Processo Bataclan: la sentenza sugli attentati. Ergastolo per Abdeslam
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriCondannati 19 imputati, Salah Abdeslam in carcere a vita senza sconti di pena
Qui sopra l'aggiornamento sulla condanna, qui di seguito l'articolo che presentava la giornata della sentenza
PARIGI – La lunga traversata cominciata dieci mesi fa nel palazzo di Giustizia dell'Ile de la Cité finisce oggi. Questo pomeriggio la Corte d'Assise speciale del maxi-processo per gli attentati del 13 novembre 2015 al Bataclan e Stade de France renderà pubblica la sentenza. La corte guidata dal presidente Jean-Louis Periès si è ritirata nelle ultime ore per deliberare in una caserma della regione parigina tenuta top secret per motivi di sicurezza. In totale sono venti gli imputati nel processo: i 14 che hanno partecipato direttamente agli attacchi di sei anni più altri sei processati in contumacia (5 sono dati per morti). Le pene richieste vanno dai 5 anni all'ergastolo.
Condannati 19 imputati, Salah Abdeslam in carcere a vita senza sconti di pena
Qui sopra l'aggiornamento sulla condanna, qui di seguito l'articolo che presentava la giornata della sentenza
PARIGI – La lunga traversata cominciata dieci mesi fa nel palazzo di Giustizia dell'Ile de la Cité finisce oggi. Questo pomeriggio la Corte d'Assise speciale del maxi-processo per gli attentati del 13 novembre 2015 al Bataclan e Stade de France renderà pubblica la sentenza. La corte guidata dal presidente Jean-Louis Periès si è ritirata nelle ultime ore per deliberare in una caserma della regione parigina tenuta top secret per motivi di sicurezza. In totale sono venti gli imputati nel processo: i 14 che hanno partecipato direttamente agli attacchi di sei anni più altri sei processati in contumacia (5 sono dati per morti). Le pene richieste vanno dai 5 anni all'ergastolo.
Salah Abdeslam
La decisione più attesa è quella sul destino di Salah Abdeslam, l'unico sopravvissuto del commando jihadista che quella notte causò 130 morti e 350 feriti. "Ho sbagliato ma non sono un assassino" sono state le ultime parole di Abdeslam in chiusura del maxi-processo durato 148 giorni. "E' vero, ho commesso errori, ma non sono un assassino, non sono un killer, se mi condannate per omicidio, commettereste un'ingiustizia" ha proseguito l'ex primula rossa, per lunghi mesi uomo più ricercato d'Europa prima della cattura il 16 marzo 2016 a Molenbeek, quartiere di Bruxelles, si è mostrato ambivalente, oscillando tra l'arroganza dei primi giorni, quando si proclamò "combattente dello Stato islamico", a quando invece, sul finire, ha espresso "condoglianze e scuse alle vittime".
Il massimo della pena
La Procura nazionale antiterrorismo (Pnat) ha chiesto la pena più pesante del codice penale: l'ergastolo con un periodo di sicurezza incomprimibile, che rende molto ridotta ogni possibilità di scarcerazione. Il 32enne belga-marocchino ha adottato durante il processo "una strategia di costante minimizzazione dei fatti" sottolinea l'accusa. Salah Abdeslam, che all'udienza ha sostenuto di aver rinunciato al suo gilet esplosivo "per umanità", non è "né uno psicopatico né un sociopatico", ha insistito uno dei suoi avvocati, Olivia Ronen. È un "disertore esecutore", ma la sanzione richiesta è degna di un "tribunale militare" che giudica "nemici" e non "imputati", ha vilipeso il suo collega Martin Vettes.
Sei anni dopo una notte di terrore che ha traumatizzato la Francia e dopo un lungo processo segnato dalle agghiaccianti testimonianze di quasi 400 sopravvissuti o parenti alla sbarra - su quasi 2.600 parti civili - gli avvocati della difesa hanno messo in guardia la corte dalla tentazione di una "giustizia eccezionale" guidata dall'emozione. L'8 settembre, primo giorno del processo, il presidente aveva auspicato il "rispetto della norma". Le pene richieste contro i 20 imputati vanno dai cinque anni all'ergastolo, anche per i "complici" degli attentati, tutti membri della stessa cellula jihadista i cui commando erano "intercambiabili" secondo i pubblici ministeri. È stato chiesto l'ergastolo anche per Osama Atar, dirigente del gruppo Stato Islamico e regista degli attacchi, che si presume sia morto in Siria.