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Colpita in Russia dai droni ucraini la raffineria dei Medvedchuk

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In fiamme le cisterne dell'impianto affiliato a Oksana Marchenko, moglie dell'oligarca
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SLOVJANSK - Intorno alle 10 di mattina, la nuova sfida. Dopo aver tirato giù una piattaforma nel Mar Nero e colpito nelle scorse settimane e negli scorsi mesi a Belgorod, Russia europea occidentale, ieri le forze ucraine hanno spinto due droni nei cieli della regione di Rostov, precisamente a Novoshakhtinsky, subito di là dell'Ucraina del Donetsk.

Hanno spinto e centrato: le cisterne di raccolta del greggio della raffineria di petrolio della Peton Invest Technology, affiliata a Oksana Marchenko, moglie del politico e oligarca ucraino Viktor Medvedchuk. La raffineria e la Marchenko, presentarice tv, sono sotto le sanzioni di Kiev per le consegne di carburante alle regioni del Donetsk e del Lugansk. Medvedchuk è tuttora in prigione, probabilmente a Kiev, accusato di alto tradimento. L'oligarca che sussurrava a Putin è considerato uno dei cento alti traditori della Repubblica ucraina. 


Il video girato dagli operai dello stabilimento, in ver…

SLOVJANSK - Intorno alle 10 di mattina, la nuova sfida. Dopo aver tirato giù una piattaforma nel Mar Nero e colpito nelle scorse settimane e negli scorsi mesi a Belgorod, Russia europea occidentale, ieri le forze ucraine hanno spinto due droni nei cieli della regione di Rostov, precisamente a Novoshakhtinsky, subito di là dell'Ucraina del Donetsk.

Hanno spinto e centrato: le cisterne di raccolta del greggio della raffineria di petrolio della Peton Invest Technology, affiliata a Oksana Marchenko, moglie del politico e oligarca ucraino Viktor Medvedchuk. La raffineria e la Marchenko, presentarice tv, sono sotto le sanzioni di Kiev per le consegne di carburante alle regioni del Donetsk e del Lugansk. Medvedchuk è tuttora in prigione, probabilmente a Kiev, accusato di alto tradimento. L'oligarca che sussurrava a Putin è considerato uno dei cento alti traditori della Repubblica ucraina. 


Il video girato dagli operai dello stabilimento, in verità, mostra un solo drone colpire l'impianto petrolifero e scatenare l'incendio. Le autorità del Rostov hanno detto che l'aereo senza pilota "è caduto", ma sembra, piuttosto, una caduta intenzionale e precisa, certificata da una vampata di fumo nero che si è alzata sul distretto per ore. 

La resistenza di Severodonetsk

La vicinanza del territorio russo con il Donbass ucraino può offrire un'altra chiave di lettura a questi viaggi all'estero delle armi ucraine. Nel confinante Lugansk l'esercito di casa, infatti, soffre e lo schiacciamento delle truppe russe sull'area delimitata dal rombo Druzkivka-Slovjansk-Severodonetsk-Bakhmut inizia a somigliare a uno strangolamento. A Severodonetsk partigiani e civili resistono solo nell'area della fabbrica Azot e neppure in tutta: il responsabile militare della città ammette che i russi sono entrati nell'impianto e che il confinante quartiere di Metolkine ormai è perduto. Si contano almeno mille morti. Le truppe dell'aggressore, che in Donbass stanno utilizzando molti riservisti, non se la sono sentita di provare a passare il fiume Seversky Donec, dove sono completamente fuori uso i tre ponti: rischiavano forti perdite. 


Dall'altra parte del guado è ormai rasa al suolo Lysychansk, città assediata con artiglieria, carri armati, aerei e che il governatore della Regione, Sergei Gaidai, definisce "distrutta in modo catastrofico". I missili, ieri, hanno centrato il palazzo della polizia, l'ufficio del procuratore e quello del Consiglio di sicurezza del Paese. Ci sono altri tre civili feriti e diversi poliziotti.

I russi avanzano nel Donbass

Ancora, i russi hanno preso il villaggio di confine di Vovchoyarivka, dove Repubblica era arrivata sabato scorso accompagnando una missione di evacuazione profughi. I soldati del Gruppo Wagner e i ceceni continuano ad assaltare Slovjansk, ma gli ucraini riescono a tenerli di là dal fiume. Bakhmut, altra città cruciale, è minacciata da tre direzioni. Il 90 per cento del Lugansk è in mano agli invasori e così il 55 per cento del Donetsk. Percentuali di fonte ucraina. Dice Gaidai: "Ci vogliono circondare". 


Cinque donne sono state uccise a colpi di mortaio in un villaggio nel distretto di Izyum, regione di Kharkiv.