Francia, la sinistra spaccata dopo l’exploit. E Le Pen si intesta l’opposizione
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriMélenchon propone agli alleati di Nupes di formare un unico grande gruppo parlamentare . No di verdi, socialisti e comunisti. Ma all’estrema destra andrebbe la vicepresidenza dell’Assemblea
PARIGI - Sono avversari da vent’anni. La prima volta che Marine Le Pen è apparsa in tv si era fatta aggredire verbalmente da Jean-Luc Mélenchon, all’epoca ancora socialista. Ora saranno i due leader sovranisti a contendersi in parlamento lo scettro di “primo oppositore” contro Emmanuel Macron. Mélenchon ha conquistato più deputati grazie all’accordo di coalizione della gauche ma Le Pen ha creato la sorpresa e il suo partito da solo pesa più di quello del rivale, la France Insoumise. La leader dell’estrema destra sarà in parlamento, rieletta nel suo bastione del nord, mentre Mélenchon ha rinunciato a ricandidarsi a Marsiglia preferendo inseguire la scommessa di diventare il nuovo primo ministro.
PARIGI - Sono avversari da vent’anni. La prima volta che Marine Le Pen è apparsa in tv si era fatta aggredire verbalmente da Jean-Luc Mélenchon, all’epoca ancora socialista. Ora saranno i due leader sovranisti a contendersi in parlamento lo scettro di “primo oppositore” contro Emmanuel Macron. Mélenchon ha conquistato più deputati grazie all’accordo di coalizione della gauche ma Le Pen ha creato la sorpresa e il suo partito da solo pesa più di quello del rivale, la France Insoumise. La leader dell’estrema destra sarà in parlamento, rieletta nel suo bastione del nord, mentre Mélenchon ha rinunciato a ricandidarsi a Marsiglia preferendo inseguire la scommessa di diventare il nuovo primo ministro.
Nessuno aveva previsto un simile risultato per il Rassemblement National che conquista 89 deputati contro gli 8 della precedente legislatura. L’estrema destra si ritrova davanti alla France Insoumise di Mélenchon che ottiene 72 seggi. Battuta alla presidenziale con il 41,6% contro Macron, Le Pen prende una clamorosa rivincita nelle legislative, promette una «opposizione dura ma responsabile» e rivendica già una vice-presidenza del parlamento e la guida della commissione Finanze, snodo cruciale che spetta al primo gruppo d’opposizione. Il Rassemblement, che crollava sotto debiti e deve ancora rimborsare un prestito russo, potrà ora contare sui finanziamenti pubblici per i partiti che hanno un gruppo all’Assemblée Nationale. Senza alleanze o coalizioni, Le Pen ha ottenuto il triplo dei seggi del padre Jean-Marie con i suoi 35 deputati tra il 1986 al 1988 grazie alla breve introduzione del proporzionale. «È un’ascesa fulminea», nota il politologo Jean-Yves Camus, sottolineando come i lepenisti abbiano messo a segno vittorie non solo nei feudi del nord e del sud-est.
La saldatura tra i due leader sovranisti appare impossibile in parlamento ma nell’elettorato esiste già una porosità. Come per la presidenziale, un terzo degli elettori di Mélenchon ha votato nei ballottaggi delle legislative per candidati del Rn quando non c’era una scheda di sinistra. L’inaspettato boom di Le Pen - uno choc per un paese che per decenni ha inventato strategie di sbarrramento contro l’estrema destra - agita la coalizione di sinistra che ha conquistato 133 seggi, cifra destinata a crescere con qualche nuova recluta. La sinistra francese ha più che raddoppiato i seggi della scorsa legislatura, quando erano appena sessanta.
L’unità ha pagato ma appaiono le prime crepe dopo che Mélenchon ha lanciato ieri l’idea di costituire un unico gruppo parlamentare di sinistra per essere davanti a quello di estrema destra. Nell’accordo elettorale che ha portato alla creazione della Nouvelle union populaire écologique et sociale era invece scritto che ognuno dei quattro partiti avrebbe avuto il suo gruppo. «L’opposizione si chiamerebbe Nupes senza alcuna discussione» ha sottolineato il settantenne leader rivolgendosi ai tre alleati (socialisti, verdi, comunisti) che al momento bocciano l’idea. Oggi è prevista una riunione della gauche che si annuncia movimentata. La scommessa è restare uniti anche nell’opposizione.