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Ucraina, i generali turchi a Mosca per trattare ancora sul grano. Kiev frena: “Intesa lontana”

(ansa)

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Una delegazione del ministero della Difesa in Russia. Ankara prova a rilanciare il negoziato aprendo una linea di comunicazione diretta con i due governi
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DRUZKIVKA - Riparte la diplomazia del grano, e il selfmarketing di Recep Erdogan, l'ultimo mediatore di una guerra per la quale Vladimir Putin, fin qui, non ha chiesto mediatori. La prossima settimana è previsto a Istanbul un nuovo incontro sul tema e, soprattutto, è stato allestito un telefono fra i tre ministeri della Difesa, gestito da alti militari russi, ucraini e turchi, per tentare di sminare l'Ovest del Mar Nero e far partire le partite di grano ucraino via nave verso il Sud. 


I negoziatori del ministero della Difesa turco sono attesi, in …

DRUZKIVKA - Riparte la diplomazia del grano, e il selfmarketing di Recep Erdogan, l'ultimo mediatore di una guerra per la quale Vladimir Putin, fin qui, non ha chiesto mediatori. La prossima settimana è previsto a Istanbul un nuovo incontro sul tema e, soprattutto, è stato allestito un telefono fra i tre ministeri della Difesa, gestito da alti militari russi, ucraini e turchi, per tentare di sminare l'Ovest del Mar Nero e far partire le partite di grano ucraino via nave verso il Sud. 


I negoziatori del ministero della Difesa turco sono attesi, in queste ore, a Mosca: chiedono al governo della Federazione russa un lasciapassare per il loro piano e per chiudere questa vicenda di cui si sono intravisti i pericoli (la fame per una ventina di Paesi africani e diversi del Medio Oriente) dalla fine di marzo. I colloqui di Istanbul, la prossima settimana, dovrebbero vedere la supervisione diretta di Erdogan e la presenza del segretario Onu, Antonio Guterres. 

La notizia della ripartenza diplomatico-agricola è stata offerta dal portavoce del Cremlino alla Tass: Dmitri Peskov ha specificato che al meeting non ci sarà Vladimir Putin. Il portavoce del presidente Volodymyr Zelensky, a sua volta, ha confermato che la trattativa per l'export dei cereali ucraino "sta progredendo", ma non si realizzerà "ai più alti livelli". Presidenti esclusi, ecco. I colloqui del grano riprendono dopo il nulla di fatto di Ankara, l'incontro dell'8 giugno tra i ministri degli esteri russo, Sergej Lavrov, e turco, Mevut Cavusoglu. Non sarà più Lavrov, che ad Ankara era arrivato con molte ambizioni, a occuparsi quindi della partita.

Il governo ucraino non ha mai creduto che un passaggio diplomatico potesse portare a una riapertura, anche solo parziale, del Mar Nero. Con più fonti, Kiev ha accusato la Russia di aver rubato il grano (e i metalli) nei porti occupati (Mariupol e Berdyansk), di aver sparato su granai, silos e magazzini nazionali (a Mykolaiv e a Odessa, ma anche alle stazioni di Kiev) e di voler approfittare dello sminamento della rada di Odessa per tentare quell'assalto dal mare temuto da quattro mesi.

I ministeri ucraini hanno messo a punto, ormai da settimane, una rotta dei grani alternativa che prevede il treno da Kiev e un trasporto verso i porti baltici di Klaipeda (Lituania), Danzica e Gdynia (Polonia), Costanza (Romania). Derrate ucraine sono già arrivate, per esempio, in Portogallo. L'esportazione prevista per quest'anno è pari a 21 milioni di tonnellate, ma senza l'apertura dello sbocco a Sud i volumi che si possono trasportare sono pari a un terzo.

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Ieri, intanto, il primo ministro Denys Shmyhal ha annunciato un finanziamento a fondo perduto per i produttori agricoli che in questa difficile fase storica realizzeranno vivai e giardini in Ucraina.