Satan II, la nuova arma hi-tech che i russi intendono produrre a breve
di Floriana Bulfon , di Floriana BulfonNonostante l’embargo internazionale il Cremlino intende avviare la produzione di nuove armi hi-tech: ordigni di potenza apocalittica che hanno un valore politico, perché riaffermano davanti al mondo la forza dell’arsenale nucleare russo. Lo ha ribadito martedì Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri: “Dopo aver provocato un aggravamento della crisi ucraina e scatenato un feroce confronto ibrido con Mosca, Washington e i suoi alleati si stanno pericolosamente dirigendo sull'orlo di un confronto militare aperto con la Russia, il che significa un conflitto armato diretto tra potenze nucleari”.?
L’ultimo allarme riguarda un missile intercontinentale chiamato Satan II ma più noto come Sarmat. I media russi nei giorni scorsi hanno mostrato Dmitry Rogozin, responsabile dei programmi spaziali, illustrare le capacità dell’ordigno, trasferito in un bosco della Siberia per una serie di prove: “Il più potente missili intercontinentale esistente viene preparato per nuovi test e per la costruzione in serie”.
L’RS-28 Sarmat è stato presentato quattro anni fa da Vladimir Putin come una delle sei “super-armi” destinate a permettere la superiorità strategica. Il progetto risale al 2008 ed è andato avanti con lunghi ritardi, tanto che l’entrata in servizio è stata rinviata più volte. Si tratta di un missile lungo oltre 35 metri e pesante più di duecento tonnellate, con un raggio d’azione ipotizzato di 18mila chilometri: può quindi colpire qualsiasi continente. La velocità è pari a venti volte quella del suono.
Si ipotizza che possa sganciare fino a quindici testate autonome, che si separano nella parte finale del volo dirigendo contro altrettanti obiettivi. Una tecnologia già disponibile dalla fine degli anni Settanta, ma la particolarità di Sarmat è che alcune di queste bombe nucleari sono trasportate da una navetta che compie manovre per sopravvivere alle difese antimissile. Si tratta dell’Avangard, a cui viene attribuita la capacità di operare a bassa quota e a velocità ipersoniche, che di fatto renderebbero impossibile ogni tentativo di intercettarlo.
I test sono cominciati nel 2015 e lo scorso dicembre è stato annunciato che sei Avangard erano operativi per l’impiego con i vecchi missili intercontinentali, che saranno sostituiti dal Sarmat. Ma gli analisti occidentali sono scettici sulle reali prestazioni dell’ordigno, che dovrebbe comportarsi come un aereo a velocità enorme ponendo significativi problemi tecnologici e progettuali.
C’è pero un dato di fatto. La Russia ha investito somme ingenti per mettere in campo nuove “armi dell’Apocalisse”, continuando a credere nello scenario di un conflitto nucleare mentre gli Stati Uniti hanno interrotto ricerche e programmi per quasi venti anni. Ogni progetto del Cremlino è stato pensato per superare le reti di protezione della Nato: Sarmat ha una fase iniziale di lancio, quella in cui i razzi emettono maggiore calore, molto ridotta per diminuire la possibilità di venire scoperto dai satelliti spia ad infrarossi. Sono iniziative che testimoniano come Vladimir Putin consideri ancora oggi l’eventualità di fare ricorso agli ordigni più terribili. Tre settimane fa lo Zar ha dichiarato: “Sarmat può penetrare ogni sistema di difesa missilistica presente e futura, farà riflettere chi ci sta minacciando”.