguadagnare credito agli occhi del leader che, due anni fa, con una mossa a sorpresa, lo destituì da premier e confezionò per lui "ad hoc" la carica, più simbolica che operatica di vicepresidente del Consiglio di sicurezza. Un limbo politico da cui l'ex leader 65enne spera ora di riemergere.