Donbass, il Lugansk è perso ma l'Ucraina prepara la controffensiva
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoLe truppe scelte hanno abbandonato Severodonetsk nei giorni scorsi: in piccoli gruppi hanno attraversato il fiume con i gommoni, lasciando alle spalle cannoni e mezzi. Le squadre della milizia territoriale asserragliate nella fabbrica Azot cercheranno di seguirle nelle prossime ore, anche se è più probabile che siano costrette ad arrendersi. La loro sorte condiziona le decisioni del quartiere generale di Kiev che rischia di vedere ripetersi la stessa scena in tutta la regione di Lugansk che resta nelle sue mani.
La lenta manovra a tenaglia russa sta frantumando la linea di difesa, spezzandola in tante sacche bombardate senza sosta dall’artiglieria. Entro domenica pure Lysychansk, che solo il fiume divide da Severodonetsk, potrebbe…
Le truppe scelte hanno abbandonato Severodonetsk nei giorni scorsi: in piccoli gruppi hanno attraversato il fiume con i gommoni, lasciando alle spalle cannoni e mezzi. Le squadre della milizia territoriale asserragliate nella fabbrica Azot cercheranno di seguirle nelle prossime ore, anche se è più probabile che siano costrette ad arrendersi. La loro sorte condiziona le decisioni del quartiere generale di Kiev che rischia di vedere ripetersi la stessa scena in tutta la regione di Lugansk che resta nelle sue mani.
La lenta manovra a tenaglia russa sta frantumando la linea di difesa, spezzandola in tante sacche bombardate senza sosta dall’artiglieria. Entro domenica pure Lysychansk, che solo il fiume divide da Severodonetsk, potrebbe venire circondata. Dal punto di vista militare, la soluzione migliore sarebbe una ritirata tattica collettiva che metta in salvo quanti più soldati e cannoni. Ma politicamente si tratterebbe di un colpo durissimo, perché consegnerebbe a Mosca l’intero territorio di Lugansk, permettendo a Putin di proclamare la prima vittoria dall’inizio dell’invasione.
Un successo utile solo per la propaganda, perché ormai è chiaro che le sorti della guerra si decideranno nella prossima battaglia. Entro un mese l’Ucraina potrà mandare all’attacco le nuove brigate formate con tank, blindati e lanciarazzi occidentali: forze fresche che stanno completando l’addestramento e avranno armamenti superiori a quelli russi. L’assalto scatterà a sud, tra Kherson e Zaporizhzhia, e verso il Donbass, partendo da Kharkiv. E tutti si chiedono dove troverà il Cremlino le riserve per respingere questa doppia offensiva.