La sentenza sull’aborto in Usa e le tre conseguenze per i diritti delle donne e per l'America
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliSEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA SENTENZA CHE ABOLISCE L'ABORTO NEGLI USA
NEW YORK - Come previsto, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la sentenza Roe vs. Wade con cui nel 1973 aveva legalizzato l’aborto. Una decisione storica che cancella un diritto costituzionale stabilito mezzo secolo fa, acuisce la profonda spaccatura culturale dell’America, e crea adesso almeno tre emergenze: primo, cosa succederà alle donne che vogliono interrompere la gravidanza, ma vivono in Stati che vieteranno la pratica; secondo, gli effetti sulla politica, a partire dalle elezioni midterm di novembre; terzo, il rischio di instabilità e anche reazioni violente, perché molti cittadini ormai non riconoscono più la legittimità del massimo tribunale americano, governato da una super maggioranza conservatrice che non rispecchia gli equilibri reali del Paese.
Come hanno votato i nove giudici
Come anticipato dal sito Politico a maggio, la Co…
SEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA SENTENZA CHE ABOLISCE L'ABORTO NEGLI USA
NEW YORK - Come previsto, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la sentenza Roe vs. Wade con cui nel 1973 aveva legalizzato l’aborto. Una decisione storica che cancella un diritto costituzionale stabilito mezzo secolo fa, acuisce la profonda spaccatura culturale dell’America, e crea adesso almeno tre emergenze: primo, cosa succederà alle donne che vogliono interrompere la gravidanza, ma vivono in Stati che vieteranno la pratica; secondo, gli effetti sulla politica, a partire dalle elezioni midterm di novembre; terzo, il rischio di instabilità e anche reazioni violente, perché molti cittadini ormai non riconoscono più la legittimità del massimo tribunale americano, governato da una super maggioranza conservatrice che non rispecchia gli equilibri reali del Paese.
Come hanno votato i nove giudici
Come anticipato dal sito Politico a maggio, la Corte Suprema ha cancellato la sentenza Roe vs. Wade, che nel 1973 aveva stabilito l’esistenza di un diritto costituzionale all’aborto, annullando le leggi che lo vietavano in vari Stati. Secondo il dispositivo scritto dal giudice conservatore Alito, i suoi predecessori avevano sbagliato dal principio, perché la questione non doveva essere risolta dai giudici ma dai cittadini, attraverso i loro rappresentanti democraticamente eletti al Congresso e alla Casa Bianca. La legge fondamentale degli Usa, secondo Alito, non protegge il diritto ad interrompere la gravidanza, anche considerando l’argomento del diritto alla privacy su una questione così personale. La sentenza ha ricevuto il voto favorevole dei sei membri conservatori del massimo tribunale, il presidente Roberts, Alito, Thomas, Kavanaugh, Gorsuch e Barrett, e quello contrario dei tre liberal, Breyer, Kagan e Sotomayor.
Cosa cambia nei singoli Stati
La sentenza della Corte non rende automaticamente illegale l’aborto in tutto il Paese, ma restituisce la scelta ai singoli Stati. Alcuni, come New York e California, hanno già approvato leggi che consentono la pratica, e quindi in questi Stati resterà possibile. Altri la vietano o la vieteranno, obbligando le donne che vogliono interrompere la gravidanza ad andare nelle regioni dove ciò è legale. La spaccatura culturale riflette quella politica, perché gli Stati favorevoli all’aborto sono quelli liberal governati dai democratici, mentre quelli contrari sono guidati dai repubblicani.
Il presidente Biden ha già detto di essere contrario all’abolizione di Roe vs. Wade e ora prepara le risposte. La decisione avrà un effetto immediato sulla politica, e la Speaker della Camera Nancy Pelosi l’ha già condannata, sottolineando che ormai la Corte Suprema non è più al passo col Paese, come aveva già dimostrato giovedì ampliando il diritto di portare le armi proprio mentre il Senato approvava una legge per limitarlo. La speranza dei democratici è che ciò mobiliti i loro elettori, e anche quelli moderati, affinché vadano alle urne a novembre per sconfiggere i repubblicani.