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Ucraina, in azione i panzer tedeschi

Kiev annuncia l’arrivo dei primi semoventi forniti dal governo di Berlino: sono i Pzh2000, superiori all’artiglieria russa. Anche all’Italia chieste armi dello stesso tipo
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Dopo mesi di tentennamenti i panzer tedeschi sono arrivati al fronte. Kiev ha annunciato lo schieramento in prima linea dei cannoni semoventi forniti dal governo Scholz: si tratta dei Panzerhaubitze Pzh2000, con arma da 155 millimetri, considerati i più moderni al mondo. Berlino ne consegnerà sette, altri cinque dovrebbero venire forniti dall’Olanda.

Le caratteristiche

Il Pzh2000 ha diversi punti di forza. È un mezzo cingolato e corazzato, progettato proprio per quei duelli di artiglieria che stanno decidendo le sorti della battaglia nel Donbass. Ha una portata superiore agli obici russi più potenti: 34 chilometri contro 25. Dispone di una gestione totalmente computerizzata, in grado di mirare ai bersagli con precisione elevata e un sistema di caricamento automatico dei colpi che permette di spararne venti in tre minuti. Cosa significa? Un Pzh2000 può uscire dal rifugio, lanciare una raffica di proiettili e poi tornare a nascondersi prim…

Dopo mesi di tentennamenti i panzer tedeschi sono arrivati al fronte. Kiev ha annunciato lo schieramento in prima linea dei cannoni semoventi forniti dal governo Scholz: si tratta dei Panzerhaubitze Pzh2000, con arma da 155 millimetri, considerati i più moderni al mondo. Berlino ne consegnerà sette, altri cinque dovrebbero venire forniti dall’Olanda.

Le caratteristiche

Il Pzh2000 ha diversi punti di forza. È un mezzo cingolato e corazzato, progettato proprio per quei duelli di artiglieria che stanno decidendo le sorti della battaglia nel Donbass. Ha una portata superiore agli obici russi più potenti: 34 chilometri contro 25. Dispone di una gestione totalmente computerizzata, in grado di mirare ai bersagli con precisione elevata e un sistema di caricamento automatico dei colpi che permette di spararne venti in tre minuti. Cosa significa? Un Pzh2000 può uscire dal rifugio, lanciare una raffica di proiettili e poi tornare a nascondersi prima di venire individuato dalla ricognizione nemica, il tutto restando fuori del raggio d’azione dell’artiglieria avversario: un singolo semovente potrà tenere in scacco un’intera batteria di cannoni russi. Questo, ovviamente, se gli equipaggi addestrati da istruttori tedeschi negli scorsi due mesi riusciranno a sfruttare pienamente le sue caratteristiche.  

La corsa ai semoventi 

In questo momento, l’artiglieria semovente è protagonista del conflitto ed è diventata la priorità nelle forniture belliche occidentali a Kiev. Oltre ai Pzh2000, stanno arrivando altri cingolati più vecchi ma sempre in calibro 155 millimetri: gli M109 di concezione americana. Sono stati donati dagli Usa, dal Belgio, dalla Norvegia e dalla Gran Bretagna, che ne ha comprati venti sul mercato delle armi di seconda mano per girarli all’Ucraina: si cerca infatti di uniformare i mezzi in servizio per semplificare la manutenzione e la consegna dei pezzi di ricambio. Non ci sono numeri esatti, ma dovrebbe trattarsi di oltre cento M109. Questi modelli sono destinati ad affiancare e gradualmente sostituire i vecchi obici mobili d’origine sovietica, in calibro 122 e 152 millimetri, sempre più problematici per l’approvvigionamento delle munizioni. In prima linea però sono arrivati anche semoventi più moderni – di produzione polacca e ceca – che impiegano cannoni di calibro sovietico.

Il contributo italiano 

Cannoni semoventi sono stati chiesti dall’Ucraina anche al governo Draghi. L’Esercito dispone dei Pzh2000 tedeschi, ma finora il nostro Stato Maggiore li ha considerati “incedibili”: ne abbiamo in tutto 68, di cui 14 in riserva, un numero giudicato insufficiente per i piani di adeguamento della Difesa alla nuova situazione creata dall’invasione dell’Ucraina. Ci sono invece ampie scorte dei più vecchi M109, acquistati in 221 esemplari durante la Guerra Fredda e tutti tolti dal servizio. Una parte è stata ceduta al Pakistan e a Gibuti; gli altri sono parcheggiati nel deposito vercellese di Lenta e si sta cercando di capire quanto sia complicato renderli operativi. Il nostro Paese ha già consegnato gli obici FH70 in calibro 155 millimetri, che hanno bisogno di venire rimorchiati, ma il numero è coperto dal segreto. Non è noto se la richiesta di donare fuoristrada blindati Lince sia stata accolta: gli ucraini ne hanno catturate diverse ai russi, che le hanno prodotte su licenza italiana, e ne sono entusiasti per la capacità di resistere alle mine.

Le mosse di Berlino

L’interrogativo adesso riguarda le prossime mosse della Germania. Il governo Scholz ha promesso altri mezzi, mai partiti per il fronte, come i semoventi anti-aerei Gepard, con radar e mitragliere binate da 35 millimetri. E alcune aziende tedesche hanno chiesto l’autorizzazione a vendere a Kiev carri armati Leopard e blindati da combattimento Marder acquistati di seconda mano. Se venissero tutti consegnati, gli ucraini potrebbero equipaggiare un paio di brigate corazzate in vista dei futuri contrattacchi. Attualmente però si sono visti solo i primi panzer Pzh2000, che - con un singolare ricorso storico - hanno cominciato a fare fuoco contro i russi negli stessi luoghi dove la Wehrmacht hitleriana ha affrontato l’Armata Rossa dal 1941 al 1944: l’anniversario dell’operazione Barbarossa cade proprio il 22 giugno.