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Ucraina, primi attacchi con le nuove armi occidentali

Un Himars, High Mobility Artillery Rocket System (ansa)
I razzi Himars impiegati da Kiev contro i depositi che riforniscono l’offensiva nel Donbass e contro la base nell’Isola dei Serpenti. Per trasmettere un messaggio a Mosca: questi ordigni vi fermeranno
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Le nuove armi a lungo raggio consegnate a Kiev possono cambiare la situazione sul campo di battaglia? I generali ucraini e i loro consiglieri occidentali ovviamente vogliono sfruttarle al meglio, nonostante il numero ridotto di sistemi disponibili, cercando di ottenere subito un effetto strategico. E pubblicizzano al massimo le operazioni, con un duplice scopo. Anzitutto, risollevare il morale delle truppe che combattono nel Donbass da oltre cento giorni e adesso vivono un momento di crisi. Ma vogliono anche trasmettere un messaggio ai russi: se con pochissimi razzi Himars e missili Harpoon possiamo infliggervi danni così gravi, cosa vi accadrà quando ne avremo decine?

Cosa sono gli Himars

Gli Himars sono lanciarazzi multipli di produzione americana installati a bordo di camion. Finora ne sono arrivati quattro, a cui si dovrebbero aggiungere presto otto Mlrs forniti da Germania e Gran Bretagna – e forse altri due dall’Italia – che sono piazzati …

Le nuove armi a lungo raggio consegnate a Kiev possono cambiare la situazione sul campo di battaglia? I generali ucraini e i loro consiglieri occidentali ovviamente vogliono sfruttarle al meglio, nonostante il numero ridotto di sistemi disponibili, cercando di ottenere subito un effetto strategico. E pubblicizzano al massimo le operazioni, con un duplice scopo. Anzitutto, risollevare il morale delle truppe che combattono nel Donbass da oltre cento giorni e adesso vivono un momento di crisi. Ma vogliono anche trasmettere un messaggio ai russi: se con pochissimi razzi Himars e missili Harpoon possiamo infliggervi danni così gravi, cosa vi accadrà quando ne avremo decine?

Cosa sono gli Himars

Gli Himars sono lanciarazzi multipli di produzione americana installati a bordo di camion. Finora ne sono arrivati quattro, a cui si dovrebbero aggiungere presto otto Mlrs forniti da Germania e Gran Bretagna – e forse altri due dall’Italia – che sono piazzati su mezzi cingolati ma usano gli stessi ordigni. Ogni Himars spara sei razzi che possono colpire a oltre 80 chilometri di distanza – più lontano di qualsiasi cannone o razzo russo - e dispongono di un sistema di guida molto preciso.

È stato annunciato che verranno date all’Ucraina munizioni di tre tipi. Alcune hanno una testata di esplosivo, per distruggere bunker e postazioni fortificate. Altre sono progettate per fare strage della fanteria allo scoperto o nelle trincee: scagliano 180 mila biglie di tugsteno. Infine il terzo modello semina 404 granate, cluster bomb che spargono morte su una vasta aerea. Al momento però non è stato segnalato l’impiego degli ultimi due proiettili.

Le prime missioni degli Himars – sembra che quattro lanciatori siano operativi da giovedì scorso - infatti sembrano dirette a conquistare un vantaggio strategico. Il raggio d’azione permette di colpire la rete logistica che rifornisce l’avanzata di Mosca nel Donbass, finora fuori della portata dell’artiglieria di Kiev e massicciamente protetta contro i raid di droni e aerei. Ieri sarebbe stato centrato un magazzino di proiettili russo, fondamentale per alimentare il volume di fuoco dell’offensiva nella regione di Lugansk: il deposito ha continuato a bruciare per ore e i frammenti del razzo Himars sono stati esibiti online dalle milizie secessioniste, che da settimane chiedono al Cremlino di aumentare le forze al fronte.

Obiettivo Mar Nero

Il secondo obiettivo sarebbe stata l’Isola del Serpente, lo scoglio di roccia che sbarra le rotte del Mar Nero occupato dai russi nel primo giorno dell’invasione. Gli ucraini da oltre un mese l’attaccano con qualsiasi arma. A fine maggio hanno mandato all’assalto i droni Bayraktar e i cacciabombardieri Sukhoi ma gli invasori hanno risposto schierando batterie contraeree. Allora i comandi di Kiev hanno cambiato tattica. Sabato scorso diversi razzi Himars si sono abbattuti con precisione contro le installazioni di Mosca, distruggendo almeno un semovente terra-aria. Prima ancora, però, ci sarebbe stata un’incursione condotta con i missili a lungo raggio Harpoon, consegnati due settimane fa dalla Danimarca dopo l’autorizzazione statunitense.

Non è chiaro quale sia la portata di questi sistemi, ma il modello meno potente può arrivare a 140 chilometri. Oltre alla maggiore gittata, gli Harpoon dispongono di una testata con 221 chili di esplosivo e di un apparato di guida che nella fase finale compie manovre per ostacolare le difese. Si tratta di un ordigno progettato per la guerra navale, con cui gli ucraini sperano di cancellare la presenza della flotta di Mosca davanti a Odessa.

Oltre a colpire l’isoletta, sono stati utilizzati per devastare due piattaforme petrolifere, usate dai russi come posti d’osservazione sulle rotte mercantili. Anche in questo caso, oltre al risultato immediato, i comandi di Kiev vogliono mostrare la capacità di deterrenza offerta dalle nuove armi: gli Harpoon sono in grado di sfidare qualsiasi nave militare russa. Al momento, pare che fregate e caccia russi si stiano tenendo alla larga dalla minaccia. Ma c’è la convinzione che il Cremlino abbia ordinato di fare qualsiasi cosa pur di individuare le batterie di Himars e Harpoon: solo distruggendole potrà evitare di trovarsi in svantaggio su tutta la linea dei combattimenti.