Guerra in Ucraina, un bilancio dopo 4 mesi: i civili uccisi sono almeno 26.000
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoDRUZKIVKA - C'è un numero minimo, certificato da diverse fonti ufficiali presenti sul territorio ucraino, per stimare le vittime civili della guerra in Ucraina. E' 26.000. Nel conflitto con la Russia, all'interno dei confini compresi tra Leopoli e Lugansk, Kiev e Odessa, i morti civili - residenti e cittadini ucraini soprattutto, lavoratori e studenti temporaneamente qui, giornalisti e attivisti di missioni umanitarie - sono almeno 26.000. Ed è una cifra impressionante, visto che siamo al quarto mese di guerra. Dal 24 febbraio sono trascorsi solo 121 giorni.
Le cifre ufficiali
"Repubblica" ha messo insieme i numeri ufficiali fin qui noti per comprendere come si arriva a questo dato, che, appunto, è la cifra minima delle vittime civili. L'Onu, attraverso l'Ufficio dei diritti umani (Ohchr), nell'ultimo rapporto, datato 22 gugno, ha scritto: 4.634 civili uccisi e 5.700 feriti. L'Onhcr ha aggiunto, nello stesso rapporto: "…
DRUZKIVKA - C'è un numero minimo, certificato da diverse fonti ufficiali presenti sul territorio ucraino, per stimare le vittime civili della guerra in Ucraina. E' 26.000. Nel conflitto con la Russia, all'interno dei confini compresi tra Leopoli e Lugansk, Kiev e Odessa, i morti civili - residenti e cittadini ucraini soprattutto, lavoratori e studenti temporaneamente qui, giornalisti e attivisti di missioni umanitarie - sono almeno 26.000. Ed è una cifra impressionante, visto che siamo al quarto mese di guerra. Dal 24 febbraio sono trascorsi solo 121 giorni.
Le cifre ufficiali
"Repubblica" ha messo insieme i numeri ufficiali fin qui noti per comprendere come si arriva a questo dato, che, appunto, è la cifra minima delle vittime civili. L'Onu, attraverso l'Ufficio dei diritti umani (Ohchr), nell'ultimo rapporto, datato 22 gugno, ha scritto: 4.634 civili uccisi e 5.700 feriti. L'Onhcr ha aggiunto, nello stesso rapporto: "Alcune cifre sono considerevolmente più alte" e ha citato le regioni e le città da cui mancano notizie certe o qualsiasi tipo di notizia.
In una conferenza dello scorso 13 giugno, ancora, il capo della polizia nazionale ucraina, Ihor Klymenko, ha detto che dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina sono in corso indagini sulla morte di 12.000 persone: 1.200 corpi non sono stati ancora identificati. Come si vede, rispetto alle statistiche ufficiali dell'Onu siamo già a un numero tre volte più grande. Ma le autorità del ministero dell'Interno ucraino hanno aperto inchiese là dove c'è stata una denuncia ufficiale di scomparsa e in molte aree del Paese questo atto semplicemente non può essere fatto. Non ci sono le condizioni.
La differenza tra questi due numeri (4.634 e 12.000) e la cifra di 26.000 vittime che abbiamo conteggiato la fa la città di Mariupol. E' da due mesi che l'amministrazione locale ucraina, oggi riparata a Zaporizhzhia dopo la conquista della città portuale da parte dei russi, parla di un eccidio di proporzioni raggelanti. Bene, ancora negli scorsi giorni il sindaco in esilio, Vadym Boichenko, attraverso il suo consigliere ha sostenuto che le vittime non militari sono 22.000. L'ultima volta, il 13 giugno. Il numero è stato ribadito, quindi, dall'amministrazione regionale del Donetsk.
L'incognita di Mariupol
Se i cittadini deceduti nei bombardamenti di Mariupol saranno confermati, il racconto della guerra dell'Ucraina prenderà un'altra piega. E sono molte le città-sarcofago, nell'Est, che devono ancora essere scoperchiate.
Andiamo avanti con le cifre ufficiali. Nella regione di Kiev, custode nella capitale del martirio di Bucha, dei crimini di Irpin e delle violenze di Gostomel, si stimano 1.500 morti, molti non ancora identificati. Qui è ancora il capo della polizia nazionale la fonte dei numeri.
Un approfondito lavoro di Amnesty international, costruito su 160 interviste realizzate sul posto tra aprile e maggio scorsi, ha certificato la morte di 606 civili e il ferimento di 1.248 nella regione di Kharkiv, alla data del 28 aprile. Ci sono stati quarantuno raid dell'esercito e dell'aviazione russi, fino ad allora. Nei successivi cinquantasette giorni sulla città di Kharkhiv, mai presa dai russi, e sulla regione si sono registrati ancora bombardamenti e morti - 15 solo tre giorni fa -, ma fermiamoci alle cifre di fine aprile, certificate dall'autorità militare locale: 606 vittime non militari.
Le regioni centrali
Nella regione settentrionale di Chernihiv 478 civili sono stati uccisi e 692 feriti. Questi dati sono stati forniti dalla Procura regionale, il 16 giugno.
Nell'oblast di Mykolaiv, a Sud, i morti civili sono stati 200. Lo ha detto a Repubblica, il 10 giugno, il governatore Vitaly Kim.
Queste sono le regioni che hanno reso pubblici numeri ufficiali, e sono anche le più colpite. Ci sono, poi, tre città significative da cui arrivano cifre istituzionali. Roman Vlasenko, Il responsabile militare di Severodonetsk, ha detto a Repubblica che nella città dell'Est Lugansk sono 300 i morti accertati, ma presumibilmente più di 1.000 i reali. L'avamposto è appena caduto e difficilmente le autorità russe forniranno numeri sui deceduti sotto il loro fuoco. Nella città di Sumy, Nord-Est, a metà aprile i raid dell'Armata avevano provocato almeno 100 morti, spiegò il responsabile militare della Regione. Successivamente, la situazione si è placata. Infine, a Odessa, oggi, i civili deceduti sono 11.
Ci sono tre città ripetutamente colpite da cui non escono notizie accertate: Izjum, nel Kharkhiv, Popasna nel Lugansk e Volnovakha, nel Donetsk.
E sono proprio le due regioni dove la guerra è presente dal 2014, il Lugansk e il Donetsk, ad avere in corpo il numero di morti fin qui più sottovalutato. Per ora, Repubblica può fornire solo la stima dei civili deceduti nelle città di Mariupol (Donetsk) e Severodonetsk (Lugansk).
Infine, secondo le statistiche ufficiali Onu, negli "altri territori occupati dai russi" ci sono stati 152 civili morti e 639 feriti.
La somma delle morti che hanno una patente ufficiale è pari a 26.047. Mancano numeri dal Lugansk (eccetto Severodonetsk), dal Donetsk (eccetto Mariuopol) e dalla regione di Kherson (dove si è aperta una questione di sequestrati e uccisi dalla dimensione ancora da comprendere). I morti della guerra in Ucraina, quindi, sono sicuramente di più, ma adesso abbiamo un numero da cui partire - 26.047 - per comprendere l'entità del conflitto. Un paragone può far capire la violenza, e il volume di questa violenza, in Ucraina. Nella guerra in Bosnia Erzegovina i civili uccisi furono 38.697 e quel conflitto durò tre anni e otto mesi. Ecco, l'Ucraina già oggi ha numeri paragonabili, ma fin qui è durata soltanto quattro mesi.