✕

L'Australia vara una delle leggi ambientaliste più ambiziose del mondo

Il premier australiano Anthony Albanese parla al Forum energetico di Sidney (reuters)
Il Paese si impegna a tagliare del 43 per cento le emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030, ovvero in appena otto anni
1 minuti di lettura

LONDRA – L’Australia ha approvato una delle legislazioni ambientaliste più radicali del mondo per combattere il cambiamento climatico. La risoluzione, passata con 89 voti a favore e 55 contrari, si impegna a tagliare del 43 per cento le emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030, ovvero in appena otto anni.

Anthony Albanese, il leader laburista di origine italiana eletto primo ministro nel maggio scorso, aveva promesso una politica “verde” in difesa dell’ambiente e ha mantenuto l’impegno: la legge presentata questa settimana è la prima introdotta dal suo governo da quando il parlamento di Canberra è tornato a riunirsi dopo la pausa che ha fatto seguito alla fine della legislatura precedente.

La nazione degli eventi atmosferici estremi

Il pacchetto di provvedimenti contro l’effetto sera dà valore di legge alle proposte elettorali del Labour in una nazione-continente considerata la più…

LONDRA – L’Australia ha approvato una delle legislazioni ambientaliste più radicali del mondo per combattere il cambiamento climatico. La risoluzione, passata con 89 voti a favore e 55 contrari, si impegna a tagliare del 43 per cento le emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 2005 entro il 2030, ovvero in appena otto anni.

Anthony Albanese, il leader laburista di origine italiana eletto primo ministro nel maggio scorso, aveva promesso una politica “verde” in difesa dell’ambiente e ha mantenuto l’impegno: la legge presentata questa settimana è la prima introdotta dal suo governo da quando il parlamento di Canberra è tornato a riunirsi dopo la pausa che ha fatto seguito alla fine della legislatura precedente.

La nazione degli eventi atmosferici estremi

Il pacchetto di provvedimenti contro l’effetto sera dà valore di legge alle proposte elettorali del Labour in una nazione-continente considerata la più secca del pianeta, che in anni recenti ha sofferto una serie di crisi dovute a eventi atmosferici estremi come risultato del cambiamento climatico, da incendi incontrollabili ad allagamenti di massa.

L’ex-premier conservatore Scott Morrison, sconfitto da Albanese alle elezioni di tre mesi fa, e la sua coalizione di governo che includeva il partito liberal-nazionale, erano stati criticati negli ultimi anni per non avere fatto abbastanza contro la crisi climatica. In occasione di Cop 26, il summit internazionale sul clima a Glasgow del novembre scorso, Morrison aveva annunciato per l’Australia l’obiettivo di raggiungere zero emissioni di carbonio nel 2050, ma piuttosto che legiferare in materia suggeriva che fossero aziende privati e consumatori a prendere l’iniziativa per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Gli studi sul riscaldamento della temperatura

Proprio un rapporto di scienziati australiani, prodotto a marzo di quest’anno dalla Australia Academy of Science, ha ammonito che sarà “praticamente impossibile” realizzare l’obiettivo di limitare il surriscaldamento globale a meno di 1,5 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali entro il 2100, come stabilito dagli accordi di Parigi sul clima.

Lo studio, in linea con altre recenti analisi scientifiche, afferma che il mondo è avviato a un aumento della temperatura media globale di circa 3 gradi centigradi, se gli impegni presi per tagliare le attuali emissioni nocive non verranno radicalmente alterati. Il programma ora approvato dal parlamento australiano è un passo in questa direzione.

L’Australia è uno dei paesi maggiormente minacciati dal cambiamento climatico. Ed è anche uno dei casi in cui il passaggio a fonti energetiche rinnovabili si annuncia più difficile, perché è uno dei maggiori esportatori mondiali di carbone, gran parte del quale destinato alla Cina.