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Alta tensione a Baghdad: i sostenitori di Moqtada al Sadr entrano nel Parlamento

(reuters)
Il Paese è bloccato da ottobre. I sadristi hanno vinto le elezioni ma non c'è accordo sul nuovo governo
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BAGHDAD -  Centinaia di sostenitori del leader sciita Moqtada al Sadr hanno preso d'assalto il parlamento di Baghdad nella notte per protestare contro la nomina, da parte dei partiti armati sciiti filo-iraniani, di un candidato premier, Muhammad Sudani, ostile al fronte sadrista. Al momento dell'irruzione, spiega Al Jazeera, non c'erano parlamentari nell'edificio e le forze di sicurezza non hanno opposto particolare resistenza all'ingresso dei dimostranti, dopo il fallito tentativo di espellerli dalla Zona Verde con i cannoni ad acqua. I manifestanti hanno innalzato ritratti di Al Sadr e sono rimasti per qualche ora nell'aula prima di abbandonarla su richiesta del loro leader.

I sadristi hanno stravinto le ultime elezioni legislative di ottobre a scapito dei partiti armati sciiti filo-iraniani: 73 su un totale di 329. Ma da nove mesi, le parti non riescono a trovare un accordo per la nomina del presidente della Repubblica e per un nuovo primo ministr…

BAGHDAD -  Centinaia di sostenitori del leader sciita Moqtada al Sadr hanno preso d'assalto il parlamento di Baghdad nella notte per protestare contro la nomina, da parte dei partiti armati sciiti filo-iraniani, di un candidato premier, Muhammad Sudani, ostile al fronte sadrista. Al momento dell'irruzione, spiega Al Jazeera, non c'erano parlamentari nell'edificio e le forze di sicurezza non hanno opposto particolare resistenza all'ingresso dei dimostranti, dopo il fallito tentativo di espellerli dalla Zona Verde con i cannoni ad acqua. I manifestanti hanno innalzato ritratti di Al Sadr e sono rimasti per qualche ora nell'aula prima di abbandonarla su richiesta del loro leader.

I sadristi hanno stravinto le ultime elezioni legislative di ottobre a scapito dei partiti armati sciiti filo-iraniani: 73 su un totale di 329. Ma da nove mesi, le parti non riescono a trovare un accordo per la nomina del presidente della Repubblica e per un nuovo primo ministro. In segno di protesta, il blocco parlamentare sadrista ha ritirato i suoi deputati, consentendo di fatto alla coalizione filo-iraniana di diventare maggioritaria nell'assemblea. In forza di questa posizione di maggioranza, i partiti armati filo-Teheran hanno nei giorni scorsi nominato Sudani come candidato premier. Da qui la reazione.

 

I sostenitori di Al Sadr, che ha un largo seguito popolare, avevano occupato il Parlamento già nel 2016, quando protestarono contro il piano dell'allora premier Haidar al-Abadi di sostituire alcuni ministri politici con dei tecnocrati per combattere la corruzione.

 

Il presidente della Repubblica iracheno uscente, Barham Saleh, ha messo in guardia da ogni tipo di "escalation" della violenza, che potrebbe "danneggiare la pace civile" e la "sicurezza del Paese". Anche l'Onu si è detta "preoccupata per ogni tipo di violenza nelle manifestazioni".