Le dimissioni di Mario Draghi, viste dalla Russia
Le dimissioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sono "un affare interno dell'Italia e non vogliamo interferire. Possiamo solo constatare che il periodo del suo governo è coinciso con una fase molto sfortunata nelle nostre relazioni bilaterali". Eccola, la prima reazione del Cremlino, pronunciata dal portavoce Dmitri Peskov.
Se Mosca brinda, come era stato suggerito recentemente dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in diverse interviste aveva alluso a una regia russa dietro alla crisi del governo italiano affermando che "la leadership di quel Paese lavora per destabilizzare l'Italia e l'Europa", non lo da per ora a vedere. D'altronde già ieri, la pugnace portavoce della diplomazia Maria Zakharova, ieri aveva risposto: "Consigliamo ai politici europei di cercare le cause delle loro crisi interne nei propri errori e nella mancanza di professionalità, le cui conseguenze socio-economiche sono sempre più sentite dai cittadini comuni dei paesi dell'Unione Europea".