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Nato, il pugno di Putin: “Reagiremo a basi in Scandinavia”

(ansa)
Per il Cremlino la sicurezza è a forte rischio. Rjabkov: “L’Occidente ci destabilizza”
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KALININGRAD (Russia) - Il quotidiano Kommersant fa i calcoli: con l'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, i confini in comune tra Russia e Alleanza Atlantica saliranno da 1.215 a 2.600 chilometri, aumentando più del doppio. Eppure le autorità russe ostentano indifferenza, benché non si trattengono dal ventilare indefinite minacce.


L'adesione di Finlandia e Svezia è "un fattore puramente destabilizzante negli affari internazionali" che "non aggiunge sicurezza né a coloro che si allargano, né a coloro che aderiscono, né ad altri Paesi che percepiscono l'Alleanza c…

KALININGRAD (Russia) - Il quotidiano Kommersant fa i calcoli: con l'ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, i confini in comune tra Russia e Alleanza Atlantica saliranno da 1.215 a 2.600 chilometri, aumentando più del doppio. Eppure le autorità russe ostentano indifferenza, benché non si trattengono dal ventilare indefinite minacce.


L'adesione di Finlandia e Svezia è "un fattore puramente destabilizzante negli affari internazionali" che "non aggiunge sicurezza né a coloro che si allargano, né a coloro che aderiscono, né ad altri Paesi che percepiscono l'Alleanza come una minaccia", ha commentato il viceministro russo degli Esteri Sergej Rjabkov. I Paesi Nato, compresi i due nuovi candidati scandinavi, "stanno cedendo parte della loro sovranità di difesa agli Stati Uniti", ha aggiunto avanzando "grossi dubbi" su un futuro "tranquillo" per "i vicini dell'Europa settentrionale".


Quanto all'annuncio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden di un rafforzamento della presenza militare statunitense in diversi Paesi europei, tra cui l'Italia, per Rjabkov non porterà risultati, quantomeno "non i risultati che ci si aspetta da questi sforzi". "Coloro che propongono decisioni del genere - ha detto - hanno l'illusione che la Russia possa essere intimidita, in qualche modo contenuta: non ci riusciranno". "La sicurezza dei Paesi in cui saranno dispiegati i contingenti aggiuntivi non migliorerà, le prospettive di stabilizzazione si allontaneranno e i rischi aumenteranno". Non solo. "Quello che sta accadendo ora porterà senza dubbio in risposta all'azione da parte nostra", ha poi aggiunto, senza fornire dettagli se non: "Abbiamo capacità e risorse per questo e la nostra sicurezza sarà garantita al cento per cento".


Neppure il senatore Andrej Klimov, vicepresidente della Commissione per gli Affari internazionali del Consiglio della Federazione, si è detto sorpreso dell'esito del vertice di Madrid. Il nuovo "Concetto strategico" che definisce Mosca "la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli alleati", a sua detta, non fa che dimostrare il vero obiettivo della Nato sin dalla sua creazione: "il contenimento della nostra patria e, al suo meglio, la sua distruzione".


Annunciando il 24 febbraio scorso l'inizio della cosiddetta "operazione militare speciale" in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin aveva detto di voler anche scongiurare un'ulteriore espansione della Nato per poi rettificare lo scorso maggio, a proposito di Finlandia e Svezia: "La Russia non ha problemi con questi Stati, nessuno. In questo senso non c'è una minaccia immediata". Ma ieri ha affermato: "Se ci saranno basi Nato in Svezia e Finlandia reagiremo in modo speculare". E il ministero degli Esteri, in una nota, ha invece minacciato "rappresaglie" contro la Norvegia, già membro Nato, accusandola di bloccare il transito di merci destinate ai russi insediati nelle isole Svalbard.