Iran, riprendono a sorpresa i negoziati sul nucleare
Roma - Riprendono oggi, a sorpresa, i negoziati sul nucleare iraniano. Gli Stati Uniti, l'Ue e Teheran hanno annunciato che i negoziatori si incontreranno a Vienna per un ultimo tentativo di riavviare i colloqui sul programma nucleare iraniano.
La strategia di Teheran
Non è chiaro se sullo spinoso accordo abbandonato dall'ex presidente americano Donald Trump siano stati fatti progressi tra gli sherpa, dopo mesi di stallo, ma il capo negoziatore iraniano, Ali Bagheri Kani ha precisato di essere diretto nella capitale austriaca per "far avanzare i negoziati" e il rappresentante della Ue, Enrique Mora, ha specificato che i colloqui ripartiranno dall'ultima bozza di accordo.
Anche la Russia ha annunciato di essere pronta a sedersi nuovamente al tavolo: "Siamo pronti per un negoziato costruttivo che raggiunga un accordo".
Gli Usa prudenti
Più prudente l'emissario americano Rob Malley, anche lui in partenza per Vienna: "…
Roma - Riprendono oggi, a sorpresa, i negoziati sul nucleare iraniano. Gli Stati Uniti, l'Ue e Teheran hanno annunciato che i negoziatori si incontreranno a Vienna per un ultimo tentativo di riavviare i colloqui sul programma nucleare iraniano.
La strategia di Teheran
Non è chiaro se sullo spinoso accordo abbandonato dall'ex presidente americano Donald Trump siano stati fatti progressi tra gli sherpa, dopo mesi di stallo, ma il capo negoziatore iraniano, Ali Bagheri Kani ha precisato di essere diretto nella capitale austriaca per "far avanzare i negoziati" e il rappresentante della Ue, Enrique Mora, ha specificato che i colloqui ripartiranno dall'ultima bozza di accordo.
Anche la Russia ha annunciato di essere pronta a sedersi nuovamente al tavolo: "Siamo pronti per un negoziato costruttivo che raggiunga un accordo".
Gli Usa prudenti
Più prudente l'emissario americano Rob Malley, anche lui in partenza per Vienna: "Gli Usa apprezzano gli sforzi della Ue e sono pronti in buona fede a raggiungere un'intesa. A breve sapremo se pe l'Iran vale lo stesso".
Era stato l'Alto rappresentante agli affari esteri europeo, Josep Borrell, a spingere per una ripresa dei colloqui, dopo l'impasse dovuta alla richiesta di Teheran di fornire garanzie sul fatto che non abbandonerà di nuovo il tavolo e di sospendere le sanzioni sulla Guardia revoluzionaria, l'organizzazione paramilitare iraniana.
Sul Financial Times Borrell ha avvertito di recente che "gli spazi per ulteriori compromessi sono esauriti". Anche la Germania, che partecipa al formato "P5+1" che tratta da anni sul dossier e manderà un suo rappresentante a Vienna, ha ammesso attraverso il ministero degli Esteri che "le speranze sono minime" per accordarsi su uno stop allo sviluppo del nucleare in Iran, e ha invitato Teheran a rinunciare a "posizioni massimaliste che vanno al di là" della questione.
L'escaltion nucleare
Dopo la rottura delle trattative, nel 2018, l'Iran si è slegata dagli obblighi sanciti dagli accordi e ha ricominciato ad arricchire uranio. Il tasso di arricchimento, che nel piano d'azione congiunto Pacg era stato fissato al 3,67%, ha ormai raggiunto il 60%: abbastanza, secondo gli esperti ma anche secondo lo stesso regime iraniano, per costruire una bomba atomica. A metà luglio Kamal Kharrazi, consigliere dell'ayatollah Khamenei, Guida suprema del Paese, aveva già fatto sapere che "l'Iran ha la capacità tecnica per costruire una bomba nucleare ma non c'è stata alcuna decisione di costruirne una".