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Elezioni in Francia: Macron non ha la maggioranza in Parlamento. Exploit di Le Pen

(ansa)

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La coalizione di sinistra Nupes, guidata da Jean-Luc Mélenchon, diventa la principale forza di opposizione, senza poter rivendicare la leadership di governo. Il presidente dovrà stringere accordi con i neogollisti dei Républicains, o prendere atto di una situazione di ingovernabilità
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PARIGI -  Emmanuel Macron perde la maggioranza assoluta in Parlamento e non ha neppure la certezza di poterla ottenere attraverso nuove alleanze politiche. A meno di due mesi dalla rielezione all'Eliseo, il risultato delle legislative punisce il leader francese. La sua coalizione "Ensemble" ha 224 deputati secondo le prime proiezioni di Ipsos, quindi molto al di sotto dei 289 su 577 deputati necessari all'Assemblée Nationale.

La coalizione di sinistra Nupes, guidata da Jean-Luc Mélenchon, diventa la principale forza di opposizione, con oltre 150 deputati, senza poter rivendicare la leadership di governo. "È una sconfitta totale per Macron" attacca Mélenchon. L'exploit più spettacolare è per Marine Le Pen: il Rassemblement National ottiene circa 89 deputati. Una rivincita per la leader sovranista di estrema destra, battuta nel ballottaggio della presidenziale di aprile, che nella scorsa legislatura aveva ap…

PARIGI -  Emmanuel Macron perde la maggioranza assoluta in Parlamento e non ha neppure la certezza di poterla ottenere attraverso nuove alleanze politiche. A meno di due mesi dalla rielezione all'Eliseo, il risultato delle legislative punisce il leader francese. La sua coalizione "Ensemble" ha 224 deputati secondo le prime proiezioni di Ipsos, quindi molto al di sotto dei 289 su 577 deputati necessari all'Assemblée Nationale.

La coalizione di sinistra Nupes, guidata da Jean-Luc Mélenchon, diventa la principale forza di opposizione, con oltre 150 deputati, senza poter rivendicare la leadership di governo. "È una sconfitta totale per Macron" attacca Mélenchon. L'exploit più spettacolare è per Marine Le Pen: il Rassemblement National ottiene circa 89 deputati. Una rivincita per la leader sovranista di estrema destra, battuta nel ballottaggio della presidenziale di aprile, che nella scorsa legislatura aveva appena 8 deputati. Macron è un presidente di minoranza" rivendica Le Pen che promette una opposizione "ferma ma responsabile".

Non è la temuta coabitazione con la gauche per Macron ma una situazione di grande frammentazione, con conseguenze ancora più imprevedibili. Quello che esce dalle urne ieri è un "Parlamento all'italiana" come hanno già cominciato a dire i commentatori d'Oltralpe. Il capo di Stato dovrà andarsi a cercare nuovi alleati per poter governare. Una situazione che Macron non ha mai sperimentato nella scorsa legislatura quando aveva una maggioranza "bulgara" di 341 deputati.

"La sua posizione centrale si è trasformata in una fragilità, anzi è diventato un bersaglio" osserva Bernard Sananes direttore di Elabe, principale istituto di sondaggi francese. I candidati macronisti sono stati penalizzati in numerosi ballottaggi. L'attuale esecutivo perde alcuni ministri di peso come Amélie de Montchalin (Transizione ecologica) e Brigitte Bourguignon (Salute). Chi perde nelle urne - aveva detto il leader - dovrà dimettersi dal governo. La prima a cadere ieri mattina, quando sono arrivati i primi risultati dall'estero, è stata la sottosegretaria al Mare battuta nella circoscrizione della Guadalupa, vinta dalla sinistra. Sconfitti altri fedelissimi del capo di Stato, come l'ex ministro Christophe Castaner e l'attuale presidente del Parlamento Richard Ferrand.

Per governare il leader francese dovrà stringere accordi con altre forze politiche. La pista più evidente è quella che porta verso i neogollisti dei Républicains, che nella nuova Assemblée avranno 78 deputati. Un'ipotesi gelata dal segretario dei Républicains, Christian Jacob: "Saremo nell'opposizione". Un'alleanza strutturata, se fosse percorribile, significherebbe una svolta a destra con un cambio di governo e probabilmente anche della neopremier, l'ex socialista Elisabeth Borne. L'altra strada per Macron è costruire maggioranze a geometria variabile per far approvare in Parlamento ogni singola riforma.

È un terremoto per la galassia macronista che perde più di 141 deputati rispetto al 2017. Ancora una volta è il partito degli astensionisti che ha vinto: 54 per cento, 26 milioni di elettori che non sono andati alle urne. I francesi che invece hanno deciso di votare impongono uno scenario inedito per la Quinta Repubblica. L'ultima volta era successo nel 1988 al premier Michel Rocard con l'allora presidente socialista François Mitterrand all'Eliseo. Rocard, a cui mancavano però solo una quindicina di deputati, aveva fatto alleanze puntuali per far passare alcune riforme e aveva usato decine di volte l'articolo 49.3 che permette il passaggio in forze sul parlamento, ma che nel frattempo è stato limitato.

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Il futuro politico del secondo mandato all'Eliseo di Macron è ora avvolto da incertezza. Il leader tenterà di andare avanti con un governo di minoranza ma non è escluso che nei prossimi mesi debba prendere atto di una situazione di ingovernabilità davanti a un ?arlamento "appeso", molto lontano dall'esprimere quella maggioranza "chiara e netta" come aveva auspicato negli ultimi giorni. "Sarà un parlamento a termine" prevede già Alexis Corbière del partito melenchonista, secondo cui Macron sarà obbligato a sciogliere l'Assemblée prima della scadenza del suo mandato.

L'opposizione darà filo da torcere al capo di Stato, che da ieri sera è un leader zoppo. Mélenchon e Le Pen promettono di usare strumenti parlamentari finora poco usati, compresa la "mozione di censura" contro il governo, che può portare alle sue dimissioni se viene adottata dalla maggioranza dei deputati. Le Pen ha cominciato ha lanciare appelli all'unione dei "patrioti di destra e sinistra" anti Macron.