Sentenza sull'aborto negli Stati Uniti, Erica Jong: "I democratici trovino una maggioranza per cambiare la legge”
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli , dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliSEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SULLA SENTENZA CHE ABOLISCE L'ABORTO NEGLI USA
NEW YORK - Erica Jong avverte: "Il rischio di reazioni violente esiste, è inutile negarlo, perché la sentenza della Corte Suprema toglie un diritto che esisteva da mezzo secolo, e per molte donne può fare la differenza tra la vita e la morte". Poi però l'autrice di Paura di volare, una delle scrittrici americane considerate icone del movimento femminista, aggiunge: "Questa può diventare anche l'occasione per affrontare il tema in maniera definitiva, costringendo il Congresso a fare una legge sull'aborto. Non sarà facile o veloce, ma è la strada che adesso dobbiamo seguire".
Perché si è arrivati all'abolizione della sentenza Roe vs. Wade?
"È l'effetto di uno scontro culturale senza quartiere, in corso ormai da decenni. Era inevitabile arrivarci, dopo che Trump aveva forzato la creazione d…
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NEW YORK - Erica Jong avverte: "Il rischio di reazioni violente esiste, è inutile negarlo, perché la sentenza della Corte Suprema toglie un diritto che esisteva da mezzo secolo, e per molte donne può fare la differenza tra la vita e la morte". Poi però l'autrice di Paura di volare, una delle scrittrici americane considerate icone del movimento femminista, aggiunge: "Questa può diventare anche l'occasione per affrontare il tema in maniera definitiva, costringendo il Congresso a fare una legge sull'aborto. Non sarà facile o veloce, ma è la strada che adesso dobbiamo seguire".
Perché si è arrivati all'abolizione della sentenza Roe vs. Wade?
"È l'effetto di uno scontro culturale senza quartiere, in corso ormai da decenni. Era inevitabile arrivarci, dopo che Trump aveva forzato la creazione della super maggioranza conservatrice alla Corte".
Cosa ha provato quando ha visto la notizia?
"È una decisione deplorevole, ma anche un'opportunità".
Perché deplorevole?
"Le donne hanno il diritto di avere opzioni, quando si tratta di decidere cosa fare con il loro corpo. Oggi abbiamo i contraccettivi, e quindi non è difficile evitare le gravidanze non volute. Certamente bisogna insistere molto sull'istruzione delle persone. Però ci sono ancora molte donne che per vari motivi non sono in condizioni di avere un figlio, e devono avere la possibilità di stabilire cosa fare. Per la loro salute e il loro benessere, ma anche per il destino dei bambini che sarebbero costrette a mettere al mondo".
Teme reazioni violente alla sentenza?
"Sì, è inutile negarlo. Per molte persone fa la differenza tra la vita e la morte".
Anche perché molti americani ormai vedono la Corte Suprema come un organo illegittimo?
"Non c'è dubbio che non rispecchia gli equilibri esistenti nel Paese, e segue logiche non democratiche. Tutti sanno che la super maggioranza conservatrice è stata creata con un trucco".
Ruth Ginsburg sbagliò a non dimettersi quando Obama era presidente?
"La sua è stata un'altra scelta deplorevole".
Cosa chiede al presidente Biden?
"Gli Stati Uniti sono una democrazia, non una dittatura. La Costituzione pone limiti al potere del capo della Casa Bianca, e chi non lo riconosce mente o imbroglia".
Quindi cosa si può fare?
"Nell'immediato, bisogna aiutare le donne che vogliono abortire a farlo, dove sarà ancora legale. Il vero obiettivo, però, è affrontare e risolvere la questione in maniera definitiva".
Come?
"Costringendo il Congresso ad approvare una legge che regoli l'aborto a livello nazionale".
Le pare che esista la maggioranza per farlo?
"No, ma il nostro sistema funziona così. I padri fondatori hanno scritto la Costituzione proprio allo scopo di creare processi lenti e riflessivi. Richiederà tempo costruire la maggioranza per legalizzare l'aborto, però è l'unica soluzione reale".