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La Moldavia chiede l'ingresso nell'Ue ma la minaccia russa e la corruzione rimangono un ostacolo

La presidente della Moldavia Maia Sandu (ansa)
La presidente Maia Sandu ha chiamato ora da Los Angeles Veronica Dragalin per combattere tangenti e clientelismo. Mentre le truppe di Mosca nella regione separatista della Transnistria fanno temere una possibile invasione. Oggi la Commissione di Bruxelles ha dato il suo parere favorevole all'adesione all'Ue
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Dopo l’endorsement del presidente francese Emmanuel Macron la Moldavia aspetta di diventare entro la fine di giugno un Paese candidato all’ingresso nell’Ue. Mossa che mette l’ex repubblica sovietica sotto il cappello protettivo dell’Occidente: il governo europeista di Maia Sandu è ottimista ma il percorso per diventare il 28esimo membro Ue è lungo e presenta grosse incognite. Soprattutto per l’Europa: la democrazia in Moldavia è solida e non corre rischi di derive autoritarie, ma nel Paese di Stefan cel Mare, condottiero ed eroe nazionale moldavo, le criticità sono tante. A partire dalla corruzione: è endemica e riguarda soprattutto le forze di polizia e l’uso della giustizia a fini politici. Ma in definitiva tutto il sistema sociale moldavo, soprattutto la burocrazia, si basa sulla corruzione anche spicciola: aule universitarie, uffici pubblici, codice urbano, appalti, commesse.

Dopo l’endorsement del presidente francese Emmanuel Macron la Moldavia aspetta di diventare entro la fine di giugno un Paese candidato all’ingresso nell’Ue. Mossa che mette l’ex repubblica sovietica sotto il cappello protettivo dell’Occidente: il governo europeista di Maia Sandu è ottimista ma il percorso per diventare il 28esimo membro Ue è lungo e presenta grosse incognite. Soprattutto per l’Europa: la democrazia in Moldavia è solida e non corre rischi di derive autoritarie, ma nel Paese di Stefan cel Mare, condottiero ed eroe nazionale moldavo, le criticità sono tante. A partire dalla corruzione: è endemica e riguarda soprattutto le forze di polizia e l’uso della giustizia a fini politici. Ma in definitiva tutto il sistema sociale moldavo, soprattutto la burocrazia, si basa sulla corruzione anche spicciola: aule universitarie, uffici pubblici, codice urbano, appalti, commesse.


Del resto il reddito medio è di 100 dollari e tutti cercano di arrotondare. La presidente Maia Sandu, economista con una laurea ad Harvard negli Usa, sta cercando di correre ai ripari e ha nominato il nuovo capo della procura Anticorruzione: Veronica Dragalin, al momento assistente della procura di Los Angeles in California.

Dragalin inizierà il nuovo incarico ad agosto e non sarà facile viste le accuse rivolte dall’opposizione filorussa al governo di Sandu di voler “americanizzare” le istituzioni in Moldavia. Che una volta si chiamava Bessarabia, è di madrelingua rumena ed è una cerniera fra occidente e oriente: ma fino al 1992 era Urss, la capitale Chisinau si chiamava Kisinev e ancora oggi si parla e spesso si pensa in russo. Un altro problema sarà l’evasione fiscale, anche questa endemica in un Paese di due milioni di abitanti che si regge sulle rimesse degli emigrati e fatica a pagare spese correnti come pensioni e stipendi pubblici: la Moldavia è priva di infrastrutture moderne e di risorse, a parte gli splendidi vitigni rigorosamente coltivati a terra per combattere il vento del gelido inverno bessarabo.



E la forbice sociale fra ricchi e poveri è aumentata dopo la guerra e la maggior della popolazione vive ancora di agricoltura di sussistenza o nei block comunisti. Ma il vero problema per l’Ue è la stabilità dei confini e la guerra congelata fra Moldavia e Transnistria, la regione separatista filorussa dove l’ordine pubblico è mantenuto dai soldati di Mosca, si paga in rubli e si parla rigorosamente in russo.



Da giorni la Transnistria ha stretto ancora di più i controlli ai checkpoint militari e fra le strade vige una situazione da drole de guerre, una guerra in stallo dove a fare il bello e il cattivo tempo sono i soldati con il mitra spianato e gli agenti in borghese dei servizi segreti del Mgb, diretto erede del vecchio Kgb. Il governo moldavo è convinto che lo status diPpaese candidato all’Ue potenzierà Chisinau fino a trovare una soluzione con la Transnistria e di fatto costringerla a cedere magari di fronte alle avances dell’euro, ma di sicuro dall’ingresso della Moldavia nel circolo europeo Bruxelles riceverà in dote un’eredità molto difficile da risolvere sia dal punto di vista politico che militare.