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Dall'Egitto all'Etiopia, il viaggio di Lavrov per portare l'Africa dalla parte della Russia

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sussurra al suo omologo congolese Jean-Claude Gakosso (ansa)
Il ministro degli Esteri vuol far passare l'idea che Mosca non ha aggredito l'Ucraina, e che non è sua la responsabilità per la crisi alimentare. Anche Francia e Usa si muovono diplomaticamente sul continente
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La Russia cerca di espandere la propria influenza in Africa e di allargare il consenso in tutto il continente per la sua “operazione militare” in Ucraina, come il Cremlino continua a chiamare l’invasione. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sta facendo un giro delle capitali africane, per ribadire la posizione ufficiale di Vladimir Putin, cioè che Mosca non è l’aggressore in Ucraina, né è responsabile della crisi alimentare globale risultata dalla guerra, che ha colpito l’Africa in modo particolare.

Le tappe africane di Lavrov

Lavrov ha visitato il Congo lunedì, è oggi in Uganda e andrà domani in Etiopia, dove avrà anche incontri presso la sede dell’Unione Africana. La sua prima tappa del tour è stata il Cairo domenica, poco dopo il lancio di missili russi sul più grande porto ucraino, Odessa, avvenuto a 24 ore di distanza dall’accordo mediato dalla Turchia …

La Russia cerca di espandere la propria influenza in Africa e di allargare il consenso in tutto il continente per la sua “operazione militare” in Ucraina, come il Cremlino continua a chiamare l’invasione. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sta facendo un giro delle capitali africane, per ribadire la posizione ufficiale di Vladimir Putin, cioè che Mosca non è l’aggressore in Ucraina, né è responsabile della crisi alimentare globale risultata dalla guerra, che ha colpito l’Africa in modo particolare.

Le tappe africane di Lavrov

Lavrov ha visitato il Congo lunedì, è oggi in Uganda e andrà domani in Etiopia, dove avrà anche incontri presso la sede dell’Unione Africana. La sua prima tappa del tour è stata il Cairo domenica, poco dopo il lancio di missili russi sul più grande porto ucraino, Odessa, avvenuto a 24 ore di distanza dall’accordo mediato dalla Turchia che doveva riaprire il porto alle esportazioni di grano da cui dipende il fabbisogno alimentare di molti Paesi emergenti. Mosca ha affermato che l’attacco ha distrutto soltanto “infrastrutture militari”, ma Kiev commenta che non fa ben sperare per l’attuazione dell’accordo sul grano.


In una apparente espansione degli obiettivi della guerra, il capo della sua diplomazia ha inoltre promesso di aiutare il popolo ucraino a “liberarsi da un regime inaccettabile”, parole che sembrano riportare alle dichiarazioni iniziali di Putin sull’esigenza di rovesciare l’attuale governo di Kiev. Alla vigilia del viaggio in Africa, Lavrov ha scritto un articolo di elogio dei Paesi africani per non avere partecipato alle sanzioni occidentali contro la Russia e per resistere a quelli da lui definiti come “tentativi dell’Occidente di imporre un ordine mondiale unipolare”. Nel suo intervento il ministro degli Esteri russo ha anche ripreso i temi della lotta per la decolonizzazione in Africa, già sostenuta da Mosca, anche militarmente, al tempo dell’Unione Sovietica.


Oggi la Russia è il principale fornitore di armi del continente africano e ha buoni rapporti con numerosi Paesi della regione. L’Uganda, visitata stamane da Lavrov, è uno dei 25 Stati africani che si sono astenuti nella risoluzione dell’Onu che ha condannato l’invasione dell’Ucraina. Il generale Muhoozi Kainerugaba, figlio dell’odierno presidente dell’Uganda e suo erede apparente, ha twittato recentemente che Putin “ha fatto assolutamente bene” a invadere l’Ucraina.

La "controffensiva" occidentale

L’Occidente risponde all’offensiva diplomatica russa in Africa con un viaggio del presidente francese Emmanuel Macron, che visiterà il continente questa settimana recandosi in Camerun e in Benin, una missione definita “ad alto rischio” da Le Monde per gli interessi di Parigi, e con la visita di un alto diplomatico americano, l’inviato speciale per il Corno d’Africa Mike Hammer, che andrà in Egitto e in Etiopia.