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Omicidio del giudice paraguayano Pecci, condannati a 23 anni e 6 mesi i colpevoli

Cinque uomini e una donna sono stati individuati come colpevoli, ma solo quattro sono stati arrestati dopo lunghe indagini. A incastrarli per aver ucciso Pecci il 10 maggio, mentre era in luna di miele in Colombia, ci sono oltre 200 elementi di prova 
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Cinque uomini e una donna. Sono i killer del giudice paraguayano Marcelo Pecci, assassinato il 10 maggio scorso sulla spiaggia dell'isola di Barú, 45 minuti di volo da Catagena de Indias, in Colombia, mentre si trovava in viaggio di nozze con la moglie, la cronista investigativa Claudia Aguilera. Formavano il commando che ha pedinato, compiuto il sopralluogo, eseguito una delle azioni più spettacolari degli ultimi anni in America Latina. Si chiamano Wender Still Scott Carillo, venezuelano, Marisol Londoño Bedoya, suo figlio Cristian Camilo Monsalve Londoño, entrambi di Medellin, e Eliverson Adrián Arrieta Zabaleta, colombiano. Infine, Francisco Luis Correa Galeano, anche lui colombiano, ex militare, per due volte già in carcere, condannato per abusi sessuali, legato a un clan chiamato Los Paisas.

Quattro sono stati individuati e arrestati dopo lunghe e sofisticate indagini coordinate dalla Procura di Bogotà, con il contributo del F…

Cinque uomini e una donna. Sono i killer del giudice paraguayano Marcelo Pecci, assassinato il 10 maggio scorso sulla spiaggia dell'isola di Barú, 45 minuti di volo da Catagena de Indias, in Colombia, mentre si trovava in viaggio di nozze con la moglie, la cronista investigativa Claudia Aguilera. Formavano il commando che ha pedinato, compiuto il sopralluogo, eseguito una delle azioni più spettacolari degli ultimi anni in America Latina. Si chiamano Wender Still Scott Carillo, venezuelano, Marisol Londoño Bedoya, suo figlio Cristian Camilo Monsalve Londoño, entrambi di Medellin, e Eliverson Adrián Arrieta Zabaleta, colombiano. Infine, Francisco Luis Correa Galeano, anche lui colombiano, ex militare, per due volte già in carcere, condannato per abusi sessuali, legato a un clan chiamato Los Paisas.

Quattro sono stati individuati e arrestati dopo lunghe e sofisticate indagini coordinate dalla Procura di Bogotà, con il contributo del Fbi, della Dea e della polizia di Asunción. È sfuggito alla cattura il sesto elemento del commando: Gabriel Carlos Luis Salinas Mendoza, venezuelano, ancora latitante. I primi quattro sono stati condannati a 23 anni e sei mesi di carcere dopo un processo che si è svolto neanche 40 giorni dopo l'assassinio. A incastrarli, secondo il direttore generale della Polizia colombiana, il generale Jorge Vargas, ci sono oltre 200 elementi di prova, 2.500 ore di filmati, 67 intercettazioni. Un lavoro certosino, fatto di verifiche e confronti che non ha lasciato molto spazio alla difesa.

La Tripla Frontera

Tutti, più o meno, hanno ammesso le loro responsabilità nell'agguato. Tranne Correa Galeano che ha respinto le accuse di porto illegale di armi e omicidio aggravato.È considerato l'uomo incaricato di "strutturare" l'operazione, contattando e ingaggiando i killer. A sparare è stato Wendre Still Scott Carillo, immortalato in un frame delle telecamere di sorveglianza dell'hotel dove era ospite la coppia, vestito di nero con un panama bianco in testa. È stato accompagnato sulla spiaggia dove stavano a godersi il sole sui lettini il magistrato e sua moglie da Mendoza, che è riuscito a darsi alla fuga, a bordo di una moto d'acqua.

Hanno atteso il segnale di Marisol Londoño che è entrata in mare e con naturalezza ha alzato le braccia per indicare il punto esatto in cui si trovava la coppia. Anche in questo caso è stata immortalata dalle immagini delle telecamere di sorveglianza che puntavano sulla spiaggia privata dell'hotel. Secondo la procura sarebbe stata lei, assieme al figlio, a fare i sopralluoghi e a seguire Pecci e sua moglie sin dal loro arrivo sull'isola. Per non destare sospetti hanno alloggiato nello stesso albergo e si sono finti dei turisti. Zabaleta è l'altro elemento del commando che ha accompagnato i due killer sulla spiaggia. Ha recuperato l'arma e l'ha gettata in mare per far sparire una prova importante. Ma ha avuto sfortuna: un ospite dell'albergo che era in acqua ha visto la scena ed è riuscito a recuperare la pistola che ha consegnato poi alla polizia.

Se gli arresti e la pesante condanna restituiscono giustizia a un omicidio efferato dal chiaro sapore di una sfida internazionale, restano ancora ignoti i mandanti. Un aspetto non secondario. Lo ha ribadito, sebbene esprimendo soddisfazione per il lavoro degli inquirenti, la madre del magistrato. Trovare chi ha ordinato l'assassinio spiegherebbe molte cose che restano sul fondo di questo giallo.

Si è saputo che per l'attentato il gruppo ha ricevuto 500 mila dollari, che i killer sono stati ingaggiati a Medellin, che l'intera operazione è stata messa a punto in una piazza del mercato a Invigado, paese vicino alla seconda città per importanza della Colombia. Che i killer sono stati aiutati dalle informazioni raccolte sui social. Il gruppo si è perso più volte e ha faticato prima di riuscire a individuare il luogo dove Marcelo Pecci e Claudia Aguilera si erano rifugiati per trascorrere felici la loro luna di miele. Le foto pubblicate dalla giornalista su Instagram, compresa quella nella quale annunciava che era incinta, sono state purtroppo fatali. Sono state una conferma che ha portato i sicari dritti verso il loro obiettivo.

Tanta approssimazione iniziale dimostra l'urgenza di un agguato che andava portato a termine nel momento più intimo della coppia e quando Pecci aveva allentato le sue misure di sicurezza. Minacciato più volte per alcune importanti operazioni antidroga, il Falcone del Paraguay, come i media lo hanno subito battezzato, era riuscito a colpire il settore del narcotraffico che fa più male ai Cartelli: il riciclaggio. Sono emersi i collegamenti, le complicità, le connivenze con le famiglie che contano e i politici che gestiscono da sempre il potere in Paraguay. Pecci era diventato pericoloso. Andava eliminato. In modo clamoroso, sotto gli occhi di tutti, anche su un'isola sperduta della Colombia.

I sospetti cadono su Primeiro Comando da Capital (Pcc), il potente gruppo criminale brasiliano che opera soprattutto a San Paolo. Spesso i suoi capi trovano rifugio subito dopo il confine con il piccolo paese sudamericano e da lì guidano le operazioni e il commercio di droga e armi. L'attività del magistrato deve aver messo in difficoltà il Cartello. Se poi si considera che lo stesso Pecci aveva fatto estradare negli Usa due esponenti di spicco di Hezbollah, è facile pensare che la sua morte sia stata decisa dai due gruppi che hanno forti interessi nella Triple Frontera. L'aspetto operativo è stato appaltato ai venezuelani e ai colombiani. Un modo di ribadire la forza internazionale della mafia della droga