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Sfollati, morti e distruzione, il clima estremo colpisce l'Asia

Alluvioni colpiscono il Bangladesh
Alluvioni colpiscono il Bangladesh (afp)
La Cina alle prese con le piogge più intense degli ultimi 60 anni e con picchi di calore insoliti fino a 40 gradi. Milioni di persone costrette a lasciare le loro case in India e Bangladesh
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PECHINO - Alluvioni, tornado e temperature da record. La Cina alle prese con le piogge più intense degli ultimi 60 anni e con picchi di calore insoliti fino a 40 gradi. Milioni di persone costrette a lasciare le loro case in India e Bangladesh, colpite dai violenti monsoni e dalle inondazioni. Il clima impazzito sta colpendo l’Asia lasciandosi dietro una scia di sfollati, di distruzione e di morti. 

52 morti

Cinquantadue finora i decessi in Cina dall’inizio di giugno e centinaia di migliaia di sfollati nel Sud del Paese negli ultimi giorni, colpito da piogge mai viste. Solamente tra l’inizio di maggio e la metà di giugno le precipitazioni medie nelle province del Guangdong, del Fujian e del Guangxi hanno raggiunto i 621 millimetri: numeri che non si registravano dal 1961. Le conseguenti inondazioni e frane hanno danneggiato edifici e raccolti, specialmente nel bacino del fiume delle Perle. Almeno sette tra province e regioni hanno emesso allerte rosse per tempeste e inondazioni nelle ultime 24 ore. 

L’ultima, questa mattina, la città di Shaoguan, 200 chilometri a nord di Canton. Qui le scuole sono state trasformate in rifugi temporanei e centinaia di tende sono state piantate su un campo sportivo per accogliere gli sfollati. Nel Guangxi già 28 fiumi hanno superato i livelli di allerta. Il Centro nazionale cinese per il clima prevede che quest'anno le inondazioni saranno "relativamente peggiori" e "più estreme" rispetto ai livelli storici.

43.300 ettari di coltivazioni danneggiati

Nel Jiangxi sono già 485mila i residenti colpiti dalle piogge persistenti degli ultimi giorni: 43.300 ettari di coltivazioni danneggiati nella provincia e perdite economiche stimate attorno ai 470 milioni di yuan (circa 70 milioni di euro). Nel Fujian gli sfollati sono già 220mila. Si prevede che le forti piogge durino fino a oggi nelle province meridionali di Guizhou, Jiangxi, Anhui, Zhejiang e Guangxi, per poi spostarsi verso Nord.

Già agli inizi di giugno più di 2.700 case erano state gravemente danneggiate dalle piogge e 96.160 ettari di terreni agricoli sono andati distrutti nella sola provincia dello Hunan. 

Nel frattempo nel Centro e nel Nord del Paese le temperature hanno toccato nei giorni scorsi - e lo faranno anche questa settimana - picchi insoliti fino a 40 gradi. Lo Hebei, la maggior parte di Pechino, lo Shandong, Tianjin e lo Henan sono ancora in “allerta arancione”. Già lo scorso weekend i termometri di quasi la metà delle città della provincia dello Henan hanno raggiunto i 40 gradi. Più di 90 stazioni di monitoraggio nella provincia hanno registrato temperature al suolo superiori ai 60 gradi. Nella contea di Xixia il record di 74,1 gradi.

Un documento per il cambio climatico

Il governo ha pubblicato la settimana scorsa un ulteriore documento sul cambiamento climatico: per delineare i piani per costruire un sistema di valutazione dell'impatto climatico e dei rischi a livello nazionale entro il 2035 e per modernizzare i sistemi di prevenzione dei disastri legati al clima. A marzo di quest’anno l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite nel suo documento affermava che la Cina sarebbe stata uno dei Paesi più colpiti dal cambiamento climatico e che servivano maggiori sforzi per adattarsi ai crescenti rischi ambientali.

Anche lo scorso anno, nello stesso periodo, la Cina aveva vissuto una stagione simile di disastri climatici. Lo scorso luglio, piogge da record hanno sommerso Zhengzhou, capitale della provincia dello Henan, e la regione circostante, uccidendo 398 persone e causando una perdita economica di 120 miliardi di yuan (17 miliardi di euro).

9,5 milioni di persone bloccate tra India e Bangladesh

Sono almeno 69, invece, i morti nel Nordest dell’India e in Bangladesh: 9,5 milioni di persone sono bloccate con poco cibo e acqua potabile dopo giorni di piogge intense. Le condizioni meteorologiche estreme in Asia meridionale sono diventate più frequenti nel corso degli anni e gli ambientalisti avvertono che il cambiamento climatico potrebbe portare a disastri sempre più gravi. L'Unicef ha dichiarato di aver richiesto urgentemente 2,5 milioni di dollari per rispondere all'emergenza in Bangladesh.

“Quattro milioni di persone, tra cui 1,6 milioni di bambini, bloccati dalle inondazioni improvvise nel Nordest del Bangladesh, hanno urgente bisogno di aiuto", si legge nel comunicato pubblicato questa mattina. In India, lo Stato di Assam e quello di Meghalaya hanno registrato il 134% di precipitazioni in più rispetto alla media dello scorso anno. Circa 4,7 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nell'Assam, secondo quanto dichiarato dal governo.