Nato, ecco il nuovo "Strategic Concept": la Russia "minaccia più significativa" mentre la nuova sfida è con la Cina
dal nostro inviato Claudio Tito , dal nostro inviato Claudio TitoMADRID - La Russia è un nemico e rappresenta "la nostra minaccia più significativa". Al punto che "non si può escludere un attacco" contro gli alleati. Proprio come ha fatto con l'Ucraina, verso la quale gli aiuti continueranno ad essere forniti in maniera ininterrotta. La Cina invece "sfida i nostri interessi, valori e sicurezza". I leader "autoritari", dunque, sono gli attori da temere, insieme al terrorismo e al cambiamento climatico. Per questo il Patto atlantico non può abbassare la guardia e ha bisogno di alzare il livello di "deterrenza" anche per quanto riguarda le armi nucleari.
Ecco lo "Strategic Concept", sostanzialmente le linee guida all'Alleanza per i prossimi dieci. Che ridisegna il ruolo della Nato. La inserisce nel XXI secolo e la trasforma in un soggetto "globale". Con lo sguardo di nuovo rivolto verso la Russia, ma anche verso la Cina e l'Indopacifico.…
MADRID - La Russia è un nemico e rappresenta "la nostra minaccia più significativa". Al punto che "non si può escludere un attacco" contro gli alleati. Proprio come ha fatto con l'Ucraina, verso la quale gli aiuti continueranno ad essere forniti in maniera ininterrotta. La Cina invece "sfida i nostri interessi, valori e sicurezza". I leader "autoritari", dunque, sono gli attori da temere, insieme al terrorismo e al cambiamento climatico. Per questo il Patto atlantico non può abbassare la guardia e ha bisogno di alzare il livello di "deterrenza" anche per quanto riguarda le armi nucleari.
Ecco lo "Strategic Concept", sostanzialmente le linee guida all'Alleanza per i prossimi dieci. Che ridisegna il ruolo della Nato. La inserisce nel XXI secolo e la trasforma in un soggetto "globale". Con lo sguardo di nuovo rivolto verso la Russia, ma anche verso la Cina e l'Indopacifico. Nella consapevolezza che il pericolo può venire anche da Sud e da Nord: dall'Africa e dall'Artico. Il vertice della Nato ha approvato questa mattina il nuovo documento. L'ultimo risale ormai a una dozzina di anni fa e venne sottoscritto al summit di Lisbona. In quegli anni la distensione con Mosca sembrava definitiva, al punto da considerare il Cremlino un partner. E la Cina non era quasi presa in considerazione.
La guerra in Ucraina e i conflitti del nuovo secolo
La premessa quindi è proprio il conflitto in Ucraina. "La guerra di aggressione della Federazione Russa - è l'esordio del Concept - ha distrutto la pace e gravemente alterato il nostro ambiente di sicurezza. Invasione brutale e illegale, ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario e attacchi atroci e atrocità hanno causato sofferenze e distruzioni indicibili. Un'Ucraina forte e indipendente è vitale per la stabilità dell'area euro-atlantica". Ma si tratta di una premessa che porta a delle conseguenze nette: "Non si può escludere la possibilità di un attacco contro la sovranità e "integrità territoriale degli alleati".
Anche perché "le minacce che affrontiamo sono globali e interconnesse". E hanno una sorta di centro di gravità permanente: "Gli attori autoritari" che "sfidano i nostri interessi, i nostri valori e il nostro stile di vita democratico" con "sofisticate capacità convenzionali, nucleari e missilistiche, con poca trasparenza o rispetto per le norme e gli impegni internazionali". La guerra e i conflitti, però, non sono più come quelli del XX secolo. O almeno non lo sono tutti. La guerra "ibrida" è un concetto che accompagna l'intero programma decennale della Nato. "I concorrenti - si avverte - interferiscono nei nostri processi democratici e istituzionali. Indirizzano la sicurezza dei nostri cittadini attraverso tattiche ibride. Conducono attività dannose nel cyberspazio e nello spazio, con campagne di disinformazione, strumentalizzando la migrazione, manipolando le risorse energetiche".
La Russia è la "minaccia più significativa"
In questo quadro, dunque, la Russia rappresenta "la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli alleati, e alla pace e alla stabilità nell'area euro-atlantica". Secondo l'Organizzazione atlantica, Mosca "cerca di stabilire sfere di influenza e controllo diretto attraverso la coercizione, la sovversione, l'aggressione e l'annessione". Anche per questo sta modernizzando il suo "arsenale nucleare. Basti anche vedere come sta concentrando le risorse militari nel Baltico, nel mar Nero e nelle regioni del Mediterraneo, insieme alla sua integrazione militare con la Bielorussia".
Gli Alleati chiariscono di "non volere lo scontro" ma continueranno "a rispondere alle minacce russe" rafforzando la deterrenza. Quanto al terrorismo, per la Nato costituisce "la minaccia asimmetrica più diretta": "Conflitti, fragilità e instabilità in Africa e Medio Oriente influenzano direttamente la nostra sicurezza".
Una nuova sfida: la Cina
Dopo dodici anni, dunque, si affaccia prepotentemente la Cina nei documenti strategici dell'Alleanza. Non è un nemico, è una sfida però praticata - formula reclamata dagli Usa - con "politiche coercitive". Anzi, "la Repubblica Popolare cinese impiega una vasta gamma di strumenti politici, economici e militari per aumentare la sua impronta globale e il suo progetto di potere, pur rimanendo opaca nella sua strategia, nelle intenzioni e nell'accumulo militare".
E proprio per far capire che l'altro versante pericoloso si staglia nell'estremo Oriente, nel documento si insiste sulle "dannose operazioni ibride e informatiche, sulla sua retorica conflittuale e sulla disinformazione". L'obiettivo di Pechino è "controllare settori tecnologici e industriali, infrastrutture critiche, materiali strategici e catene di approvvigionamento. Usa la sua leva economica per creare dipendenze strategiche e migliorare la sua influenza. Si sforza di sovvertire l'ordine internazionale basato sulle regole, anche nei settori spaziale, cibernetico e marittimo".
Sullo sfondo, dunque, permane il rischio di un "partenariato strategico tra la Repubblica popolare cinese e la Federazione russa, e i loro tentativi di rafforzarsi reciprocamente per minare l'ordine internazionale".
La deterrenza nucleare in Europa
Tutto questo quindi spinge per un riarmo atomico di fatto. "Le forze nucleari strategiche dell'Alleanza, in particolare quelle degli Stati Uniti - si sottolinea nello Strategic Concept - sono la garanzia suprema della sicurezza dell'Alleanza. Le forze nucleari del Regno Unito e della Francia hanno un proprio ruolo deterrente e contribuiscono in modo significativo alla sicurezza generale dell'Alleanza". Questo non vuole dire che bisogna rinunciare al Trattato di non proliferazione nucleare, che resta un "baluardo".
Ma le armi non bastano. Serve anche una rete di relazioni. Un sistema di partnership e collaborazioni. A cominciare dall'Ue, "partner unico ed essenziale". "La Nato e l'Ue - si legge nel documento - svolgono un gioco complementare e coerente" e dunque va rafforzata "la strategia Nato-Ue sulla mobilità militare, la resilienza, l'impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza, sulle tecnologie emergenti". Ma soprattutto si riconosce "valore a una difesa europea più forte e più capace, in grado di contribuire positivamente alla sicurezza transatlantica e globale. Complementare e interoperabile con la Nato".
In questo ambito, però, si rimarca la necessità di "aumentare la spesa militare". Argomento sensibile in Europa e spesso oggetto di severe controversie. I programmi dell'Organizzazione atlantica, quindi, puntano sui "partner per affrontare minacce e sfide" nelle regioni di interesse strategico tra cui il Medio Oriente, il Nord Africa e le regioni del Sahel. "L'Indo-Pacifico - come prevedibile visto il giudizio dato sulla Cina - è importante per la Nato. Rafforzeremo il dialogo e la cooperazione con le nuove e le esistenti partner nell'Indo-Pacifico per affrontare le sfide interregionali e la sicurezza condivisa". A Madrid nasce la nuova Nato Globale.