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L’email con le ricchezze di Putin: “Un patrimonio da 4,5 miliardi”

Il presidente russo Vladimir Putin (ansa)
Un’indagine di Occrp e Meduza svela un indirizzo di posta che collegherebbe i beni dello zar. Si tratterebbe di ville, barche e jet intestati ad amici del presidente. La smentita del Cremlino
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SAN PIETROBURGO - In una penisola dell'isola di Lodochny nel Golfo di Finlandia, a circa 120 chilometri a Nord-Ovest di San Pietroburgo, si erge "Villa Sellgren", un'enorme dacia circondata da una tenuta di 50 ettari. Molti russi la conoscono perché negli anni Ottanta fu il set delle riprese di un adattamento cinematografico sovietico di Sherlock Holmes. Oggi i suoi interni sono stati totalmente rinnovati, senza badare a spese, per accogliere in vacanza niente di meno che il presidente russo (come ha documentato in passato la Fondazione anti-corruzione di Aleksej Navalny, l'oppositore oggi in carcere) tanto che gli abitanti locali la hanno ribattezzata la "dacia di Vladimir Putin". Sulla carta, però, "Villa Sellgren" appartiene a Sergej Rudnov che la ha ereditata nel 2015, alla morte del padre Oleg, un amico d'infanzia del leader del Cremlino.

È sempre così. In passato vari possedimenti sono stati ricondo…

SAN PIETROBURGO - In una penisola dell'isola di Lodochny nel Golfo di Finlandia, a circa 120 chilometri a Nord-Ovest di San Pietroburgo, si erge "Villa Sellgren", un'enorme dacia circondata da una tenuta di 50 ettari. Molti russi la conoscono perché negli anni Ottanta fu il set delle riprese di un adattamento cinematografico sovietico di Sherlock Holmes. Oggi i suoi interni sono stati totalmente rinnovati, senza badare a spese, per accogliere in vacanza niente di meno che il presidente russo (come ha documentato in passato la Fondazione anti-corruzione di Aleksej Navalny, l'oppositore oggi in carcere) tanto che gli abitanti locali la hanno ribattezzata la "dacia di Vladimir Putin". Sulla carta, però, "Villa Sellgren" appartiene a Sergej Rudnov che la ha ereditata nel 2015, alla morte del padre Oleg, un amico d'infanzia del leader del Cremlino.

È sempre così. In passato vari possedimenti sono stati ricondotti al presidente russo, ma tutte le volte uno dei suoi amici o collaboratori si è fatto avanti per rivendicarne la proprietà. E soprattutto non è mai stato trovato il filo rosso che li collegasse tra loro. Il palazzo di Gelendzhik sul Mar Nero, al centro della esplosiva inchiesta del gennaio 2021 della Fondazione di Navalny, apparterebbe ad esempio al miliardario Arkadij Rotenberg, compagno di allenamento di judo di Putin. Gli ettari di vigneti circostanti sarebbero dell'oligarca Gennadij Timchenko e di Vladimir Kolbin, figlio di un altro noto amico d'infanzia del presidente russo, mentre il confidente di Putin, Jurij Kovalchuk, sarebbe il principale azionista della stazione sciistica Igora nella regione di Leningrado, dove nel 2013 festeggiò il suo matrimonio una delle sue figlie. Un'inchiesta congiunta del network giornalistico Occrp (Progetto d'investigazione sulla corruzione e il crimine organizzato) e del sito online russo con base a Riga Meduza sostiene però di avere trovato il filo rosso mancante: un dominio di posta elettronica che accomunerebbe una rete di 86 società per un totale di 4 miliardi e mezzo di dollari (4,2 miliardi di euro) di asset.

Villa Sellgren, il palazzo di Gelenshik, il resort sciistico Igora, nonché tre yacht, un edificio di legno a Nord di San Pietroburgo chiamato la "Capanna del Pescatore", jet e conti bancari, non solo sarebbero proprietà di persone appartenenti al cerchio magico di Putin (compresa una sua presunta amante), ma farebbero capo a una rete di società e organizzazioni no-profit che utilizzano tutte il dominio di posta elettronica LlcInvest.ru.

Occrp e Meduza hanno scoperto che questo dominio, individuato per la prima volta nel 2017 dal settimanale Sobesednik, viene ospitato dall'azienda informatica Moskomsvjaz legata a sua volta a Bank Rossija, soprannominata la "Banca di Putin". Non solo. I gestori, proprietari e dipendenti delle società LlcInvest, benché operino in ambiti totalmente diversi, discutono spesso via email di affari comuni. Il gruppo, ha commentato un esperto russo di corruzione citato dall'inchiesta dietro anonimato, "sembra soprattutto una cooperativa, o un'associazione, in cui i suoi membri possono scambiarsi benefici e proprietà".

In totale, i giornalisti di Occrp e di Meduza sono stati in grado di identificare 86 aziende e organizzazioni no-profit che sembrerebbero far parte di questa rete. "Insieme - si legge nell'inchiesta - detengono asset per un valore di almeno 4,5 miliardi di dollari, tra cui ville, business jet, yacht e conti bancari pieni di contanti. Tutti sono interconnessi e condividono gli stessi direttori aziendali, indirizzi di registrazione e fornitori di servizi come revisori dei conti e gestori di rete".

Alle email inviate dai cronisti a oltre cento indirizzi con il dominio in comune, non è mai arrivata risposta. Mentre tra cinque rappresentanti di società LlcInvest contattati telefonicamente, solo uno ha parlato. "Sono un umile dipendente e mi faccio gli affari miei. Firmo solo documenti", ha detto. "Sai come a volte i senzatetto vengono registrati come direttori di un'azienda? Non sono un senzatetto, ma firmo i documenti, come fanno loro, senza scendere nei dettagli".

Sollecitato dagli autori dell'inchiesta, il Cremlino ha risposto lapidariamente: "Il presidente della Federazione Russa non è collegato o affiliato in alcun modo con i beni e le organizzazioni che avete menzionato". Stando alla sua ultima dichiarazione dei redditi, dati 2021, Vladimir Putin guadagnerebbe un salario annuo di appena 10 milioni e 202.616 rubli, circa 177mila euro al cambio attuale, e possiederebbe solo due appartamenti da 77 e 153 metri quadri con annesso garage, due auto vintage Volga Gaz M21, un fuoristrada Niva e una tenda rimorchio "Skif". La sua reale ricchezza rischia di restare ancora a lungo uno dei segreti meglio custoditi al mondo.