Scontro su Kaliningrad, la Russia potrebbe isolare i Paesi baltici. Gli Usa: la Nato pronta a difendervi
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiChe il "blocco di Kaliningrad" abbia alzato il livello di tensione lo dimostra il fatto che Nikolaj Patrushev, il potente segretario del Consiglio di sicurezza del Cremlino, nonché uno dei pochi consiglieri fidati di Vladimir Putin, ieri sia volato nell'exclave russa sul Baltico. "La Russia reagirà a tali atti ostili. Le misure appropriate sono in fase di elaborazione a livello interministeriale e saranno adottate presto. Le loro conseguenze avranno un impatto negativo significativo sulla popolazione della Lituania", ha minacciato in risposta alla decisione di Vilnius di vietare il transito ferroviario delle merci soggette a sanzioni europee in direzione della strategica e militarizzata regione russa.
Che il "blocco di Kaliningrad" abbia alzato il livello di tensione lo dimostra il fatto che Nikolaj Patrushev, il potente segretario del Consiglio di sicurezza del Cremlino, nonché uno dei pochi consiglieri fidati di Vladimir Putin, ieri sia volato nell'exclave russa sul Baltico. "La Russia reagirà a tali atti ostili. Le misure appropriate sono in fase di elaborazione a livello interministeriale e saranno adottate presto. Le loro conseguenze avranno un impatto negativo significativo sulla popolazione della Lituania", ha minacciato in risposta alla decisione di Vilnius di vietare il transito ferroviario delle merci soggette a sanzioni europee in direzione della strategica e militarizzata regione russa.
A riprova che lo scontro non riguardi solo Vilnius, ma anche Bruxelles, contemporaneamente a Mosca, il ministero degli Esteri convocava il capo della delegazione Ue in Russia, Markus Ederer, per esprimere "una risoluta protesta" e chiedere "l'immediato ripristino" del transito, altrimenti "seguiranno misure di ritorsione". "Faccio appello alla parte russa perché mantenga il sangue freddo e non provochi un'escalation", questa disputa può essere risolta "per vie diplomatiche", ha assicurato Ederer al vice ministro degli Esteri russo Aleksandr Grushko. Ma il suo appello sembra essere caduto nel vuoto.
Patrushev non è entrato nel dettaglio delle ritorsioni allo studio, ma in passato la Russia ha più volte minacciato di revocare lo status "non nucleare" della regione che già ospita i missili balistici Iskander. A spaventare di più è però la prospettiva, avanzata da diversi media russi, che Mosca possa isolare i Paesi Baltici dal resto d'Europa sfruttando il cosiddetto "Corridoio di Suwalki", la terra di confine tra Polonia e Lituania, chiusa a Nord-Ovest da Kaliningrad e a Sud-Est dalla Bielorussia. Scenario che aprirebbe a una pericolosa escalation come minacciato dagli Stati Uniti che ieri hanno ribadito il loro sostegno alla Lituania, partner Nato, e la loro devozione "a prova di bomba" all'articolo 5 dell'Alleanza atlantica che prevede "che un attacco contro un Paese alleato è un attacco contro tutti".
In questo contesto già teso, ieri Putin ha annunciato lo schieramento entro la fine dell'anno a Krasnojarsk, Siberia centrale, del nuovo missile intercontinentale Sarmat, oltre alla fornitura all'esercito dei nuovi sistemi di difesa missilistica S-500. "Non esiste esercito al mondo più efficiente di quello russo", ha detto.
L'exclave di Kaliningrad, quartier generale della flotta russa nel Mar Baltico, è incuneata tra Lituania e Polonia, membri Nato e Ue che hanno sostenuto fermamente Kiev dopo l'offensiva russa lanciata contro l'Ucraina il 24 febbraio. I treni merci provenienti dalla Russia continentale viaggiano solo attraverso la Bielorussia e la Lituania.
Non transitano dalla Polonia. Il divieto di transito su rotaia delle merci messe al bando dalle sanzioni dell'Unione Europea è stato annunciato dalle autorità lituane nel fine settimana e ha suscitato una raffica di feroci reazioni da Mosca, con il Cremlino che ha definito la mossa senza precedenti e illegale. Secondo Mosca, le restrizioni lituane violano un accordo di transito risalente al 2002, messo in atto quando i Paesi baltici, ex Repubbliche sovietiche, entrarono nell'Ue.
Il governo lituano ieri ha spiegato che "il transito di passeggeri e merci non sanzionate continua ininterrotto" e che il divieto è solo la messa in atto - peraltro sostenuta dalla Commissione Europea - di una parte del quarto pacchetto delle sanzioni europee contro la Russia che riguarda materiali ferrosi e da costruzione, elettrodomestici, auto e loro parti di ricambio, oltre a varie merci di lusso, compresi caviale, sigari e cavalli. "Non c'è nessun blocco di Kaliningrad", ha assicurato ieri la prima ministra lituana Ingrida Simonyte. Ma a Mosca non basta.