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La California guida il fronte dei santuari per l'aborto: "Accoglieremo le rifugiate"

La California guida il fronte dei santuari per l'aborto: "Accoglieremo le rifugiate"
(afp)

Qui le ragazze sotto i diciotto non hanno neanche bisogno del consenso dei genitori per abortire. E le compagnie assicurative sono obbligate a coprire le spese mediche delle pazienti.

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New York - Il governatore della California non ha perso tempo. Subito dopo la revoca del diritto all’aborto sancito dalla Corte Suprema, venerdì il democratico Gavin Newsom ha firmato la legge ‘AB 1666’ con cui si rinforzano le tutele in sede di processo civile per donne, medici e chiunque aiuti a portare a termine un’interruzione di gravidanza. “Questo è il mondo in cui viviamo - ha commentato - questo è ciò che sta succedendo in questo Paese”.

La California si prepara

“In California - ha aggiunto - l’aborto è legale e lo rimarrà. Non collaboreremo con nessuno Stato che cercherà di perseguire donne e medici”. Il ‘Santuario’ della costa ovest si prepara ad accogliere migliaia di nuove “rifugiate”, carovane di donne in arrivo dagli altri Stati, pronte a lunghi viaggi per sottoporsi all’interruzione di gravidanza. Anche Illinois e Kansas attendono un boom di nuovi arrivi. E lo stesso il Colorado, uno dei pochi a non avere limitazioni. Decine di cliniche si stanno attrezzando in previsione di un aumento delle pazienti anche di cinque volte rispetto alla media dell’anno.

Gli "stati santuario"

La California guida il fronte degli Stati Santuario. Qui le ragazze sotto i diciotto non hanno neanche bisogno del consenso dei genitori per abortire. E le compagnie assicurative sono obbligate a coprire le spese mediche delle pazienti. Questo non significa che sono sempre gratuite, ma non potranno costare alla paziente più di 900 dollari. Dal 2023, però, l’aborto sarà completamente gratuito per tutte. Fin dall’uscita della bozza del dispositivo della Corte Suprema, i Democratici hanno lanciato una serie di sondaggi in tutto il Paese per capire quale fosse il sentimento degli americani. Hanno ricevuto segnali chiari: alcuni istituti hanno segnalato fino all’80 per cento il consenso per l’aborto. Il dato è visto in chiave elettorale: a novembre ci saranno le elezioni di Midterm per il rinnovo del Congresso. Le previsioni, fino a prima della decisione della Corte Suprema, davano i Repubblicani in netto vantaggio sia alla Camera sia al Senato, ma con il tema aborto tutto può cambiare.

La sfida democratica

Secondo il Center for Reproductive Rights, no profit per i diritti femminili, tra cui l'aborto, più del 58 per cento delle donne in età fertile - equivalente a quaranta milioni di persone - vive in Stati contrari all’interruzione di gravidanza. Per questo Newsom vuole fare della California lo “Stato spot” per rilanciare  i Democratici. Per approvare una legge che ristabilisca il diritto all’aborto a livello federale serve l’ok della Camera, dove i dem sono maggioranza, e del Senato, dove la situazione è di parità. Qui servono sessanta voti, i liberal ne hanno cinquanta. Raggiungere la quota chiave è quasi impossibile, ma da venerdì forse lo è un po’ meno.