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Draghi, Scholz e Macron a Kiev. L'incontro con Zelensky. Il premier: "Non ci ha chiesto altre armi"

La foto sul treno del viaggio notturno del presidente del Consiglio italiano, il cancelliere tedesco e il capo dell'Eliseo insieme in treno dal confine polacco verso la capitale ucraina
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KIEV - Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, sono arrivati a Kiev per una visita attesa da tempo, ma non annunciata dai governi dei tre Paesi per questioni di sicurezza. I tre leader che hanno viaggiato insieme in treno nella notte, portano un messaggio unitario nel condannare l'invasione dell'Ucraina, nel sanzionare la Russia e nell'aiutare Kiev.

Draghi: "L'Onu garantisca lo sminamento dei porti"

"Oggi non ci sono state richieste da Zelensky di nuove armi. Ha descritto la situazione com'è, una situazione che sta diventando critica. Perché le armi sovietiche stanno finendo le munizioni e  le nuove armi necessitano di addestramento. I vari Paesi Nato forniscono questo addestramento ma ci vuole tempo". Lo ha detto il premier Mario Draghi incontrando la stampa italiana a Kiev dopo un primo punto con la stampa internazionale insieme a Macron e Scholz. Il presidente del Consigl…

KIEV - Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, sono arrivati a Kiev per una visita attesa da tempo, ma non annunciata dai governi dei tre Paesi per questioni di sicurezza. I tre leader che hanno viaggiato insieme in treno nella notte, portano un messaggio unitario nel condannare l'invasione dell'Ucraina, nel sanzionare la Russia e nell'aiutare Kiev.

Draghi: "L'Onu garantisca lo sminamento dei porti"

"Oggi non ci sono state richieste da Zelensky di nuove armi. Ha descritto la situazione com'è, una situazione che sta diventando critica. Perché le armi sovietiche stanno finendo le munizioni e  le nuove armi necessitano di addestramento. I vari Paesi Nato forniscono questo addestramento ma ci vuole tempo". Lo ha detto il premier Mario Draghi incontrando la stampa italiana a Kiev dopo un primo punto con la stampa internazionale insieme a Macron e Scholz. Il presidente del Consiglio ha anche parlato dello sminamento dei porti ucraini: "Vari Paesi si sono offerti, l'unica soluzione possibile è che questa operazione si svolga sotto l'egida dell'Onu, che garantisca tutte le parti".

La conferenza stampa con Macron e Scholz

"Il messaggio più importante della nostra visita è che l'Italia vuole l'Ucraina nell'Ue, vuole che abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione nel prossimo Consiglio europeo. Zelensky sa che è una strada da percorrere, non solo un passo". Lo ha detto il premier Mario Draghi nella conferenza stampa a Kiev con il presidente ucraino e gli altri leader europei. "Siamo qui per portare sostegno incondizionato al popolo ucraino. Un popolo che si è fatto esercito per respingere l'aggressione della Russia e vivere in libertà. E l'Europa deve avere lo stesso coraggio che ha avuto Zelensky", ha aggiunto.

Anche Zelensky ha affrontato l'argomento dell'integrazione dell'Ucraina nell'Ue. "La nostra integrazione alla Ue può rafforzare la libertà in Europa. Capiamo che c'è un percorso ma questa strada deve avere un inizio. Gli ucraini sono pronti ad andare avanti su questa strada", ha detto dopo l'incontro con i leader europei. Zelensky ha aggiunto che "il sesto pacchetto di sanzioni deve essere varato il prima possibile".

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha in questa occasione usato parole chiare a favore dell'ingresso dell'Ucraina, e ha detto che la Germania appoggerà le richieste di Ucraina e Moldavia. "L'Ucraina appartiene alla famiglia europea", ha detto. L'Europa appoggerà l'Ucraina "fino a quando ce ne sarà bisogno".

"Questa guerra cambierà la storia dell'Europa. Siamo a fianco dell'Ucraina per accompagnarla in questa prospettiva", si è unito al coro il presidente francese Macron, "abbiamo confermato a Zelensky che già domani la commissione deciderà il quadro e il prossimo Consiglio europeo prenderà delle decisioni. Tutti e 4 i nostri Paesi sosterranno lo status di candidato dell'Ucraina. Nei prossimi giorni costruiremo l'unanimità dei 27".

L'incontro con Zelensky

Dopo la visita a Irpin i leader europei hanno incontrato il presidente ucraino Zelensky a Kiev. Zelensky si è detto felice della solidarietà dimostrata: "Giornata impegnativa, incontri importanti. E' un piacere incontrare il presidente Macron, il cancelliere Scholz, il primo ministro Draghi e il presidente Iohanniss a Kiev. Apprezziamo la vostra solidarietà al nostro paese e popolo", ha scritto su Telegram. Anche il presidente della Romania Iohannis è infatti a Kiev, in una visita separata. Nell'ambito dell'incontro, il cancelliere tedesco Scholz ha annunciato che Zelensky parteciparà al prossimo G7. 

Il premier Draghi all'arrivo a Kiev 

La prima tappa ad Irpin

La prima tappa del viaggio è stata ad Irpin, luogo teatro di crimini di guerra. Scortati dai militari ucraini e dalle autorità locali i leader hanno camminato tra le macerie della cittadina al nord di Kiev. A guidarli nel tragitto sono stati Oleh Bondar del servizio statale di emergenza e Oleksiy Kuleba, capo dell'amministrazione regionale militare di Kiev. 

"Qui è un luogo di distruzione ma anche di speranza. Molto di ciò che mi hanno detto riguarda il futuro e la ricostruzione. È un popolo che è stato riunito dalla guerra, che può fare cose che forse non avrebbe potuto fare prima della guerra", ha commentato Draghi ai giornalisti al margine della visita. "Purtroppo ci sono stati massacri perpetrati a Bucha e in altre città, sono crimini di guerra", ha aggiunto il presidente francese Macron. 

Draghi, Macron e Scholz visitano Irpin insieme alle autorità locali

La lunga notte in treno verso Kiev

Amuchina e acqua liscia con ghiaccio. Tende pesanti attraversate da fantasie anni ottanta, come le sedie tracciate da rombi giallognoli. Un tavolone opaco. Il televisore incastrato in un mobile di legno pesante. L'orologio che segna l'ora: mezzanotte e cinquantaquattro minuti. Tutto è sobrio, dimesso, un po' dismesso, perché intorno c'è la guerra e non c'è tempo per i dettagli. Eppure c'è la storia in questo scatto, l'Europa che porta l'Unione a Kiev.

 

Gli uomini della sicurezza ucraina hanno le occhiaie, mentre si avventurano nei corridoi angusti del treno speciale. Che tutto a bordo sia spartano - le divise delle delegazioni e l'acqua gassata, l'ocra triste degli interni e pure il tono di voce degli europei in missione - è un omaggio anche a loro che resistono, a un Paese trasformato in bunker.

Anche lo stile si adatta, si plasma sulla scelta di portare la politica sul campo, campo di guerra per davvero. Emmanuel Macron in camicia bianca e colletto alzato. Mario Draghi con il maglioncino per l'aria condizionata. Olaf Scholz in jeans e camicia nera a maniche corte che non va più di moda.

L'incontro nella notte

Uno scatto nella notte, mentre il treno corre dal confine polacco, dritto verso la capitale. Loro tre, i leader, si ritrovano nella cabina del francese, quando ancora i vagoni si muovono a singhiozzo e la polizia ucraina di frontiera ferma il treno per controllare i passaporti dei presenti. I fondatori dell'Europa parlano per un'ora e mezza almeno.

Le cartelle sul tavolo restano chiuse durante la fotografia. E con loro, sigillata, la linea di ciascun leader, le loro differenze, la scelta di essere comunque insieme al cospetto del Presidente che resiste allo Zar. Vanno da Zelensky per dirgli che potrà entrare, un giorno. Che le bombe di Putin non fermano un progetto, anche se Berlino spingerà per trattare e Draghi invece sembra più intransigente, "non può esistere una pace imposta".