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Taiwan stretta dalle forze cinesi: “Esercitazioni con proiettili veri”

Pechino blocca l’export di sabbie vitali per l’industria elettronica. Pelosi a Taipei vede il re dei semiconduttori
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La presidente della Camera statunitense, Nancy Pelosi, è già volata in Corea del Sud, altra tappa del suo tour in Asia, ma le appena 19 ore del suo blitz a Taiwan sono bastate a infiammare le già tese relazioni tra Pechino che rivendica l'isola e Washington. La Speaker, il più alto funzionario statunitense ad aver visitato Taipei in 25 anni, ha affermato di essere andata "in pace" incontrando anche diversi dissidenti cinesi, tra cui uno dei leader delle manifestazioni studentesche in piazza Tiananmen dell'89, Wu'er Kaixi.


Rassicurazione che a Pechino non è bastata. "Chi offende la Cina sarà punito", ha promesso il ministr…

La presidente della Camera statunitense, Nancy Pelosi, è già volata in Corea del Sud, altra tappa del suo tour in Asia, ma le appena 19 ore del suo blitz a Taiwan sono bastate a infiammare le già tese relazioni tra Pechino che rivendica l'isola e Washington. La Speaker, il più alto funzionario statunitense ad aver visitato Taipei in 25 anni, ha affermato di essere andata "in pace" incontrando anche diversi dissidenti cinesi, tra cui uno dei leader delle manifestazioni studentesche in piazza Tiananmen dell'89, Wu'er Kaixi.


Rassicurazione che a Pechino non è bastata. "Chi offende la Cina sarà punito", ha promesso il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, mentre la Difesa a partire da oggi effettuerà manovre aeree e marittime con "lancio di proiettili veri a lungo raggio" nello Stretto di Taiwan che separa l'isola dalla Cina continentale. "Una misura necessaria e legittima", hanno spiegato. Secondo la mappa diffusa dall'esercito cinese, parte delle esercitazioni si svolgerà a 20 chilometri dalle coste di Taiwan. Un vero e proprio accerchiamento e blocco. "Invadono le nostre acque territoriali", ha commentato il ministero della Difesa di Taipei assicurando che l'esercito avrebbe "protetto la sicurezza nazionale". Pechino ha però minacciato che "si vendicherà vigorosamente" se le forze di Taiwan interverranno. Mentre Tokyo si è detta "preoccupata" perché le manovre violeranno anche la sua Zona Economica Esclusiva.


La presidente di Taiwan Tsai Ing-wen, invece, non sembra farsi intimidire. "Di fronte a minacce militari deliberatamente aumentate, Taiwan non si tirerà indietro. Continueremo a difendere la democrazia", ha detto ringraziando Pelosi per aver "adottato misure concrete per mostrare il sostegno incrollabile a Taiwan in un momento critico".

Ma Pechino è andata oltre le prove di forza muscolari, giudicate peraltro "troppo deboli" dai nazionalisti. Il portale ufficiale della presidenza di Taiwan sarebbe stato colpito da un attacco hacker i cui autori devono però ancora essere identificati. Mentre il ministero del Commercio cinese ha annunciato nuove sanzioni economiche: dopo la sospensione dell'importazione di agrumi e pesci, ha bloccato le esportazioni verso Taiwan di sabbia naturale, tra cui il quarzo, una componente chiave nella produzione di semiconduttori, di cui l'isola è il primo produttore al mondo. Una misura che non lascia indifferente Washington.

Anche se non era menzionato nel suo itinerario ufficiale, Pelosi ha tenuto un incontro anche con il presidente della Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (Tsmc), per discutere del "Chips and Science Act", approvato la scorsa settimana da Camera e Senato. Si tratta di una legge che mira a indebolire il ruolo della Cina nelle catene di approvvigionamento globali di semiconduttori garantendo sussidi per 52 miliardi di dollari alle aziende che costruiscono fabbriche sul suolo americano. E Tsmc è una di queste. Non solo. Washington vuole promuovere la cosiddetta "Chip 4 Alliance", una partnership con Corea del Sud, Giappone e Taiwan in chiave anti-Pechino. La partita non è solo geopolitica.