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Nato, l'ira della Cina: “Gli Usa smettano di creare conflitti”

Il ministero degli Esteri di Pechino: “L’Alleanza destabilizza l’Asia, deve finirla di farsi nemici”
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PECHINO - "La Nato dovrebbe smetterla di tracciare linee ideologiche, di fomentare il confronto politico. Dovrebbe abbandonare la mentalità da Guerra Fredda e smetterla di farsi dei nemici. Alcuni Stati membri continuano a inviare aerei e navi da guerra per effettuare esercitazioni militari nelle acque vicine alla Cina, creando tensioni. L'Alleanza atlantica ha cercato di avanzare in nuove aree e ha chiesto a gran voce un confronto tra blocchi. Il mondo deve essere vigile e respingere con fermezza questo atteggiamento. Ha già sconvolto l'Europa: non dovrebbe cercare di destabilizzare l'Asia e il mondo intero".


Nel giorno in cui la Cina viene menzionata per la prima volta nello Strategic Concept come "sfida" ai valori, agli interessi e alla sicurezza della Nato, Pechino rispolvera l'armamentario retorico contro l'Alleanza a cui ci ha abituato in questi mesi di guerra. Quel documento "non è altro che vino vecchio in…

PECHINO - "La Nato dovrebbe smetterla di tracciare linee ideologiche, di fomentare il confronto politico. Dovrebbe abbandonare la mentalità da Guerra Fredda e smetterla di farsi dei nemici. Alcuni Stati membri continuano a inviare aerei e navi da guerra per effettuare esercitazioni militari nelle acque vicine alla Cina, creando tensioni. L'Alleanza atlantica ha cercato di avanzare in nuove aree e ha chiesto a gran voce un confronto tra blocchi. Il mondo deve essere vigile e respingere con fermezza questo atteggiamento. Ha già sconvolto l'Europa: non dovrebbe cercare di destabilizzare l'Asia e il mondo intero".


Nel giorno in cui la Cina viene menzionata per la prima volta nello Strategic Concept come "sfida" ai valori, agli interessi e alla sicurezza della Nato, Pechino rispolvera l'armamentario retorico contro l'Alleanza a cui ci ha abituato in questi mesi di guerra. Quel documento "non è altro che vino vecchio in una bottiglia nuova", copyright del portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijian. E proprio sul conflitto non risparmia stoccate agli Usa. La guerra "ha avuto pesanti ripercussioni sull'Europa dal punto di vista politico, economico e sociale, mentre gli Stati Uniti ne traggono vantaggio, con i commercianti di armi che stappano champagne e le industrie americane del grano e dell'energia che realizzano profitti esorbitanti. Gli Usa, che hanno dato il via alla crisi ucraina e ne sono il principale fattore di propagazione, devono riflettere e smettere di infangare la Cina", ha tuonato Zhao.


Nella prospettiva cinese il vertice di Madrid è la conferma di quella che Pechino definisce appunto "mentalità da Guerra Fredda" e della logica dell'espansione delle alleanze militari e dei blocchi che il presidente Xi Jinping ha già condannato al summit dei Brics allineandosi ancora all'amico Vladimir Putin. Pechino è nervosa per la partecipazione storica dei suoi vicini come Giappone e Corea del Sud (oltre che di Australia e Nuova Zelanda). L'abbraccio della Nato nel cortile di casa della Cina alimenta le peggiori paure di Xi: essere contenuto nei suoi sogni e piani di potenza nella regione.


Nella quale la Cina negli ultimi anni ha aumentato le proprie attività militari: dai pattugliamenti attorno a Taiwan alle dispute sulle isole con Tokyo fino alla cooperazione sulla sicurezza con alcuni Stati del Pacifico (Salomone) o agli scontri con l'India. Sul tema della sindrome di accerchiamento la stampa di Stato ci da dentro con articoli ed editoriali. "Non si può permettere che i liquami della Guerra Fredda confluiscano nell'Oceano Pacifico", scrive l'agguerrito Global Times. Che si è lanciato in una serie a puntate per denunciare l'espansionismo dell'Alleanza. Nonostante la voglia di essere più coinvolti nella Nato, gli altri leader asiatici dovranno cercare un difficile equilibrio: la Cina è il loro principale partner economico. E Pechino sa usare molto bene nelle dispute geopolitiche le leve del commercio per fare male.