Kaliningrad, che cosa è l'exclave russa al confine con la Lituania
di Enrico Franceschini , di Enrico FranceschiniKaliningrad è una città che ha cambiato nome e nazione più volte nella sua lunga storia. Capitale dell’omonima regione, è una piccola exclave russa, cioè un’estensione minoritaria del territorio della Russia, al di fuori e separata dalla parte maggioritaria del territorio del suo stato di appartenenza. Questa situazione è il risultato di tre fattori: l’acquisizione del suo territorio da parte dell’Unione Sovietica nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale; la maniera artificiale in cui l’Unione Sovietica divideva il proprio immenso territorio in quindici repubbliche; e il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991.
Dalla Prussia alle seconda Guerrra mondiale
Detta Conisberga in italiano antico, questa città affacciata al mar Baltico è stata conquistata dai cavalieri teutonici nel 1255 e chiamata Koenigsberg. Importante centro portuale per i commerci, è appartenuta per secoli a…
Kaliningrad è una città che ha cambiato nome e nazione più volte nella sua lunga storia. Capitale dell’omonima regione, è una piccola exclave russa, cioè un’estensione minoritaria del territorio della Russia, al di fuori e separata dalla parte maggioritaria del territorio del suo stato di appartenenza. Questa situazione è il risultato di tre fattori: l’acquisizione del suo territorio da parte dell’Unione Sovietica nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale; la maniera artificiale in cui l’Unione Sovietica divideva il proprio immenso territorio in quindici repubbliche; e il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991.
Dalla Prussia alle seconda Guerrra mondiale
Detta Conisberga in italiano antico, questa città affacciata al mar Baltico è stata conquistata dai cavalieri teutonici nel 1255 e chiamata Koenigsberg. Importante centro portuale per i commerci, è appartenuta per secoli alla Prussia e poi alla Germania. Nel 1724 vi nacque il grande filosofo Immanuel Kant, che vi rimane fino alla morte ed è tuttora sepolto nella cattedrale locale. Durante il secondo conflitto mondiale fu pesantemente danneggiata da bombardamenti britannici e poi, dopo un lungo assedio, fu conquistata dall’Armata Rossa sovietica nella sua avanzata verso Berlino.
Al termine della guerra, nel quadro della spartizione dell’Europa deciso al summit di Jalta con gli Alleati, l’Unione Sovietica si tenne Koenigsberg, così come fece con i tre vicini paesi baltici di Lituania, Lettonia ed Estonia. La città venne ribattezzata Kaliningrad, in memoria di Michail Kalinin, un rivoluzionario bolscevico e primo capo di stato dell’Unione Sovietica. A quel punto Mosca decise di inglobarla nella Russia, la più grande delle quindici repubbliche in cui era suddivisa l’Unione Sovietica: il fatto che fosse geograficamente separata dalla Russia, perché confinante con Lituania e Polonia, non sembrava avere alcuna importanza, poiché anche la Lituania faceva parte dell’Unione Sovietica. Discorso analogo per la sua frontiera con la Polonia, che nella spartizione dell’Europa in blocchi dopo il 1945 era diventata un paese “satellite” dell’Unione Sovietica, con un governo comunista, totalitario e fedele al Cremlino.
Il crollo dell'Unione Sovietica
Senonché il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la fine del comunismo in Europa orientale e il successivo ingresso di Polonia e Lituania nell’Unione Europea e nella Nato hanno cambiato radicalmente la situazione, facendo di Kaliningrad un territorio separato dalla madre patria, con nel mezzo altre nazioni indipendenti non allineate con Mosca. Ciononostante, vista la sua particolare situazione geografica, accordi speciali con la Russia avevano facilitato finora i trasferimenti via terra di persone e merci da Kaliningrad. Ma le sanzioni occidentali per l’invasione russa dell’Ucraina hanno spinto nei giorni scorsi la Lituania a porre restrizioni a determinate merci in transito dalla Russia verso Kaliningrad, provocando l’irritazione del Cremlino.
Oggi Kaliningrad ha circa 450 mila abitanti ed è una importante base navale militare russa, sede della flotta russa del mar Baltico. Mosca ha più volte minacciato di installare missili nucleari nell’exclave come ritorsione verso la Nato. Non è tuttavia noto quali missili siano attualmente installati a Kaliningrad.