Il mistero dell'oro russo arrivato in Svizzera nonostante le sanzioni
di Franco Zantonelli , di Franco ZantonelliLa Svizzera, che si è progressivamente adattata alle sanzioni internazionali contro la Russia, dopo l'invasione dell'Ucraina, non importa più una gran parte dei prodotti russi. Tra questi figura l'oro. Cionostante, dopo una pausa che durava da gennaio, in maggio 3 tonnellate di oro in lingotti di verosimile provenienza russa, per un controvalore di 200 milioni di franchi, circa l'equivalente in euro, sono approdati in Svizzera. Lo conferma l'Ufficio Federale elvetico delle Dogane.
"Si tratta di valori equivalenti a quelli di prima della guerra", il commento di Bloomberg. Il quale, insieme ad altri media economici mondiali, mette insieme due dati incontestabili: da un lato la Russia è il sec…
La Svizzera, che si è progressivamente adattata alle sanzioni internazionali contro la Russia, dopo l'invasione dell'Ucraina, non importa più una gran parte dei prodotti russi. Tra questi figura l'oro. Cionostante, dopo una pausa che durava da gennaio, in maggio 3 tonnellate di oro in lingotti di verosimile provenienza russa, per un controvalore di 200 milioni di franchi, circa l'equivalente in euro, sono approdati in Svizzera. Lo conferma l'Ufficio Federale elvetico delle Dogane.
"Si tratta di valori equivalenti a quelli di prima della guerra", il commento di Bloomberg. Il quale, insieme ad altri media economici mondiali, mette insieme due dati incontestabili: da un lato la Russia è il secondo maggiore produttore di oro al mondo, dall'altro la Svizzera costituisce il principale snodo mondiale di commercio dell'oro, buona parte del quale viene dalla Russia. Oro che viene lavorato in 4 raffinerie della Confederazione, 3 delle quali si trovano nel Canton Ticino. E che, dallo scoppio della guerra, si sono astenute dal trattare oro russo, visto che il London Bullion Market, da cui dipendono, lo ha vietato.
Il quotidiano Blick di Zurigo ha chiesto da dove provengano quelle 3 tonnellate di lingotti alle autorità elvetiche. "Sono giunte in Svizzera transitando dal Regno Unito", la risposta del Segretariato dell'Economia. Il quale non ha, tuttavia, aggiunto a chi fosse destinato l'oro, invocando il rispetto della privacy. Mark Ummel, dell'Ong Swissaid, ritiene tuttavia che il Segretariato dell'Economia non se la possa cavare così a buon mercato.
"Essendo già raffinato- spiega -ci sono buone probabilità che l'oro provenga dai forzieri della Banca Centrale russa e, in quel caso, saremmo di fronte a una chiara violazione delle sanzioni". Sanzioni che, a questo punto, valgono anche in Svizzera, visto che esiste il timore che, con l'oro già raffinato, Mosca finanzi la guerra. Resta l'interrogativo di come i lingotti russi circolino per il pianeta, nonostante le sanzioni. La tesi di Swissaid è che da Mosca approdino a Dubai e che, dall'emirato, vengano venduti nel resto del mondo. Se vogliamo Dubai svolgerebbe il medesimo ruolo svolto dalla Banca Nazionale Svizzera durante la seconda guerra mondiale: riceveva l'oro dalla Germania nazista e lo cambiava in valuta, consentendo ai tedeschi di finanziare il conflitto.